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DIVINAMENTE ROMA Festival Internazionale della Spiritualità terza edizione 27 marzo | 5 aprile 2010 La città di Roma torna ad accogliere le note, le voci, i racconti di altre genti, di altre culture, per rintracciare un sentire comune, un’univoca vocazione alla comprensione, alla pace, mettendo al centro del discorso - non solo artistico - l’uomo, con le sue immutate domande, i suoi bisogni più alti, la sua spiritualità, oltre ogni singolo, differente credo. Così dal 27 marzo al 5 aprile 2010, tra teatri, chiese, musei, siti storici della capitale si intrecciano le maglie di una rete di proposte di spettacolo eterogenee per stile e linguaggio (dalla musica tradizionale alla classica, dalla danza alla recitazione al canto rituale), che compongono il ricco cartellone della terza edizione di DIVINAMENTE ROMA festival internazionale della spiritualità, diretto da Pamela Villoresi, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, da Arcus, dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, dall’Associazione ARMUSER e dall’Ente Teatrale Italiano, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Commissione Nazionale Italiana Unesco. Dopo gli intensi incontri delle prime due edizioni, anche quest’anno dunque Divinamente Roma, vuole offrire al pubblico della capitale nuovi ed intensi momenti di confronto, di conoscenza, di riflessione, grazie all’arte di grandi maestri e giovani promesse della scena anche internazionale, ed individua come fil rouge di questa terza edizione del festival il Timor di Dio: «Il canto, la preghiera, il mito, il teatro, raccontano spesso dello smarrimento dell’uomo nei confronti di una forza inconoscibile e terrifica, di una volontà forte, immensa, che nel dispiegare il suo volere, non tiene in nessun conto l’essere umano – dichiara Pamela Villoresi –. Questo timore, questa dichiarata fragilità dell’uomo riempiono infinite pagine del rapporto tra l’uomo e Dio». L’appuntamento inaugurale del festival avrà luogo negli spazi che custodiscono la storia di Roma, i Musei Capitolini, dove risuoneranno le note de Il cammino dell’anima, viaggio mistico-musicale in cui due straordinari musicisti di origine russa, il clarinettista Anton Dressler ed il pianista Uri Brener, ci guideranno in un percorso che si snoda attraverso la Rapsodia di Debussy, la bellezza esasperata della Meditazione di Massenet e il dolore del Kaddish di Ravel, ma che lascia spazio anche a composizioni originali e ad altri stili quali la musica contemporanea e popolare, l’improvvisazione e il jazz, la musica dei trovatori, ebraica e klezmer (sabato 27 marzo). La suggestiva cornice dell’Acquario Romano, edificato nel 1887 nel quartiere Esquilino e recentemente ribattezzato come Casa dell’Architettura dopo un accurato restauro, sarà lo spazio di allestimento de L’Arca di Noè, melologo scritto da Michele di Martino, diretto e interpretato dalla madrina del festival Pamela Villoresi su musiche originali del maestro Luciano Vavolo, in cui poesia e musica si fondono nel ripercorrere la storia biblica dell’Arca di Noè, in una narrazione che si snoda attraverso i momenti legati alla sua creazione e alla sua esistenza: dalle voci di Noè, Naama e dei loro figli a quella di Dio e dei malvagi, dall’arrivo degli animali all’oscuramento del cielo, dalla tempesta al diluvio universale (domenica 28 marzo). Nei Mercati di Traiano, complesso archeologico dalle caratteristiche uniche, sarà ospitata la messinscena di Francesca, la Santa degli emigranti, monologo drammatico di Enrico Groppali, diretto da Maurizio Panici e interpretato da Vanessa Gravina, che nasce dalla precisa volontà dell’autore di portare a conoscenza del grande pubblico la figura e l’opera eccezionale di Francesca Cabrini, religiosa lombarda che dal 1889, anno della sua trasferta a New York, fino alla sua scomparsa nel 1917, riuscì a creare dal nulla scuole, ospedali, convitti, orfanotrofi, coinvolgendo