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TEATRO ALLO SCALO - ROMA PRESENTA LA PRIMA TRADUZIONE ITALIANA DE La notte degli dei Scritta da Miro Gavran traduzione e regia: Gorjana Ducic con Claudio Gnomus, Pietro Bontempo, Sandro Torella TEATRO ALLO SCALO dal 16 al 23 febbraio 2010 con il patrocinio dell’Università “La Sapienza” di Roma, l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, di Elfa Promotion e del Piccolo Teatro Campo d’Arte LA NOTTE DEGLI DEI Dal 16 al 23 febbraio 2010 TEATRO ALLO SCALO Via dei Reti 36 (San Lorenzo) www.teatroalloscalo.it- 3406485291 Mart – Sab ore 21.00 Dom ore 18.00 BIGLIETTI: INTERO: 13.00 - RIDOTTO: 10.00 euro TESSERA: 2.00 LA NOTTE DEGLI DEI Di: Miro Gavran Tradzione e regia: Gorjana Ducic Con: Claudio Gnomus Pietro Bontempo Sandro Torella Scene: Zdeno Ducic Consulenze Ligh Design: Stefano Valle Ufficio stampa: Rocchina Ceglia www.moviement.it/artists/detail.php?id=304 www.mgavran2.t-com.hr/ www.myspace.com/claudiognomus www.teatroalloscalo.it www.elfapromotions.com LA NOTTE DEGLI DEI Dopo aver debuttato con 15 prime nazionali in tutto il mondo, arriva anche in Italia La notte degli dei, l’opera considerata dai critici tedeschi tra le migliori pièces teatrali del mondo interpretate tra il 2000 ed il 2003. Tradotta per la prima volta in italiano da Gorjana Ducic, che cura anche la regia, lo spettacolo, scritto dal drammaturgo croato Miro Gavran è in scena dal 16 al 23 febbraio al Teatro allo Scalo, in via dei Reti 36 (San Lorenzo). Siamo nel 1673. A Drama -THEME: The conflict between politicians and artistsSUMMARY:SOMMMAASSOne evening on the tenth anniversary of their friendship and the first time they got drunk together, Louis XIV of France, his Jester and the famous writer Moliere, come together to get drunk together again.La sera del decimo anniversario della loro amicizia, Luigi XIV di Francia, il suo Buffone e Molière, si riuniscono per ubriacarsi di nuovo.In the middle of the fun, the King reveals to his friends that he has heard that the two of them play in a farce about him, in which they make a mockery of him. Nel mezzo del divertimento, il re rivela ai suoi amici che ha sentito dire che i due hanno messo in scena una farsa in cui si fanno beffe di lui e He forces them to play the farce for him.li obbliga a recitarla.The farce pokes fun - to the point of grotesque - at Louis's faults and mode of government, while the story focuses on an actress whom both Louis XIV and Moliere had loved, but who had committed suicide when the King had tried to force her to become his mistress. La farsa prende in giro, fino al grottesco, gli errori di Luigi XIV e il suo modo di governare. The friendship between the three men is shattered, the King dismisses Moliere, and only then do we learn that the Jester had been pulling the strings.L'amicizia tra i tre uomini è in frantumi, il re respinge Molière e, solo allora, si scoprirà chi è il protagonista del gioco. La pièce si interroga sulla condizione dell’artista - attore, autore (come lo era Molière), all’interno di un sistema totalitario. E’ difficile credere che un testo su Luigi XIV, Molière e Il Buffone possa portarci nel nostro quotidiano. Questo è possibile attraverso una forte griglia drammaturgica che Gavran mette in moto. Molière non è Il Molière storico, Luis XIV non è Luis XIV storico eppure – tutto ciò che dicono, tutto ciò che accade in palcoscenico, è anche un fatto storico. “Gavran lavora sulle sfumature di Luis XIV che nessuno degli storici ha voluto mai toccare o accentuare, e sulle sfumature di Molière che gli storici hanno messo da parte: vivere e morire nella condizione dello “scrittore di corte”. Due personaggi storici in una commedia non storica.” E Il Buffone. Forse la più grande sorpresa di questo testo. La pièce, già tradotta in diverse