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Le celebrazioni per ricordare il bardo si sono susseguite tutto lungo il 2011 e si protrarranno anche nel prossimo 2012, viste le Olimpiadi e il Giubileo che attende tutti i sudditi britannici. Ho piacere oggi di mettere l’attenzione sulla attualizzazione del testo “Molto rumore per nulla” ovvero “Much ado about nothing” andato in scena al Wyndham Theatre da metà maggio ai primi di settembre 2011 in quel di Londra. Non vi aspettate la scontata e barbosa rappresentazione teatrale con scenografia e costumi dell’epoca. Tutt’altro perchè nei più attuali e recenti adattamenti si va oltre il testo e l’epoca stessa e si contestualizza ammodernandola nell’aspetto scenografico e costumistico. In questo caso la Sonia Friedmann Production con la regia di Josie Rourke ha messo in scena un cast, questa estate, dove gli attori si muovono in una location tipicamente mediterranea (Malta o Gibilterra), luogo che resta per Shakespeare il preferito per molte delle sue opere. L’azione dal lontano ‘600 si sposta alla metà degli anni Ottanta…una vera e propria rivoluzione…richiamandoli nel look ,nelle canzoni scelte (*) e nel drappello di attori inglesi presenti sul palco di un teatro che è già di per se una istituzione, nel quartiere del West End londinese. In occasione dell’uscita del dvd in questo mese di febbraio (by Digital Theatre disponibile nel web e prenotabile la copia con marchio bbc) questo spettacolo, in cinque atti, così concepito ha permesso di conquistare la nomination per il Broadway Award, forse anche grazie al contributo e alla presenza (come da cartellone) di David Tennant e Catherine Tate, due icone della ‘english comedy’ in madre patria. Ho avuto il piacere di intervistare nel mese di novembre, via skype, (ndr .in occasione della registrazione per il centro internazionale del libro parlato di Feltre di “Molto rumore per nulla” in lingua inglese) uno degli attori del cast, John Ramm (Dogberry), che ha piacevolmente risposto ad una manciata di domande (a lui rivolte da Alessandro Paluselli della associazione Proscenio): ha confessato che il suo personaggio nello scritto shakespeariano ha un ruolo marginale, qui reso più presente, mettendo l’accento sul fatto che a volte alcuni personaggi nelle opere del bardo sono poco carismatici e mettere in scena un adattamento come questo vuol dire dare ampio respiro anche a personaggi minori. Inoltre ha ricordato che “m.a.a.n.” è un testo giocato sul controsenso, sul suo opposto, sul ciò che mai realmente accade…come in altre opere del bardo dove i contrari si ripetono (esempio, “Pene di amor perdute” o “La bisbetica domata”). Per John Ramm è stato comunque un divertimento contribuire alla realizzazione dello spettacolo dove ognuno degli attori ha suggerito qualcosa dei ‘suoi’ Ottanta e lui ricorda piacevolmente quel periodo in cui era poco più che ventenne e si approcciava alla recitazione…tempus fugit!! Mi preme ricordare che la presenza della sig.ra Renata Ortolani, avvocatessa e appassionata del costume, è stata più che preziosa per la sua capacità di eviscerare il contesto storico del periodo shakespeariano analizzando con dettaglio il costume del ’600 e le varie differenze rispetto a quello italiano/veneziano. Si ricorda inoltre che il Teatro Scientifico di Verona ha messo in scena, il 16 di dicembre, “La Tempesta. Pre-testi’: da canovacci della commedia dell’arte a shakespeare. Visitate il loro sito per ogni dettagliata informazione. (tratto dal paperback – questa risulta l’essenza dell’opera stessa dove si parla dell’anima traditrice dell’uomo e del suo esatto contrario!) (*) dance Sing no more ditties, sing no more, Of dumps so dull and heavy, The fraud of men were ever so, Since summer first way leavy; Then sing not so , but let them go , And be your blithe and bonny, Converting all your sounds of woe Into hey nonny nonny. Sigh no more, ladies, sigh no more, Men were deceivers ever, One foot in sea, and one on shore, To one thing constant never; Then sigh not so, but let them go, And be you blithe and bonny, Converting all your sounds of woe Into hey nonny nonny. Articolo di: Silvia P. (promotrice culturale e donatore di voce cilp di Feltre)
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