nel suo universale progetto di pace e fraterna collaborazione artisti, pensatori e politici di diversa fede. Lo spettacolo sarà proposto sia in lingua inglese che in italiano (lunedì 29 marzo). Nella Chiesa di Santa Caterina dei Funari, risalente al XII secolo e mirabilmente affrescata da Livio Agresti, Annibale Carracci, Federico Zuccari, vibrerà la voce calda e avvolgente di Evelina Meghnagi, “sefardita” di Tripoli ma cresciuta in Italia, protagonista di Di voce in voce, viaggio tra le pieghe meno note dell’universo musicale ebraico, dai canti in judeo-espanol della fine del ‘400 a melodie del nord Africa e della tradizione italiana, in un intreccio prezioso di lingue e musica, melodie e ritmi, arcaicità e contemporaneità (martedì 30 marzo). Gli spazi intimi dell’Aranciera del Semenzaio di San Sisto, rinomata per la sua preziosa collezione di azalee ed orchidee, accoglieranno le tradizioni e la cultura dell’India, interpretate magistralmente sulla scena dalla figura snella e incisiva di Shantala Shivalingappa, già protagonista dell’ultima allestimento di Pina Bausch Bamboo Blues e qui interprete di Bhavana, coreografia creata appositamente per il festival in cui la perfezione del Kuchipudi, la danza tradizionale indiana, si impreziosisce del canto e della chitarra di Ferran Savall, accompagnato per l’occasione anche dalla tabla di Prabhu Edouard e dalla chitarra spagnola di Mario Mas (mercoledì 31 marzo). La stupefacente scenografia del Planetario diventa teatro di Stellarum Opifice, scritto da Valeria Moretti per la regia di Marco Carniti, spettacolo-omaggio alla figura di Suor Maria Celeste Galilei – interpretata da Federica Bern –, che nel segno di un ponte tra fede e ragione scandisce il delicato percorso d’amore tra Galileo Galilei e Virginia, figlia illegittima del grande scienziato fattasi suora al principio del 1600. La messinscena, liberamente ispirata alle lettere che la figlia scrisse a suo padre, sarà proposta sia in lingua inglese che in italiano (giovedì 1 aprile). La Sala Petrassi dell’Auditorium – Parco della Musica segna invece l’importante ritorno a Divinamente Roma del coreografo belga di origine russa Micha van Hoecke, che con il suo storico Ensemble allestisce una rilettura insospettabile e notturna delle Baccanti di Euripide, arricchita dalle voci di Pamela Villoresi e Chiara Muti, che ne rielebora anche il testo. Quest’ultima creazione di Micha van Hoecke segna anche i vent'anni di una fertile e ininterrotta collaborazione con Ravenna Festival, in una messinscena che abbraccia e assorbe in sé canto, parola, musica, come sempre alla ricerca del senso più profondo dell'espressione artistica (venerdì 2 aprile). Il Teatro Valle, sala della Capitale carica dei suoi quasi trecento anni di storia e cultura della scena, dopo la prima edizione con Antonella Ruggiero ospita la voce di un’altra grande interprete del nostro panorama musicale, la viscerale Teresa de Sio, protagonista di Amèn, percorso musicale inedito a partire da uno dei suoi ultimi album, Sacco e Fuoco, una sorta di preghiera laica in cui, invocando le divinità a “sporcarsi un po’ le mani” nelle vicende terrene, l’artista napoletana intona una sua personale invocazione che è incoraggiamento alla costruzione di un futuro migliore e, insieme, ringraziamento a chi, in attesa di un’eternità, cerca di costruire un “Paraviso” in terra (sabato 3 aprile). La tradizione occidentale e la cultura musicale africana trvovano naturale accoglienza nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove prima ascolteremo le inedite note di Passion, partitura per voce recitante e ensemble creata e diretta dal maestro Paolo Lepore con la Filarmonica Mediterranea, poi la celebrazione del rito liturgico, arricchito dai canti tradizionali congolesi tipici della Missa Luba, esempio di incontro fortunato tra la nostra tradizione e l’immenso e complesso patrimonio ritmico e vocale dell’Africa, qui