L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Domenica, 02 Novembre 2014 21:42

Ragazzi di vita - Teatro Argentina (Roma)

Un omaggio e un inno alla lingua, alla sua capacità di salire vette poetiche, discendere inferni volgari, piegarsi all’ammiccamento del dialetto e alla deriva di sentimenti estremi, brutale e sublime ad un tempo. Nella lettura ad alta voce i due piani, poetico e teatrale, emergono in tutta la loro ricchezza, tracciando l’affresco della vita vissuta di periferie slabbrate. La voce accarezza e rafforza il linguaggio confermando il valore del teatro di parola e, al contempo, diventa parte del corpo, strumento che accompagna le membra, gli occhi, le mani in un gesto continuo che srotola il libro in una pellicola. Un lavoro di grande tecnica dove l’esercizio e la fatica non si vedono più: Gifuni è morbido, fluido, versatile sfiorando cime e abissi senza rischiare di superarli. Non stona mai. In una parola sublime.

Fabrizio Gifuni torna nella sua “casa” milanese con un altro appuntamento di reading: Lo straniero, un’intervista impossibile è un successo che riconferma la forza espressiva di Gifuni e l’attualità di un testo, come quello di Camus, che difficilmente può essere etichettato solo come testo esistenzialista.

Il Teatro Franco Parenti di Milano ha presentato la nuova stagione 2014-2015, che attraversa l’intero anno per arrivare all’Expo; è un piccolo cambiamento, un segno, insieme a molti altri, di come il Teatro si trasformi, cominci a fare cose diverse per rispondere alla crisi ed incidere sulla stessa. Non è un caso infatti, che la campagna abbonamenti si apra con le ben note parole di Einstein: “non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose(..). E’ nella crisi che sorge l’inventiva (…) e l’unica crisi pericolosa è la tragedia di non volere lottare per superarla.

Il Piccolo Principe è un libro amatissimo a livello mondiale e anche a teatro di solito fa il tutto esaurito. Purtroppo solo per tre rappresentazioni il Teatro Franco Parenti ne presenta una versione che vede come protagonista nientemeno che Fabrizio Gifuni, uno degli attori al momento tra i più calorosamente apprezzati da parte del pubblico: solo tre spettacoli, uno dei quali doverosamente per beneficenza, con i ricavati devoluti a sostegno dei progetti di Terre des Hommes. Fortunelli quindi coloro i quali hanno potuto assistere, portandosi al seguito intere famiglie e numerosi bambini, alle serate dal 18 al 20 novembre. L’idea l’hanno avuta Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, entrambi sul palco, il primo come narratore della storia nei panni di Antoine de Saint-Exupéry, ovvero l’autore, perfettamente interpretato come pure gli altri numerosi personaggi di cui riesce a mostrare l’identità. Sonia invece, alta, quasi statuaria, con lunghi capelli biondi e gambe slanciate, francamente fa un po’ più fatica a somigliare al Piccolo Principe, un ragazzino undicenne che però ha in effetti anche lui i capelli biondi come il grano; piano piano l'attrice, grazie a una recitazione disinvolta, quasi tutta proposta stando seduta su un’altalena volante come forse solo i ragazzini sanno fare, riesce a conquistare l’ideale distanza tra la sua figura e il personaggio interpretato.

Torna in scena al Teatro Vascello, in apertura di una retrospettiva dedicata alla memoria del regista Giuseppe Bertolucci scomparso lo scorso anno, il travolgente spettacolo di Fabrizio Gifuni che da ormai quasi un decennio infiamma ed emoziona intimamente le platee italiane, "'Na specie di cadavere lunghissimo". Sintesi di studio pervicacemente accurato e passione straripante, il monologo fonde in un'organica creatura drammaturgica frammenti corrosivi tratti da testi, riflessioni ed interviste di Pier Paolo Pasolini e il virulento poemetto in endecasillabi "Il Pecora", scritto dal milanese Giorgio Somalvico in un delirante vernacolo romanesco per raccontare gli istanti concitati del brutale assassinio del poeta da parte di Pino Pelosi, un ragazzo di vita come i tanti immortalati nelle sue opere indimenticabili.

Domenica, 27 Gennaio 2013 15:52

Gli Indifferenti - Teatro Olimpico (Roma)

Il Teatro Olimpico ripropone, per la seconda volta e visto il successo dello scorso anno, in occasione della Giornata della Memoria, ossia la data (27 gennaio) in cui le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi, “Gli indifferenti. Parole e musiche da un Ventennio”. Lo spettacolo non è altro che un percorso tra documenti e voci di quel tremendo momento storico, pensato da Fabrizio Gifuni con l’aiuto musicale del mezzosoprano Monica Bacelli e della pianista Luisa Prayer. Per non rimanere indifferenti.

Giuseppe Bertolucci

Il 26 ottobre al Teatro Valle Occupato si è tenuta una serata intitolata A cosa servono i poeti in memoria di Giuseppe Bertolucci. Grazie al contributo di numerosi personaggi del mondo teatrale, tra cui Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, Ennio Fantastichini e Marina Confalone, e all’intervento anche musicale di Nicola Piovani, sono stati ricostruiti il pensiero e l’attività del regista e sceneggiatore. Sono stati ricordati in particolare alcuni suoi film, come Berlinguer ti voglio bene, I cammelli e Pasolini prossimo nostro.

Fabrizio Gifuni

Dall’8 al 12 febbraio. Quattro anni dopo “’Na specie de cadavere lunghissimo”, spettacolo che attraverso la prosa di Pasolini e gli endecasillabi di Giorgio Somalvico poneva le basi di una riflessione teatrale sulla trasformazione del nostro paese negli ultimi quarant’anni, Fabrizio Gifuni e Giuseppe Bertolucci riprendono il loro discorso guidati dalla lingua e dal pensiero di uno dei più grandi scrittori del ‘900, Carlo Emilio Gadda. In scena i “Diari di guerra e di prigionia”, resoconto della volontaria partecipazione dell’autore milanese alla prima guerra mondiale, e l’esilarante “Eros e Priapo”, attraverso cui lo scrittore fa i conti con il fascismo, cui aveva inizialmente aderito.

Fabrizio Gifuni

Dal 2 al 14 novembre. Un appuntamento realmente imperdibile per tutti coloro i quali, nonostante le disastrose condizioni in cui versa il nostro paese in queste oscure contingenze storiche, conservino ancora un briciolo di fiducia in valori come la rettitudine politica e morale, la devozione ed il sacrificio per la patria ed il desiderio di riscatto di un popolo troppo a lungo obnubilato e vilipeso. Un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati del teatro intellettualmente impegnato ma al contempo assolutamente trascinante, vigoroso ed intenso che rimarranno affascinati dal valore della rielaborazione drammaturgica dell’opera di Carlo Emilio Gadda e troveranno in Fabrizio Gifuni un interprete istrionico, coraggioso e sbalorditivamente espressivo.

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