|
Giovedì 28 agosto 2008 – Ore 22 Paola Minaccioni in CHE MOTIVO C’E’ di Marcello Teodonio e Paola Minaccioni La Libera Orchestra esegue dal vivo le musiche del M. Pino Cangialosi
“Che Motivo C’è” è un incredibile dialogo tra una voce e un’orchestra. La voce naturalmente è quella di Paola Minaccioni, anche autrice dello spettacolo insieme a Marcello Teodonio. L’Orchestra è la Libera Orchestra, formata da Fabio Battistelli, Benedetto Biondo, Rocco Degola, Rodolfo Lamorgese e dall’autore di alcune delle musiche dello spettacolo Pino Cangialosi. Musiche sulle quali le parole di grandi autori come Belli, Campanile, Leopardi, Garcia Lorca, Sibilla Aleramo, Shakespeare, Sata Kane, Trilussa possono divagare, inseguirsi, raccontare e costruire immagini e memoria. Le musiche che accompagno questo affascinante viaggio vanno da Mozart a Berlioz, dai Led Zeppelin a Strauss e Rossini, fino alle musiche delle balere o stornelli romani. Uno spettacolo che punta non solo al divertimento ma anche a suscitare grandi emozioni perché in fondo in fondo … un motivo per stare insieme stasera c’e’… Così ne parla Paola Minaccioni “Questo non è uno spettacolo su Roma, ma porta le domande che appartengono a tutti quelli che vivono la nostra epoca di metropoli e metropolitane. Grazie a Marcello Teodonio, (uno dei massimi studiosi belliani, che ha curato le ultime pubblicazioni dell’opera completa di Belli) come in una sorta di supermercato abbiamo fatto la spesa tra gli autori che più potessero rappresentarci : Giuseppe Gioachino Belli ovviamente , Mauro Marè, Elia Marcelli. Questo è uno spettacolo strano perché accosta autori molto diversi tra di loro, Sarah Kane, Campanile, Rodrigo Garcìa e la Carmen, la Szrimbroskaya e Zanazzo. E’ uno spettacolo strano perché un’attrice “comica” si fa delle domande e sceglie di leggere per voi degli autori. E’ uno spettacolo strano perché cinque solisti della Libera Orchestra eseguono dal vivo le musiche del M. Pino Cangialosi non con il compito di accompagnare , ma di dialogare con la voce. E’ uno spettacolo strano perché una tra le più interessanti autrici teatrali contemporanee, come Renata Ciaravino, milanese, ha collaborato alla drammaturgia. E’proprio strano. Perché ha collaborato all’allestimento scenico una raffinatissima regista riminese che vive a Milano come Valeria Talenti. Forse noi cerchiamo solo un motivo, per ridere e pensare un po’. E per ascoltare la musica, che si sa esiste senza nessun valido motivo”. Paola Minaccioni “L’omo nun sa indò va però cce va dde prescia” (Mauro Marè)
Giovedì 28 agosto 2008 – ore 21.00
ELENA FALGHERI presenta la sua Raccolta di poesie, ed. EDILET “Rapimenti Ambivalenti ” Elena Falgheri, attrice e poetessa, nasce immancabilmente una mattina dell’otto settembre 1962 a Roma accompagnata da un canto stridulo di suore e campane stonate. Sul frigo il tesserino di riconoscimento del City College di New York 1983, scappata di casa per realizzare il suo sogno; fare la cameriera mentre studiava recitazione. In salotto una foto con Alberto Sordi e Bernard Blier nel film “una botta di vita “ di Enrico Oldoini .A colazione nel 1989 nei pressi di Cattolica Marco Ferreri la intimava : (grugnito)” No te mette sto profumo che no me fai lavorà”. E tanti altri aneddoti sul set con Carlo Lizzani e Franco Giraldi. Nel 1991 la sua più grande creazione , Jacopo. Immersa nella natura, un casolare in aperta campagna si ricongiungeva con le proprie radici incontrando Rena Mirecka , grande maestra di vita, che insieme a Jerzy Grotowsky fondò il Teatro Laboratorio in Polonia. Nel 2005 la LietoColle pubblica la sua prima raccolta di poesie : “ Unguento”. Fra doppiaggio , film , canto , danza e parole prosegue la sua ricerca. Di lei dicono “Il primo impatto che si ha è quello di una poesia che toglie senza appello alla distrazione, si è 'acchiappati' dalla prima all'ultima parola, dalla prima all'ultima poesia. La realtà è captabile solo a lampi, anche se trascrive direttamente dal vissuto. Parlerei di tratto fulmineo delle immagini, quadri tratteggiati su uno sfondo muto. La poesia della Falgheri, come il mago poeta citato da Rilke, concilia in sé contrasti dolorosi e potenti, offrendo, da mago, l'armonia e la pace in cui sostare almeno per un attimo” Gabriella Schina. “Può esistere una spiritualità della carne? . Dal buio della carne guizza la scintilla di una luce. Lo capiamo bene, e lo vediamo in atto, nelle liriche di Elena Falgheri. La bocca, soprattutto, è il luogo primario e originario di questa poesia. La soglia della voce che articola parole. La porta del soffio. L’ingresso del nutrimento. La sede del gusto. La mucosa del bacio. La bocca è calda, umida, vorace di vita. Le metafore del mordere e del mangiare sono molto frequenti in Elena Falgheri. Il suo Eros è intinto nella pulsione di Thanatos, che lo fa acuminato e prensile.” Marco Onofrio
INFO GAY VILLAGE: 340 7538396 - www.gayvillage.it
|