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Ippolito di Euripide, regia di Marco Blanchi, in scena al Teatro Sala Uno di Roma dal 31 gennaio al 5 febbraio Stampa E-mail
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Spettacoli
Mercoledì 18 Gennaio 2012 08:13

Ippolito

L' Associazione Culturale “La Fonte di Castalia”

presenta

“IPPOLITO”

di

Euripide

Traduzione, adattamento e regia

MARCO BLANCHI

Con

Siddhartha Prestinari, Ivan Ristallo,

Marika Murri, Francesco Marzi

e con

Rebecca Valenti, Valeria Longo, Fulvio Barigelli, Rossella Giammarinaro,

Giulia Oliva, Tiziano Ferracci, Giacomo Mattia

 

Debutta martedì 31 gennaio al Teatro Sala Uno di Roma "Ippolito". Lo spettacolo, prodotto dall’Associazione culturale La Fonte di Castalia, vede in scena Siddhartha Prestinari, Ivan Ristallo, Marika Murri e Francesco Marzi. Diretto da Marco Blanchi sarà in scena fino a domenica 5 febbraio

La dea Afrodite offesa da Ippolito dedito solo alla caccia e al culto di Artemide, decide di vendicarsi e di punirlo, accendendo di desiderio per il giovane la matrigna Fedra e scatenando così una passione che culminerà nella morte di entrambi. Nel tentativo di aiutare la sua padrona ad ottenere quello che desidera così violentemente, l'Ancella riferisce a Ippolito la passione di Fedra, ma questi, inorridito, fugge dalla reggia. A questo punto Fedra, terrorizzata dall'idea che Ippolito possa disonorarla di fronte a Teseo e ai suoi figli, decide di uccidersi, ma prima scrive una lettera nella quale lo accusa di averle usato violenza. Teseo, accecato dal dolore per la morte di sua moglie, dopo aver scoperto la lettera, maledice il figlio e lo bandisce dal suolo di Trezène.

NOTE DI REGIA

Delle vicende di Ipploito, figlio di Teseo e della sua matrigna Fedra sono state date innumerevoli interpretazioni. Quello che però mi attrae verso questa tragedia, non è ciò che si sa o si vede, ma quello che resta nascosto e attraversa tutta la storia.  In primis il confronto fra due personaggi che rappresentano due principi che si incontrano e si scontrano. Proprio su questo punto la tragedia di Euripide si trasforma in una sublime indagine psicologica e diventa lo scandaglio attraverso il quale il poeta esplora le profondità della natura umana. Se si volesse schematizzare, si potrebbe dire che in Fedra è l'Eros a dettar legge, per Ippolito si tratta della castità, mentre Teseo è mosso dall'ira per l'onore ferito. Ma questo è solamente uno schema molto superficiale, ed Euripide stesso si sottrae a questa superficialità, immettendo lo spettatore, dentro la sottile rete dei moti dell'animo e mostrandoci come ogni protagonista sia in realtà vittima di un gioco più grande di lui, un gioco “divino”. Ci insegna che in quanto vittime, devono essere compresi e giustificati nei loro eccessi e nelle loro debolezze.

Inoltre, lo scontro tra lo spirito e la materia mi ha particolarmente affascinato in questa tragedia. Nella raffigurazione di questa “guerra” però Euripide sembra dirci che non esiste un bene e un male, un giusto e un ingiusto. Il male non si identifica con il personaggio di Fedra e con la sua fisicità, come si sarebbe portati a pensare, né il personaggio di Ippolito, con la sua purezza e la sua castità, assume i connotati della perfezione e del bene. Entrambi gli atteggiamenti diventano forme di allontanamento dalla completezza umana e per lui sono ugualmente colpevoli. Per Euripide, il vero male, la tragedia dell'uomo e della donna, risiede nel volontario rifiuto di uno dei due poli necessari all'equilibrio della natura umana.

 

Ippolito

Di Euripide

Traduzione, adattamento e regia Marco Blanchi

Con Siddhartha Prestinari, Ivan Ristallo,

Marika Murri, Francesco Marzi

e con Rebecca Valenti, Valeria Longo, Fulvio Barigelli, Rossella Giammarinaro, Giulia Oliva, Tiziano Ferracci, Giacomo Mattia

Light designer Gianni Grasso

Costumi Cinzia Falcetti

Ufficio stampa Rocchina Ceglia

Teatro Sala Uno

Piazza San Giovanni in Laterano 14

Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2012

Ore 21.00

Domenica ore 18

Biglietto 13.00 euro

Per info e prenotazioni  06 7009329      

Fonte: Rocchina Ceglia, Ufficio Stampa MixTape

 

 

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