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Romeo e Giulietta di Valerio Binasco, con Riccardo Scamarcio e Deniz Ozdogan, da martedì 31 gennaio al Teatro Eliseo di Roma Stampa E-mail
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Spettacoli
Mercoledì 25 Gennaio 2012 21:21

Romeo e Giulietta

Roma TEATRO ELISEO – 31 gennaio / 12 febbraio 2012

Riccardo Scamarcio - Deniz Ozdogan

ROMEO E GIULIETTA

di William Shakespeare

traduzione e adattamento di Fausto Paravidino e Valerio Binasco

con Antonio Zavatteri, Filippo Dini,

Andrea Di Casa, Simone Luglio, Gianmaria Martini, Nicola Pannelli, Fulvio Pepe,

Giampiero Rappa, Nicoletta Robello, Marcela Serli, Roberto Turchetta,

e con Milvia Marigliano

scene  Carlo De Marino

costumi Sandra Cardini

luci Pasquale Mari

musiche originali Arturo Annecchino

regista collaboratore Nicoletta Robello

regia Valerio Binasco

Premio Ubu 2011 Miglior regia

produzione

Nuova Teatro Eliseo/ Compagnia Gank

in collaborazione con Gloriababbi Teatro

e con la preziosa collaborazione del Teatro Biondo Stabile di Palermo che si ringrazia

 

Dopo il grande successo della passata stagione, torna dal 31 gennaio al 12 febbraio, al Teatro Eliseo di Roma, Romeo e Giulietta di William Shakespeare (traduzione e adattamento di Fausto Paravidino e Valerio Binasco) con la regia di Valerio Binasco. Protagonisti dello spettacolo sono Riccardo Scamarcio e Deniz Ozdogan in scena con Milvia Marigliano, Antonio Zavatteri, Filippo Dini, Andrea Di Casa,  Simone Luglio, Gianmaria Martini, Nicola Pannelli, Fulvio Pepe, Giampiero Rappa, Nicoletta Robello, Marcela Serli, Roberto Turchetta.

Lo spettacolo che sarà dal 18 al 20 gennaio al Teatro Biondo di Palermo, dal  31 gennaio al 12 febbraio al Teatro Eliseo di Roma e dal 14 al 19 febbraio al Teatro Smeraldo di Milano, è valso a Valerio Binasco il premio Ubu 2011 miglior regia. Premio Flaiano a Riccardo Scamarcio. Per la sua interpretazione Filippo Dini ha vinto il Premio Le Maschere del Teatro 2011 - Migliore attore non protagonista.

 

Così si riavvicina al Bardo (suo autore ‘assoluto’), Valerio Binasco, uno dei più apprezzati registi della nuova generazione, che di recente si è soprattutto confrontato con la drammaturgia contemporanea (N. Ginzburg, J. Fosse, F. Paravidino). Nel suo stile considerato “naturalistico”, c’è sempre l’irruzione dell’inatteso, del ludico, e del sorprendente. Tutto dentro una forma di poesia e di profondità che negli anni hanno creato attesa per sue le direzioni e, spesso, anche per le sue interpretazioni. In questo caso però Binasco sarà solo alla regia del testo d’amore e morte più classico della drammaturgia mondiale: nel ruolo del protagonista, al suo debutto assoluto a taetro, ci sarà un vero divo cinematografico come Riccardo Scamarcio, che dopo anni di successi sul grande schermo ha scelto qui di misurarsi con il teatro. Scamarcio come Romeo di oggi che incontra la Giulietta  Deniz Ozdogan, attrice turca ma impegnata in Italia da anni. Accanto ai due protagonisti si muove un cast di attori eccezionali molti dei quali hanno già in passato lavorato con Valerio Binasco. Alcuni membri della compagnia dello spettacolo fanno parte tra l’altro di due realtà teatrali indipendenti tra le più interessanti del panorama artistico italiano, la Compagnia Gank (Antonio Zavatteri) e la Gloriababbi Teatro (Filippo Dini, Giampiero Rappa e Andrea Di Casa), che sono state coinvolte nell’operazione anche da un punto di vista produttivo.

