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Hamburger, del Teatro dei Limoni di Foggia, in scena al Teatro Ygramul di Roma (25 e 26 febbraio) Stampa E-mail
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Spettacoli
Mercoledì 22 Febbraio 2012 22:05

Hamburger

Sabato 25 e Domenica 26 Febbraio 2012 alle ore 21.00

al Teatro Ygramul di Roma in Via N.M. Nicolai, 14

in collaborazione con ArteACatena

in scena

Hamburger

del Teatro dei Limoni di Foggia

Monologo per attore solo con Roberto Galano

Finalista al festival “le Voci dell’Anima” di Rimini 2010

e al Festival “Confine Corpo” di Bitonto 2010

 

Hamburger è un personaggio all’apparenza violento, antipatico, malato. La rabbia gli scorre nelle vene, come un mare in tempesta, come una centrifuga. Non è un modo per scappare dalla realtà, è la sua ragione di vita, la sua patologia, l’unico modo che ha per far sentire la sua voce. La sua vita, come quella di tanti ragazzi di provincia, è stata condizionata da eventi poco fortunati che ne hanno condizionato la crescita in una società che lo ha messo ai margini, che non lo vuole. Dante è la sua àncora di salvezza. L’unico che non lo giudica, che va oltre le apparenze, che forse può ancora aiutarlo a non affogare nel suo male.

Lo spettacolo si basa sulla storia di un ragazzo affetto da Disturbo Esplosivo Intermittente, che sin dall’adolescenza mostra un carattere eccessivamente violento che lo porterà, dopo una serie di eventi negativi, ad affrontare il riformatorio, fino all’incontro con un terapeuta che, scoperta la sua patologia, lo indirizzerà verso la boxe.

“Non si sale sul ring senza un buon motivo, e io ne ho almeno due. Il primo è la rabbia. Mi scorre nelle vene, lungo le braccia, arriva nei pugni. È il mio ossigeno. Non posso farne a meno. Amo stare qua sopra. È tutto il mio mondo. Un quadrato di luce e, attorno, il nulla. Il secondo motivo, invece, è Dante. È per colpa sua se sono qui.”

Il linguaggio usato nel testo e nella drammaturgia è frutto di uno studio e di una sperimentazione ben precisi, è il tentativo di rendere la comunicazione assolutamente diretta e senza “voli e orpelli stilistici” tipici delle drammaturgie sperimentali. Si tratta di un linguaggio, dunque, figlio della strada e delle condizioni di disagio sociale in cui versa il protagonista della storia, che vuole porre lo spettatore davanti a una realtà raccontata con l’immediatezza linguistica propria del cinema e con l’affabulazione e l’intensità che solo una performance “viva e dal vivo” può rendere.

L’attore protagonista Roberto Galano si è sottoposto a un reale allenamento pugilistico per tre mesi, seguito da un ex nazionale di pugilato, ora allenatore, Stefano Pompilio, che gli ha insegnato tutti i rudimenti della “nobile arte” necessari a rendere la comunicazione della storia il più possibile attinente alla realtà.

Dal testo teatrale è stato realizzato un libro autoprodotto dal Teatro dei Limoni contenente la stesura originale del copione, le interviste agli autori e all’attore/regista e la prefazione del noto autore pugliese Giuse Alemanno (Terra nera).

 

Promo video: http://www.youtube.com/watch?v=POiVGxQao88

Testo di Leonardo Losavio e D. Francesco Nikzad

Regia e attore: Roberto Galano

Voci off: Giuseppe Rascio, Annamaria Casamassima

Elementi scenici: Michele Ciuffreda

Boxing Coach: Stefano Pompilio

Editing audio: Roberto Moretto JRStudio

Durata: 70 minuti

Date: Sabato 25 e domenica 26 Febbraio 2012

Orario: 21.00

Luogo: Associazione Culturale - Teatro Ygramul in via N. M. Nicolai, 14 - Roma

Costo: Tessera associativa annuale 1 euro; quota associativa per l'evento 10 euro

 