proposta nell’originario arrangiamento del sacerdote belga Guido Haazen, che la creò nel 1960 con la collaborazione di un gruppo di ragazzi della tribù congolese Luba (domenica 4 aprile). Sarà infine ancora L’Aranciera ad ospitare l’appuntamento di chiusura di questa terza edizione di Divinamente Roma con Sacred Sufi Music, intenso e rarefatto omaggio ai versi immortali di Rumi, poeta mistico medievale iraniano cui da tempo l’ensemble Ahura Project dedica particolare attenzione, nobilitandone attentamente i testi con le composizioni originali del noto musicista Mohammad Eghbal, per l’occasione anche lettore delle poesie di Rumi nell’originale lingua persiana, che ne restituisce intatto l’enorme valore fonetico (lunedì 5 aprile). Per il secondo anno consecutivo il festival trasferisce il suo fortunato format oltreoceano, dando vita a Divinamente New York – International Art Festival on Spirituality (dal 22 al 26 aprile 2010) che, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York, ospiterà una selezione degli spettacoli e degli artisti presentati a Roma, dall’emblematico Francesca, la Santa degli emigranti a Stellarum Opifice, da Il cammino dell’anima del duo Dressler-Brener alle voci di Teresa de Sio ed Evelina Meghnagi. DIVINAMENTE ROMA 27 marzo | 5 aprile 2010 Info: Gli spettacoli sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili Auditorium Parco della Musica - Sala Petrassi Baccanti Teatro Valle Amèn posto unico numerato € 16,00 intero - € 12,00 ridotto di legge - € 10,00 Scuole, Cral, Associazioni biglietterie Auditorium Parco della Musica 892.982 (servizio a pagamento) Teatro Valle 06.68803794 Spettacoli ad ingresso limitato Francesca, la Santa degli emigranti – Mercati di Traiano – max 100 posti Stellarum Opifice – Planetario – max 100 posti info: 06/44013292 www.enteteatrale.it – www.divinamente.info Divinamente Roma un progetto ideato e realizzato da A.R.Mu.S.e.R. direzione organizzativa Eva Pogany organizzazione Debora Meggiolaro direzione e organizzazione tecnica STEP srl allestimenti GFM Service comunicazione, promozione, ufficio stampa ETI – Ente Teatrale Italiano si ringrazia Arnaldo Pomodoro per la gentile concessione dell’immagine del festival DIVINAMENTE ROMA 27 marzo | 5 aprile 2010 il programma • concerto MUSEI CAPITOLINI - SALA ESEDRA DI MARCO AURELIO sabato 27 marzo – ore 20.45 AntUr Duo IL CAMMINO DELL’ANIMA clarinetto, clarinetto basso Anton Dressler pianoforte, fisarmonica Uri Brener Tre parole in ebraico, descritte nel trattato kabbalistico “Zohar”, definiscono l`anima: nefesh, la base, la parte legata al corpo; ruach, la psiche; neshama, il respiro, la parte più elevata. A partire da questa suggestione, in cui la musica ci riconduce al gesto primordiale dela creazione, si delinea il percorso de Il cammino dell’anima, viaggio mistico-musicale nato dal binomio artistico tra due straordinari musicisti di origine russa, il clarinettista Anton Dressler ed il pianista Uri Brener. Cominciando con l’introduzione mistica della Rapsodia di Debussy, la bellezza esasperata della Meditazione di Massenet, il dolore espresso nel Kaddish di Ravel – lasciando spazio anche a composizioni originali ed altri stili quali la musica contemporanea e popolare, l’improvvisazione e il jazz – i due artisti ci guidano attraverso gli stati d’animo – riflessione, gioia, sofferenza, passione, leggerezza spensierata e profonda esperienza spirituale – dove nefesh, ruach e neshama ci invitano ad unirsi a loro nel cammino dell’ anima. • recital ACQUARIO ROMANO domenica 28 marzo – ore 17.30 La Gazzaladra srl L’ARCA DI NOÈ di Michele Di Martino diretto e interpretato da Pamela Villoresi e con Andrea Bacci, Silvia Budri Da Maren, David Sebasti direzione e musiche originali Luciano Vavolo flauto Luciano Vavolo violino Angela Savi violino Stefano Bianchi, Angela Savi viola Paolo Clementi violoncello Elisabetta Sciotti tastiere Marco Bucci percussioni Riccardo De Felice voce