“Romeo e Giulietta” è un punto di snodo importante, per molti motivi. Innanzitutto perché, insieme a tutto il progetto artistico e produttivo della stagione in corso, segna un passaggio importante nella ricerca artistica che l’Eliseo porta avanti per trovare le strade di quello che mi viene da definire, sperando di non essere frainteso, un “nuovo teatro popolare”: un Teatro cioè che coniughi con naturalezza la grande qualità, l’arte e il pubblico. Quel Teatro che era negli anni ’50 e ’60 nelle mani di artisti dell’importanza di Eduardo e Luchino Visconti, quel Teatro che ora per noi è un obiettivo. In secondo luogo, “Romeo e Giulietta” segna una tappa fondamentale nel rapporto costruito dall’Eliseo con Valerio Binasco: quarto spettacolo insieme, primo spettacolo shakespiriano. Un rapporto fruttuoso, stimolante, dialettico che ci ha portato finalmente nelle braccia di un grande classico. Inoltre, “Romeo e Giulietta” diventa il punto di incontro di mondi diversi, di attori con storie che non si sarebbero mai incrociate: Riccardo Scamarcio, star cinematografica, Deniz Ozdogan, attrice che viene dalle tavole del palcoscenico, alcuni membri della compagnia Gank di Genova (Antonio Zavatteri), che contribuisce anche produttivamente allo spettacolo, altri, membri di Gloriababbi Teatro (Giampiero Rappa, Filippo Dini, Andrea Di Casa), Milvia Marigliano nei panni della balia, Fulvio Pepe, Simone Luglio che già avevano lavorato con l’Eliseo, e alcuni nuovi ingressi nella squadra dell’Eliseo (Gianmaria Martini, Roberto Turchetta, Marcela Serli e Nicola Pannelli).

Dove ci porterà tutto questo facciamo fatica a capirlo: la mancanza di una visione della politica culturale del nostro Paese ci lascia perplessi e attoniti, i tagli rischiano di mettere in ginocchio definitivamente il sistema culturale italiano. Per ora, noi rilanciamo, e rilanciamo nella direzione, ancora una volta, di porre il Teatro Eliseo come una realtà di riferimento nel panorama produttivo e artistico italiano, orgogliosi di essere sempre il più importante teatro stabile privato (di interesse pubblico?) del Paese.

Massimo Monaci (direttore del Teatro Eliseo)

 

Note di regia

È quasi tutto troppo con Shakespeare. E Romeo e Giulietta ha persino un troppo in più. È un’opera così famosa che è impossibile sfuggire al già visto. In più mi accorgo che del testo mi piacciono soprattutto cose marginali: i personaggi secondari, il tono da commedia, il provincialismo italiano (di cui Shakespeare non sapeva nulla, certo, ma come non pensarci  quando vedo quei poveri giovinastri Capuleti e Montecchi  che si aggirano per Verona, nella nebbia, nel ‘niente da fare’ delle province del nord, determinati in modo quasi scientifico a diventare gretti e imbecilli come i loro genitori, antesignani illustri dei poveri baldi padani  odierni … ?). Insomma la cosa che più mi attira in Romeo e Giulietta è la crudeltà, spesso involontaria ma ancor più spesso consapevole, che nasce dall’imbecillità umana. A parte i due protagonisti, in qualche modo ‘salvati’ dall’innamoramento, e dall’innamoramento convertiti al pacifismo, tutti gli altri si muovono minacciosi e vittoriosi verso il domani dell’umanità. Che è il nostro oggi, ahimè. Abbiamo visto tutti che bella carriera hanno fatto e stanno facendo nella Storia gli imbecilli violenti, e quale pessima gli innamorati pacifisti. Se la morte dei due innamorati doveva servire a placare gli animi, secondo le teorie di René Girard, allora ci troviamo dinnanzi a due capri espiatori. All’epoca di Shakespeare è probabile che lo shock morale della morte di due innocenti fosse sufficiente a fermare un’escalation di stragi. Oggi non funziona più. I capri ammazzati son capri morti e basta, di espiatorio non si vede nulla. Ma forse anche le famiglie di Romeo e Giulietta si salvano dalla strage reciproca ma non dall’accidia che fa fermentare il nulla  e  il vuoto della provincia (le statue d’oro dei figli al termine della tragedia cosa risolvono?). E di questi climi di provincia ho un’esperienza personale, che porterò.  Anzi, qualcuno che  vuol bene al mio lavoro, mi ha detto che in qualche modo io continuo a provare a fare Checov,  magari anche Maupassant, nei miei spettacoli.  Sono d’accordo con lui. A onor del vero qualcosa di simile me l’ha detta anche qualcuno che non vuole bene al mio lavoro. Sono d’accordo anche con lui. Vedremo che succederà. Con Shakespeare non si può prevedere nulla. Intanto mi sono procurato degli attori fantastici, e avrò al mio fianco Sandra Cardini, il mio Ariel prezioso che non ha paura dei troppi della vita e dell’arte.

