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Atto unico di Emanuele Tirelli per Mariangela D’Amora con la regia di Iolanda Salvato L’Incoronata: l’ossessione di Luisa Sanfelice La pièce torna in scena da febbraio a Caserta, Napoli e Torre del Greco Luisa Sanfelice, Napoli, la rivoluzione del 1799 e l’ossessione. Sono solo quattro dei temi portanti de “L’Incoronata”, assolo teatrale scritto da Emanuele Tirelli per l’interpretazione di Mariangela D’Amora e la regia di Iolanda Salvato sulle musiche di Igor De Vita. La pièce torna in Campania dopo le recite estive e gli appuntamenti romani dello scorso autunno. Torna al Teatro Civico 14 di Caserta (24>26 febbraio), al TIN Teatro Instabile di Napoli (1>4 marzo) e all’Ethnos Club di Torre del Greco (21-22 aprile). La produzione di Tavole da Palcoscenico parte dalla figura storica di Luisa Sanfelice, donna molto parlata e poco conosciuta che ricompare in compagnia di sua madre a Piazza Carità a Napoli nella notte dell’anniversario della sua morte per consumare la vendetta nei confronti di Ferdinando di Borbone. Il re, accanito contro di lei, l’ha condannata a morire rifiutandole la grazia chiesta dalla stessa famiglia reale. Luisa si esprime in lingua napoletana e racconta un’esistenza profumata di fiducia, l’amore per il marito Andrea che la abbandonerà per debiti di gioco, le amicizie dissolte, la morte dell’unico uomo che abbia avuto cura di lei, la rivoluzione napoletana. L’ossessione deflagra sul palco in una più ampia e dolorosa consapevolezza. Gonfia di rancore, l’anima è cieca e preda di se stessa mentre inciampa in una corda sempre più robusta convincendosi che scioglierà tutti i suoi nodi in un colpo solo. “Questa - commenta l’autore Emanuele Tirelli - è la storia della bellezza vinta da una solitudine numerosa e taciuta dal sorriso. Il racconto di una donna dibattuta e controversa. Di un periodo fondamentale per l’Italia, ma increspato da un regno ferino e da un ricordo sempre più sbiadito. E’ il ritratto di una necessità. La cornice di una città meravigliosa e forte, ma anche vanitosa e, troppo spesso, capricciosa e accondiscendente. Alla fine, l’unico vero incanto sarà quello dell’ascolto: è solo quando tutto è finito che tutto può iniziare davvero”. La regista non si preoccupa di cucire addosso alla protagonista elementi in grado di confermare o negare le accuse che furono mosse al suo personaggio. “Con l’espressione attoriale di Mariangela D’Amora - dice la Salvato - vogliamo raccontare questa vicenda come un’autoriflessione sull’Italia, su Napoli e su alcuni moti che caratterizzano l’essere umano”. L’INCORONATA paese: Italia lingua: italiano e napoletano drammaturgia: Emanuele Tirelli con Mariangela D’Amora regia: Iolanda Salvato musiche originali: Igor De Vita costumi: Adelia Apostolico assistente ai costumi: Gloriana Manfra disegno luci: Marco Zara aiuto regia: Veronica Veneruso assistente alla regia: Antonio Atte esecuzione musicale: Igor De Vita (pianoforte) e Catello Tucci (violoncello), registrate da Peppe De Angelis @ Studio Monopattino Recording foto: Francesco Testa produzione e organizzazione: Tavole da Palcoscenico durata: 55’
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