solista Anna Granata L’Arca di Noè, scritto da Michele di Martino, è un melologo, particolare genere teatrale in cui poesia e musica – sul modello di Pierino e il lupo di Prokof’ev e L’histoire du soldat di Stravinskij – si fondono nel ripercorrere la storia biblica dell’Arca. Diretto e interpretato da Pamela Villoresi su musiche originali del maestro Luciano Vavolo, l’allestimento nasce dalla consultazione di una grande quantità di libri ebraici sul tema, con la scoperta dell'affascinante figura di Naama, moglie di Noè, caratterizzata da saggezza terrena, armonia e capacità di comprensione. La narrazione, che prende le mosse nel bosco, quando l' Arca è ancora sotto forma di tre cipressi, si snoda attraverso i momenti legati alla sua creazione e alla sua esistenza: dalle voci di Noè, Naama e dei loro figli a quella di Dio e dei malvagi; dall’arrivo degli animali all’oscuramento del cielo; dalla tempesta al diluvio universale; dal terrore dei suoi abitanti alla scoperta della solidarietà e dell’amore; dall’alba del primo raggio di sole alla quiete, al rito delle acque, all’inizio di una vita nuova in un mondo nuovo. •spettacolo MERCATI DI TRAIANO lunedì 29 marzo – ore 17.30 (in lingua inglese) ore 20.00 e 22.00 (in lingua italiana) ARMUSER FRANCESCA, LA SANTA DEGLI EMIGRANTI di Enrico Groppali con Vanessa Gravina video Andrea Giansanti regista assistente Tiziano Panici regia Maurizio Panici La messinscena di Francesca, la Santa degli emigranti, monologo drammatico di Enrico Groppali diretto da Maurizio Panici e interpretato da Vanessa Gravina, nasce dalla precisa volontà dell’autore di portare a conoscenza del grande pubblico la figura e l’opera eccezionale di Francesca Cabrini, detta la Santa degli emigranti. Dagli Stati Uniti al Sudamerica fino alla vecchia Europa, questa piccola suora lombarda, a partire dal 1889, anno della sua trasferta a New York, fino alla sua scomparsa nel 1917, riuscì a creare dal nulla scuole, ospedali, convitti, orfanotrofi, coinvolgendo nel suo universale progetto di pace e fraterna collaborazione artisti, pensatori e politici di diversa fede. Tutti concordi nell’ammirare e sostenere con i fatti, e non con le sole parole, un’opera così nobile e straordinaria. • concerto CHIESA DI SANTA CATERINA DEI FUNARI martedì 30 marzo – ore 20.45 Ashira Ensemble DI VOCE IN VOCE Sephardic & Yemenite lines voce Evelina Meghnagi chitarre, oud Domenico Ascione percussioni Arnaldo Vacca contrabbasso, basso Roberto Bartoli strumenti arcaici a fiato Mario Crispi Evelina Meghnagi, nata a Tripoli, cresciuta in Italia, di lontane origini spagnole, - o “sefardite”, per dirlo con la lingua dei padri – sembra ripercorrere con il suo canto tappe salienti della propria storia. Di voce in voce è un viaggio tra le pieghe meno note dell’universo musicale ebraico: dai canti in judeo-espanol, itineranti con i gruppi esiliati dalla Spagna alla fine del ‘400, a melodie del nord Africa, a quelle della tradizione italiana, di Roma, di Torino, di Livorno, in ebraico, arabo, spagnolo, italiano, la voce calda e avvolgente della Meghnagi ci accompagna di lido in lido, di spiaggia in spiaggia, ”di voce in voce”. I canti, secondo la modalità tipica della tradizione orale, sono ora tramandati “puri”, ed ora nutriti dal fertile scambio con mondi ed epoche più o meno distanti, creando occasioni d’incontro con musicisti provenienti da aree e formazioni diverse, generando ricchezza di sfumature e colori e connotando di tonalità moderne le antiche melodie, in un intreccio prezioso di lingue e musica, melodie e ritmi, arcaicità e contemporaneità. • danza ARANCIERA DEL SEMENZAIO DI SAN SISTO mercoledì 31 marzo – ore 20.45 BHAVANA di Shantala Shivalingappa chitarra e canto Ferran Savall tabla Prabhu Edouard chitarra spagnola Mario Mas danza Shantala Shivalingappa Bhavana, che in sanscrito indica il sentimento di una emergente, interiore, divina consapevolezza, è una coreografia creata appositamente