Associazione Culturale - Teatro Ygramul

Via N. M. Nicolai, 14 Roma

www.ygramul.net

Tel. 3271974360 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

“Hamburger ha qualcosa in più, ha una componente misteriosa, qualcosa di alchemico, di negromantico, di stregonesco: una rabbia lucida, un istinto distruttivo razionale, un nichilismo dal volto umano. Hamburger non è solo una vincente macchina da pugni, Hamburger ha un’anima di uomo complesso, selvatico, contorto, nobile e miserabile al contempo.  Hamburger è uno di noi, uno che, però, ha capito tutto.” Giuse Alemanno

“…Hamburger dunque è un Orlando Furioso postmoderno, che conosce il riformatorio ed evita il carcere grazie all’intervento di uno psicoterapeuta che gli indica una strada, una speranza, una possibilità di sopravvivenza (…) la boxe, un quadrato di luce con attorno il nulla, la sua valvola di sfogo, il suo salvagente (…) l’attore si esprime con un linguaggio figlio della strada e del disagio sociale, diretto e duro che pone lo spettatore faccia a faccia con la realtà…” Alessandra De Stefano (Viveur)

“…la poesia di uno spettacolo teatrale e la rabbia delle delusioni del protagonista. L’odore delle rose sommato all’acre sapore di un rum assunto a stomaco vuoto. Estremo, emozionale, intimista. Questo è Hamburger (…) un concentrato di martellate alla moralità apparente, tempestato da un linguaggio secco e tagliente, essenziale al limite dell’immediato, veloce ma mai distratto(…) l’intero spettacolo è letteralmente trasudante di uno spirito di purezza e di verità forte (…) un climax crescente che come un cerchio concentrico va giù, dentro, fino nell’anima del protagonista. Vita e sogni si intrecciano, si confrontano, si scontrano, tra momenti adrenalinici ed altri delicati, riflessivi, quasi toccanti”. Piero Ferrante (L’Attacco)

“Gioca a fiaccare i fantasmi della vita, più che l’avversario Hamburger… coinvolgendo il pubblico nell’autoanalisi di un’esistenza in bilico, raccontata senza filtri.(……) L’interpretazione viscerale di Roberto Galano, il suo sguardo fisso sullo spettatore e sui personaggi evanescenti che attraversano la vita del pugile, trafigge il pubblico, regalando una performance autentica, energica,  estrema, lontana dagli steccati dell’accademia e dei formalismi almeno quanto il linguaggio schietto del protagonista, che conserva il sapore della strada e della ribellione. Nelle secche del monologo, tra sfuriate veementi e sussurri di dolcezza appena accennati che si imprimono nel racconto con più forza dei pugni, gli spettatori soffrono, si interrogano, trattengono il respiro e vivono insieme ad Hamburger l’abisso e la catarsi della sua vita.” Alessia Cotroneo (Quotidiano di Reggio Calabria)

“…Hamburger è il nome di questo ambiguo, fragile e carismatico personaggio, che ha gli occhi del ghiaccio bollente, la faccia da orco quando occorre e il cuore di bambino. (…..) Roberto Galano, che oltre ad interpretare il monologo in modo superlativo, è anche regista dello spettacolo, si cala perfettamente nei panni di Hamburger; ed evidentemente ha bisogno di entrare nel mondo del pugilato, arte nobile quanto brutale (….) assaporare quel mondo ha trasformato Galano in Hamburger… non si tratta solo di bicipiti e pettorali, Roberto Galano vi ha messo tutto se stesso. A vederselo davanti in quel recinto umano, che è il palcoscenico di Spazio teatro, può risultare anche inquietante, tanto è il vortice che ti spinge dentro e ti incolla ai suoi occhi verdi come il mare… ed è un mare in tempesta.” M.C. (Calabria Ora)

“ A volte accade ancora che un monologo con storie di vita piene di inquietudini e infelicità sappia nuovamente catturare, travolgere, conquistare e, pur liberando risate lasci alla fine un misto di incantata commozione (……) Roberto Galano si avvicina spesso al pubblico, guardando gli spettatori negli occhi, ponendo domande anche concrete, ma tutto in un gioco di raro equilibrio. Da far riaffiorare anche il piacere di incontrare un monologo… un’ esplosione di applausi al termine.” Valeria Ottolenghi (Gazzetta di Parma)

 

 

Fonte: Graziella Travaglini, Ufficio Stampa Ygramul

 

 

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