Una riscrittura al femminile del Faust di Goethe che unisce tre livelli di approfondimento: filosofico, politico e di cronaca, coerentemente con lo stile e la tecnica di Elfriede Jelinek (scrittrice austriaca Premio Nobel per la letteratura nel 2004). La vicenda, accaduta in Austria, del padre che ha tenuto segregata per anni la propria figlia nella cantina di casa costringendola a un rapporto incestuoso, in una dimensione fisica e metaforica prevede un alto e un basso, un fuori e un dentro. FaustIn, significa Faust, ma soprattutto dentro, e ognuno di noi è “In” al Faust. La tragedia di Margherita rappresenta pertanto l’input per infondere ironia e sorriso nella lettura del testo della Jelinek, in questo spettacolo andato in scena lunedì 7 settembre presso il Macro Testaccio La Pelanda con la regia di Fabrizio Arcuri, una delle voci registiche più interessanti e innovative del panorama teatrale italiano contemporaneo.

Il festival multidisciplinare Short Theatre ogni anno costruisce e ricompone una vera e propria "comunità teatrale" (di spettatori, operatori e artisti), accogliendola negli spazi de la Pelanda - centro di produzione culturale all'interno del MACRO – sede centrale del festival e, domenica 13 settembre, anche al Teatro India e alla Biblioteca Vallicelliana, per due eventi specifici. Quest'anno Short Theatre tocca il traguardo dei dieci anni scegliendo il sottotitolo - "NOSTALGIA DI FUTURO"- che richiama l'anniversario e un primo cammino compiuto. Il programma risponde alle questioni poste dal sottotitolo, in coerenza con i progetti ospiti, gli incontri, il cinema, i laboratori aperti al pubblico e le performance non solo teatrali - dove lo spettatore diventa performer a sua volta - in un gioco di rimandi e di doppi, in cui un set o un racconto particolare vengono invasi dal reale.

Sono 15 i percorsi che compongono la nuova Stagione di Progetti del Teatro di Roma, riconosciuto dal MiBACT Teatro Nazionale: 95 spettacoli complessivi, di cui 19 produzioni, 7 prime nazionali, 676 alzate di sipario. Un’offerta che può apparire eccessiva, ma è una messe necessaria, strutturata in capitoli che hanno ciascuno il proprio senso e la propria ragione. Un processo già attivato dalla passata stagione che, attraverso un “cantiere” articolato in progetti e percorsi, ha rilanciato il Teatro della Capitale come luogo “plurale” e di tutti. In questa ottica di teatro della città e di città nel teatro, il direttore Antonio Calbi e il presidente Marino Sinibaldi presentano la Stagione di Progetti 2015/2016, vivace, articolata e multidisciplinare, con un percorso di 12 mesi di continua attività offerta tutti i giorni, a tutte le generazioni di pubblico e con più proposte quotidiane.

Martedì, 14 Aprile 2015 19:56

Sweet Home Europa - Teatro India (Roma)

Dall’8 al 26 aprile al Teatro India Fabrizio Arcuri porta in scena l’Occidente, la sua storia e la sua crisi, le sue repressioni e le sue esplosioni, con "Sweet Home Europa. Una genesi. Un esodo. Generazioni" di Davide Carnevali. Con questo spettacolo, una produzione del Teatro di Roma, ritorna a vivere la Sala A del Teatro India, alzando il sipario su un potente affresco politico e umano che si dipana sotto i nostri occhi. Padri, madri, figli, mogli, mariti, compagni, estranei, esuli, uomini politici e d’affari si passano la staffetta per raccontare patti e compromessi, differenze ideologiche e religiose, che hanno fatto dell’Occidente un’idea dominante e insieme l’idea del suo stesso fallimento. Ad accompagnare il fluire delle scene, le musiche composte ed eseguite dal vivo da Davide Arneodo e Luca Bergia dei Marlene Kuntz e da NicoNote, mentre il progetto scenico è realizzato da Andrea Simonetti con sculture sceniche esplosive di Enrico Gaido e Riccardo Dondana.

Dall’8 al 26 aprile al Teatro India Fabrizio Arcuri porta in scena l’Occidente, la sua storia e la sua crisi, le sue repressioni e le sue esplosioni, con SWEET HOME EUROPA. Una genesi. Un esodo. Generazioni di Davide Carnevali, testo finalista al Premio Riccione 2011 che ha debuttato in Germania nel 2012 al Schauspielhaus di Bochum.

Roma raccontata dalla penna di 26 autori e portata in scena da oltre 60 interpreti per un “polittico teatrale” a più voci che, fra invettive di rabbia e dichiarazioni d’amore, ritrae la Città e la restituisce al suo Teatro. Tanti autori per tante storie. Tanti artisti per tante visioni, realtà e bellezze, a comporre sul palcoscenico le molteplici anime della città in un’unica grande, originale composizione: "Ritratto di una Capitale - Ventiquattro scene di una giornata a Roma", l’inedito spettacolo-maratona è andato in scena dal 18 al 22 novembre al Teatro Argentina.

Roma raccontata dalla penna di 26 autori e portata in scena da oltre 60 interpreti per un “polittico teatrale” a più voci che, fra invettive di rabbia e dichiarazioni d’amore, ritrae la Città e la restituisce al suo Teatro. Tanti autori per tante storie. Tanti artisti per tante visioni, realtà e bellezze, a comporre sul palcoscenico le molteplici anime della città in un’unica grande, originale composizione: Ritratto di una Capitale - Ventiquattro scene di una giornata a Roma, l’inedito spettacolo-maratona dal 18 al 22 novembre al Teatro Argentina.

Un incontro speciale, l’ultimo appuntamento della stagione del festival internazionale "Letterature", così presentato e calzante per la sua originalità. Una scrittrice la cui cifra sono l’ironia e l’impegno insieme per l’ambiente e i diritti delle donne, militante della scrittura e portatrice di un messaggio di ottimismo, un inno alla fantasia, talora surreale e sfrenata.

Finalmente restituito alla cittadinanza romana, il Teatro India, luogo di accoglienza e di irradiazione di un sistema dedicato alla creazione contemporanea, propone una ricchissima stagione 2014/2015. Scopriamone tutti i dettagli...

Sabato, 25 Gennaio 2014 14:02

I, Banquo - Teatro Filodrammatici (Milano)

Dal 21 al 26 gennaio, al Teatro Filodrammatici di Milano, il regista Fabrizio Arcuri e l'Accademia degli Artefatti, portano in scena "I, Banquo", di Tim Crouch, drammaturgo inglese contemporaneo. "I, Banquo" fa parte di un progetto più ampio di Crouch: "I, Shakespeare", un’indagine sulle forme del racconto teatrale che non segue più la narrazione convenzionale. Si tratta infatti di reinventare meccanismi e geometrie teatrali di cinque spettacoli di Shakespeare, in questo caso il "Macbeth", dove cinque personaggi minori, qui Banquo, si staccano dall’ombra nella quale erano stati relegati, per raccontare, rivivere e far rivivere, le cinque opere del drammaturgo inglese da prospettive diverse, al confine tra realtà e finzione.

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