per il festival: un incontro tra musica e danza, tra cultura indiana e spagnola, in cui la danza perfetta di Shantala Shivalingappa si impreziosce dalla musica dal vivo del canto e della chitarra di Ferran Savall, accompagnato per l’occasione anche dalla tabla di Prabhu Edouard e dalla chitarra spagnola di Mario Mas. Il talento e il virtuosismo di Shantala, nata in India e cresciuta a Parigi, si adatta perfettamente alla particolare forma espressiva del Kuchipudi, la danza tradizionale indiana, un’arte in cui il gesto ritmico, vivace e astratto, della pura danza si unisce armoniosamente all’elemento narrativo, intrecciandosi però in lei con altre tecniche e stili, frutto di incontri e frequentazioni con personalità di spicco del teatro e della danza occidentale: Peter Brook, Maurice Béjart, Bartabas e soprattutto Pina Bausch che, dopo le collaborazioni in O Dido (1999) e nel più recente Néfès (2004), l’ha voluta come protagonista in Bamboo Blues, presentato all’ultima edizione del festival dei Due Mondi di Spoleto. • spettacolo PLANETARIO giovedì 1 aprile – ore 17.30 (in lingua inglese) ore 20.00 e 22.00 (in lingua italiana) ARMUSER STELLARUM OPIFICE omaggio a Suor Maria Celeste Galilei di Valeria Moretti con Federica Bern musiche David Barittoni, Giacomo De Caterini progetto scenografico Nicolas Hünerwadel, Marco Carniti luci Paolo Ferrari video installazione Francesco Scandale regia Marco Carniti Figlia di Galileo, Virginia venne alla luce al fiorire di un nuovo secolo: il 1600. Nata da una relazione illegittima dello scienziato, a tredici anni entrò nel convento di clausura di San Matteo in Arcetri e divenne Suor Maria Celeste, rimanendovi per tutta la sua breve vita insieme alla sorella Livia. Stellarum Opifice, scritto da Valeria Moretti per la regia di Marco Carniti e liberamente ispirato alle lettere che la figlia scrisse a suo padre, ricrea questo percorso d’amore scandito dalla genuina spiritualità di suor Maria Celeste. È, infatti, la dolcissima voce della figlia monaca, interpretata da Federica Bern, a sorreggere i tormentati passi del fondatore della scienza moderna, ad aver voluto e saputo lanciare quel ponte tra fede e ragione che si rivela, ancor oggi, a distanza di secoli, di non facile realizzazione, oltre che di stretta attualità. • danza AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA - SALA PETRASSI venerdì 2 aprile – ore 20.45 Ensemble di Micha Van Hoecke Ravenna Festival in collaborazione con Festival Teatro dei due mari Tindari BACCANTI da Euripide elaborazione del testo Chiara Muti con Chiara Muti, Pamela Villoresi e l’Ensemble di Micha van Hoecke coreografia e regia Micha Van Hoecke Il coreografo belga di origine russa Micha van Hoecke, grande protagonista della danza contemporanea, si confronta insieme al suo storico Ensemble con uno dei più importanti testi teatrali classici, Baccanti di Euripide, affondando le mani nel mito di Dioniso e in quello delle folli donne – le Menadi – che, liberando il corpo e la mente, prendevano parte ai riti orgiastici in suo onore. Ma in una lettura insospettabile e notturna, ''perché solo di notte siamo fino in fondo noi stessi''. Questa nuova creazione di Micha van Hoecke segna anche i vent'anni di una fertile e ininterrotta collaborazione con Ravenna Festival e si arricchisce delle voci di Pamela Villoresi e Chiara Muti, che ne rielabora anche il testo. Come un poema sinfonico e visivo riviviamo il percorso di Agave, in una dimensione spirituale e religiosa che non si esaurisce nel semplice gesto, ma abbraccia canto, parola e musica, come sempre alla ricerca del senso più profondo dell'espressione artistica. • concerto TEATRO VALLE sabato 03 aprile – ore 20.45 C.O.R.E. AMÉN voce, chitarra acustica, percussioni Teresa De Sio chitarra acustica Attilio Costa chitarra acustica, 12 corde, mandolino Egidio Marchitelli basso Vittorio Longobardi batteria Pasquale Angelini percussioni, cori Upapadia violino Her