lingue, è stata premiata al Teatro Nazionale del Montenegro a Podgorica nel 1986 e l’anno successivo al ITD Teatro di Zagabria, ha visto la collaborazione ed il patrocinio dell’ Univesità La Sapienza di Roma, dell’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, della Elfa Promotions Management e del Piccolo Teatro Campo D’Arte. Note di regia “Tutto ciò che è stato scritto sul teatro senza conoscerlo dall’interno, è insignificante. Scrivere sul teatro, o scrivere per il teatro, ha un senso solo se lo scrittore vive nel teatro e per il teatro. Dagli antichi greci, attraverso Molière, Shakespeare, Lope de Vega, Goldoni, Schiller, Ibsen, Strindberg, Pirandello, il teatro costruiscono e al teatro regalano le commedie utilizzabili solo gli uomini di prassi, gli uomini che con gli attori mangiavano la polvere. Lo stesso vale per i maggiori teorici del teatro – anche loro venivano sempre dalla prassi teatrale (Stanislavski, Brecht, Jouvet, Brook…) Chi si dimentica del pubblico, prima o poi, sarà dimenticato dal pubblico. Chi cancella l’attore come la figura centrale del teatro, cancella il teatro stesso.” Dal libro “La letteratura e il teatro” di Miro Gavran, editore Ljevak, Zagreb, novembre 2008 Miro Gavran è uno dei più famosi drammaturghi croati contemporanei. Tradotto in tutto il mondo, di recente in Cina e in Giappone, è quasi completamente sconosciuto al pubblico italiano. È insieme autore e drammaturgo, due termini a cui la lingua italiana attribuisce quasi lo stesso significato, che in croato invece sono ben distinti. Dramaturg in Croazia è colui che si mette al servizio del regista, e, successivamente degli attori, è colui che conosce e studia alla perfezione il linguaggio e lo stile del autore del testo teatrale che si mette in scena, si può dire che nella fase del “tavolino” il dramaturg, con la sua analisi, può superare il regista. Dopo un’accurata analisi del testo con il dramaturg, il regista continua il proprio lavoro. In Italia non c’è questa figura che fa da tramite tra il testo teatrale, il regista e gli attori. Qui, dall’analisi all’esecuzione, tutto sta nelle mani del regista. Gavran parte come autore di teatro, quindi come scrittore dei testi. Successivamente diventa dramaturg e poi ritorna alla scrittura. Mossa intelligente. Successo garantito. Nei sui scritti sul teatro continua a ripetere: “Tutto ciò che ho imparato sulla scrittura teatrale, l’ho imparato alle prove, con gli attori.” Lo stesso rivelano anche i suoi testi, i suoi personaggi. Gavran mette l’attore al centro di tutto. L’attore sta per dire l’uomo. E’ una scrittura apparentemente scarna e spoglia, ma proprio per questo pregna di significato. Gavran punta e mira al sociale, alla condizione dell’uomo all’interno di un sistema, e lo traduce in un gioco. Spesso molto serio. Esattamente così come accade nella vita. La notte degli dei si interroga sulla condizione dell’artista- attore, autore (come lo era Molière) all’interno di un sistema totalitario. E’ difficile crederci che un testo su Luigi XIV, Molière e Il Buffone possa portarci nel nostro quotidiano. Questo è possibile attraverso una forte griglia drammaturgica che Gavran mette in moto. Molière non è Il Molière storico, Luis XIV non è Luis XIV storico eppure – tutto ciò che dicono, tutto ciò che accade in palcoscenico è anche un fatto storico. Gavran lavora sulle sfumature di Luis XIV che nessuno dei storici ha voluto mai toccare o accentuare, e sulle sfumature di Molière che i storici hanno messo da parte; vivere e morire nella condizione dello “scrittore di corte”.Due personaggi storici in una commedia non storica. E l’ultimo, una funzione sociale. Il Buffone. Forse la più grande sorpresa di questo testo. Gorjana Ducic Fonte: Ufficio stampa Rocchina Ceglia
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