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Inizia il 3 luglio con la riconferma triennale di Gigi Proietti alla direzione artistica, la nuova stagione del Silvano Toti Globe Theatre, il teatro elisabettiano nel cuore di Villa Borghese
Ad un anno esatto di distanza, si accenderanno nuovamente i riflettori sul suggestivo teatro elisabettiano con “Shakespeare in Globe!” la programmazione estiva promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma. L’organizzazione e la comunicazione sono a cura di Zètema Progetto Cultura e G.V. sas, la produzione di Politeama s.r.l.
In programma un cartellone ricco per uno spazio che ha visto – dal 2005 al 2008 – quasi un raddoppio di pubblico, passando da poco più di 20.000 spettatori a oltre 36.000. Due appuntamenti “fuori programma” accompagneranno l’attesa dell’inizio della stagione del Globe Theatre. Il 18 giugno “Notte senza frontiere”, una serata con Medici Senza Frontiere, parole, musica e fotografia condotta da Mixo e Betty Senatore, per non dimenticare le tante crisi umanitarie che affliggono il mondo. Musica di Dhafer Youssef. Dal 23 al 27 giugno, per celebrare il bicentenario della nascita di Edgar Allan Poe, la rappresentazione di “Poliziano”, opera unica di Poe per le scene, mai rappresentata in Italia e nel resto del mondo, un calco elisabettiano concepito come un coltissimo puzzle di generi e di citazioni. La versione in lingua italiana e la regia sono di Riccardo Reim. E il 3 luglio, puntuale, arriva William Shakespeare con 2 successi dello scorso anno e 3 novità. “Il Mercante di Venezia” – dal 3 al 12 luglio – è un gradito ritorno con la regia di Loredana Scaramella che cura anche la traduzione. Scontro etico, sociale e culturale. Conflitto fra amicizia e amore. Potere del denaro. Lealtà e giustizia. Ancora una volta Shakespeare riesce a scavalcare il limite temporale e a fornirci materia per riflettere su noi stessi e sul nostro presente. Venezia mercato frenetico, e Belmonte isola assolata della vicina Dalmazia: due universi destinati ad incontrarsi, uno maschile indaffarato a costruire ed alimentare un impero finanziario, e uno femminile tutto volto al desiderio di inventare alternative di piacere al mondo del dovere. “Troppu trafficu ppi nenti” - dal 14 al 22 luglio – di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale, è la prima novità di questo cartellone 2009, un testo attribuito a Messer Angelo Florio Scrollalanza, forse un archetipo del testo Molto rumore per nulla, dove dietro all’autore pare si nasconda William Shakespeare. Questo Troppo trafficu ppi nnenti con la regia di Giuseppe Di pasquale, è l’eterno modello di un carattere terribilmente semplice come quello siciliano, che ama complicarsi l’esistenza in un continuo arrovugliarsi su se stesso. E se davvero Shakespeare fosse siciliano? Immaginiamo una Messina in mezzo al mediterraneo così come la poteva immaginare Shakespeare. Esotica, viva, crocevia di magheggi che avrebbero fatto di una festa nuziale il complicato intreccio per una giostra degli intrighi. Riccardo Cavallo cura ancora una volta magistralmente la regia di “Sogno di una notte di mezza estate” – in cartellone dal 25 luglio al 2 agosto con la traduzione di Simonetta Traversetti – una rappresentazione all’insegna del senso effimero della felicità, in un mondo folle dove folle è l’amore. La notte di mezza estate è una notte magica in cui si contrappongono tre mondi: il mondo della realtà – quello di Teseo, Ippolita e la corte – il mondo della realtà teatrale – gli artigiani che si preparano alla rappresentazione – e il mondo della fantasia – quello degli spiriti e delle ombre. Un’opera che trasmette la grandezza di Shakespeare che ha saputo coinvolgere l’universo delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti sopraffatto dalle liriche d’amore e quello degli artigiani dove la prosa quotidiana è interrotta dalla parodia del verso aulico. E un richiamo alla malinconia, forte, che accompagna tutta la storia. Sarà “Othello” lo spettacolo di agosto, dal 7 al 14 e dal 18 al 30 con la regia di Daniele Salvo, una tragedia dell’io, una catastrofe intima e privata. Othello – definita tragedia domestica - è l’unica tragedia di Shakespeare in cui il sistema sociale e politico rimane intatto fino alla fine, dove non c’è ribellione armata contro il potere costituito. Il primo atto dell’opera ambientato in una Venezia notturna rischiarata solo dalla luce delle fiaccole, una città simbolo del magico e dell’esotico, dove Othello rappresenta tutto ciò che l’Inghilterra puritana del primo seicento non poteva accettare di essere. Un’opera con la quale Shakespeare rappresenta un po’ il suo “lato oscuro” con i continui riferimenti di Iago alla potenza sessuale di Othello, al carattere fortemente carnale e sensuale del rapporto tra Othello e Desdemona. E il letto, in cui si nasce si dorme si fa l’amore si giace malati si muore, è il simbolo di un voto tradito: Othello, uomo vincente e sicuro di sé viene persuaso da Iago della malafede di Desdemona. Iago pensa e il Moro trasferisce in azione il suo pensiero. La grande colpa di Othello non è la gelosia. Ma l’ingenuità. L’amore rende liberi o ci trasforma in schiavi? William Shakespeare con “La Bisbetica domata” storia con due trame incrociate e ultima novità della stagione teatrale 2009 del Globe Theatre, la regia di Marco Carniti e la traduzione di Masolino D’Amico – dal 4 al 20 settembre – costruisce una commedia sull’illusione e sulla manipolazione mentale. Una vita che è guerra di potere: uomo-donna, ricco-povero, ingenuo-furbo, giovane-vecchio. Tutti fingono di essere altro da quello che sono, la vita è un labirinto di illusioni dove è facile rimanere ingabbiati. E la bisbetica Caterina, è stata plagiata o ha trovato la sua natura nella totale sottomissione a Petruccio, l’uomo scelto da suo padre come sposo? E, alla fine: chi doma chi? Una commedia su un amore viscerale che costringe a riscoprire se stessi attraverso la passione e ad abbandonare quella parte di noi che ci impedisce di vivere in armonia con il quotidiano. Cinque rappresentazioni per riproporci ancora una volta la magia che fa brillare il teatro shakespeariano. Un programma ricco per tante notti d’estate in un teatro dove un “cerchio di legno” trasforma la realtà e ci racconta i sogni.
Fonte: Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura
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