Interprete raffinata e potente della nostra scena musicale, Teresa De Sio disegna con Amèn un percorso musicale inedito, tutto dedicato al festival, che prende spunto dall’omonima canzone tratta da uno degli ultimi album, Sacco e Fuoco. Con la forza trascinante della sua musica, popolare e profondamente mediterranea, la cantante partenopea invoca le divinità a intervenire nelle vicende terrene, a “sporcarsi un po’ le mani”, intonando così una sorta di preghiera laica, lirica e viscerale, che solleva lo sguardo sulle miserie del mondo ed è un incoraggiamento alla costruzione di un futuro migliore e, insieme, un ringraziamento a chi, in attesa di un’eternità, cerca di costruire un “Paraviso” in terra. “Ho invocato il Padreterno del Vomero, quel Dio che rende agiate le vite di chi abita in quella zona di Napoli, che poi è il luogo dove io sono nata accidentalmente. Mi è piaciuto inventare il Padreterno del Vomero perché scendesse dal suo cielo a guardare quelli che vivono a Secondigliano, e che la Madonna della monnezza si affacciasse e stendesse il suo piedino celeste sulle montagne di spazzatura che circondano la città, visto che da giù non si riesce a fare molto”. • concerto BASILICA DI SANTA MARIA IN TRASTEVERE domenica 4 aprile – ore 16.30 Associazione musicale CENTROMUSICA J.S.O. PASSION concerto per voce recitante e ensemble di Paolo Lepore testo di Simona Baldelli con Silvia Budri Da Maren e Filarmonica Mediterranea direttore orchestra Paolo Lepore a seguire Santa Messa con canti tradizionali della MISSA LUBA per soprano, coro misto e percussioni arrangiamenti Guido Haazen con Zara Mc Farlane La tradizione occidentale e la cultura musicale africana si incontrano. L’appuntamento si compone prima del concerto Passion, partitura per voce recitante e ensemble creata e diretta dal maestro Paolo Lepore con la Filarmonica Mediterranea su testo di Simona Baldelli, quarta parte di un toccante Stabat Mater che esplora maternità inconsuete e rimanda all’archetipo di una madre universale; la serata culmina poi nella celebrazione del rito liturgico, arricchito dai canti tradizionali congolesi tipici della Missa Luba. Nata a Brazzaville (Repubblica del Congo) nel 1960 grazie all’incontro tra un sacerdote belga, Padre Guido Haazen, e un gruppo di ragazzi della tribù Luba, la Missa Luba è esempio di un fortunato incontro tra la tradizione occidentale e l’immenso e complesso patrimonio ritmico e vocale dell’Africa. È una messa portatrice di un ritmo fisico di fronte al quale è difficile rimanere immobili. Attraverso la combinazione polifonica in lingua latina e lo stile vocale e ritmico africano si crea un’atmosfera universalmente spirituale che incanta e affascina il pubblico di ogni luogo e tempo. • concerto ARANCIERA DEL SEMENZAIO DI SAN SISTO lunedì 5 aprile – ore 11.0 Ahura Project SACRED SUFI MUSIC Music and Poetry ney, oud, voce solista Mohammad Eghbal bohemian harp Christa Eghbal sax, clarinetto Erwin Höerl percussioni, tabla Rashmi V. Bhatt dombak, daff, ney Georg Degenhardt kora, sentir Harald Loquenz Fondatore della confraternita Sufi dei dervisci rotanti, Rumi è considerato il massimo poeta mistico della letteratura persiana. Già celebrata in varie parti del mondo e dall’UNESCO, che gli ha dedicato il 2007 e il 2008, la sua poesia compie quest’anno ottocento anni. L’Ensemble Ahura Project, che da tempo dedica esclusivamente a Rumi la sua ricerca artistica, celebra la ricorrenza con Sacred Sufi Music, intenso e rarefatto omaggio ai suoi versi immortali, musicati e accompagnati dalle composizioni originali del noto musicista iraniano Mohammad Eghbal. La musica sarà impreziosita anche dalla lettura da parte del maestro Eghbal dei versi di Rumi nell’originale lingua persiana, restituendone intatto l’enorme valore fonetico e ricreando così un ambiente medievale, esotico e arcaico.
Fonte: Ufficio Stampa ETI (Ente Teatrale Italiano)
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