Valerio Binasco

 

Valerio Binasco

È uno degli attori-registi teatrali più apprezzati della “nuova” generazione: diplomato presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1988, dove ha iniziato a lavorare come attore con Marco Sciaccaluga, Valerio Binasco ha collaborato ai progetti artistici di Franco Branciaroli e per molti anni ha lavorato con Carlo Cecchi. Ha ricevuto il Premio Linea d’ombra e il Premio Ubu quale miglior attore giovane per l’interpretazione di Amleto (proprio per la regia di Carlo Cecchi) ed è stato prescelto quale vincitore per i Premi Olimpici del Teatro e per il Premio Ubu per Edipo a Colono (miglior attore non protagonista, regia di Mario Martone). Con Cecchi ha interpretato anche il ruolo di Clov nello spettacolo (premio Ubu) Finale di partita di Beckett. Lavora anche per il cinema, ricordiamo: Lavorare con lentezza di Guido Chiesa, Texas di F. Paravidino, La bestia nel cuore di C. Comencini,  ed è stato tra i protagonisti del film di F. Ozpetek Un giorno perfetto del film (cinema e tv) e de Il sangue dei vinti dal libro di Pansa con la regia di Soavi. Alterna l’attività di interprete e di regista, e anche nel secondo ruolo ha meritato molti riconoscimenti: tra gli spettacoli da lui diretti citiamo La chiusa di Conor Mcpherson, Il cortile di Spiro Sciamone, Cara Professoressa di Ludmilla Razumovskaja, Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg. Nelle ultime stagioni ha messo in scena la trilogia dell’autore norvegese Jon Fosse:  Qualcuno arriverà al Teatro Stabile di Genova, E la notte canta al Teatro di Roma e Un giorno d’estate prodotto dal Teatro Eliseo di cui è regista stabile per il triennio 2009-2011 e per il quale nel 2009 ha diretto e interpretato insieme a Maria Paiato anche L’intervista di Natalia Ginzburg. Nel 2010 è coprotagonista con Luigi Lo Cascio del film Noi credevamo di  Mario Martone. Sempre nel 2010 apre la stagione Carignano di Torino con Filippo di Alfieri e dirige Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari nello spettacolo il Catalogo di Jean Claude Carriére. La regia di Romeo e Giulietta è valsa a Binasco il Premio Ubu 2011 migliore regia.

 

Dramatis Personae

Coro.

Escalo. Giampiero Rappa

Principe di Verona.

Paride. Roberto Turchetta

Un giovane conte, parente del Principe.

Montecchi. Nicola Pannelli

Signore di una delle due famiglie in lotta.

Capuleti. Antonio Zavatteri

Signore di una delle due famiglie in lotta.

Romeo. Riccardo Scamarcio

Figlio del Montecchi.

Tebaldo. Gianmaria Martini

Nipote di Donna Capuleti.

Mercuzio. Andrea Di Casa

Parente del Principe e amico di Romeo.

Benvolio. Fulvio Pepe       

Nipote del Montecchi e amico di Romeo.

Padre Lorenzo. Filippo Dini

Prete.

Padre Giovanni. Simone Luglio                      

Prete.

Baldassarre.         Francesco Formichetti

Servo di Romeo.

Abramo. Giuseppe Cristiano

Servo dei Montecchi.

Sansone. Emanuele Arciprete

Servo dei Capuleti.

Gregorio. Massimiliano Frateschi

Servo dei Capuleti.

Pietro. Nicola Pannelli

Servo della Balia di Giulietta.

Quattro musici Andrea Di Casa, Simone Luglio, Giampiero Rappa, Fulvio Pepe

Donna Montecchi. Nicoletta Robello

Moglie del Montecchi.                           

Donna Capuleti. Marcela Serli

Moglie del Capuleti.

Giulietta. Deniz Ozdogan

Figlia del Capuleti.

Balia di Giulietta. Milvia Marigliano

Cittadini di Verona; uomini e donne delle due casate; maschere, portatori di torce, paggi, guardie, servi e servitori: Emaunuele Arciprete, Giada Caruso, Giuseppe Cristiano, Eleonora Mainardi, Francesco Formichetti, Martina Manufò, Massimiliano Frateschi, Riccardo Morgante, Claudio Suriano

Orario recite: da martedì a sabato ore 20.45
domenica ore 17.00
I° Platea euro 32 – II° Platea euro 30 – Balconata euro 28
I° Galleria euro 17 – II° Galleria euro 11
Ridotto giovani e gruppi: fino al 36%
Ridotto over 65 (mercoledì e sabato pomeriggio):
fino al 22%

Prezzi weekend (venerdì, sabato, domenica):
platea 35 € | balconata 30 €
prima galleria 17 € | seconda gallera 11 €
Per le recite infrasettimanali i
prezzi rimangono invariati
(NB: platea Prima recita 47 €)

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro Eliseo

 

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