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Teatro Argot - L'apocalisse dei classici, rassegna di drammaturgia classica dal 17 gennaio al 5 febbraio Stampa E-mail
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Spettacoli
Lunedì 16 Gennaio 2012 19:17

L'Apocalisse dei classici

ARGOT STUDIO

L’apocalisse dei classici

Rassegna di drammaturgia classica

dal 17 gennaio al 5 febbraio

           

Il compito del teatro è quello di saper decifrare e tradurre, attraverso i segni, il nostro tempo.

L’Apocalisse è la condizione dell’uomo moderno che ha scelto di attraversare questo secolo senza prospettive sicure, o approdi di alcun genere, come una nave alla deriva in un oceano di incertezze.

Questa rassegna porta in luce, attraverso la rivisitazione di figure classiche come quella di Antigone ed Elettra, la volontà di ricostruire dalle ceneri un mondo devastato dalla vendetta e dalle imposizioni della società.

Donne e uomini dilaniati dal proprio senso di giustizia, che combattono sanguinariamente per raggiungere una pace che non arriva mai.

L’apocalisse dei Classici è un invito a immergersi con lo sguardo del presente in un passato remoto ancora ricco di spunti e opportunità.

17 – 22 gennaio

MACELLERIA ETTORE__ teatro al kg

TrentoSpettacoli in coproduzione con Centro Servizi Culturali Santa Chiara

ELEKTRIKA un’opera techno

testo e regia Carmen Giordano

con Woody Neri, Maura Pettorusso,

musiche Chiarastella Calconi

24 – 29 gennaio

Compagnia Ilaria Drago

ANTIGONE pietas polifonia elettronica per una resurrezione possibile

PRIMO STUDIO

di e con Ilaria Drago

31 gennaio – 5 febbraio

Centro culturale mobilità delle arti

con il sostegno della Fondazione Teatro V.E. di Noto

ZOO

di Giovanni Franci

dall’omonimo romanzo di Isabella Santacroce

regia Alessia Innocenti e Corrado Russo

con Alessia Innocenti

 

17 – 22 gennaio

MACELLERIA ETTORE__ teatro al kg

TrentoSpettacoli in coproduzione con Centro Servizi Culturali Santa Chiara

ELEKTRIKA un’opera techno

testo e regia Carmen Giordano

con Woody Neri, Maura Pettorusso,

musiche Chiarastella Calconi

Alla ricerca del linguaggio tragico, ironico ed elettronico, la compagnia Macelleria Ettore indaga sulla figura di Elettra.

La vendetta è universale e trasversale: da quella dei figli sull’uccisore del padre, a quella sulla madre.

Rompere i legami di sangue, col sangue diventa un dovere verso se stessi.

La violenza è nella famiglia, o forse è la famiglia stessa.

“Macelleria Ettore incontra e si scontra con l’opera. Un genere. Un riferimento. Un contenitore.La struttura - musica, libretto, allestimento scenico – implode e si frantuma in un linguaggio altro.Il testo si fa suono, parola, azione e visione. Il testo è il corpo dell’opera: non parla, è.La musica è dentro e fuori Elettra. La musica è elettrica.Emana da sé l’inaudito, il mistero di se stessi. Parla senza dire.E’ il suono che esplode nelle orecchie di chi ascolta Elettra, muta, diafana, sorda a se stessa”.

Macelleria Ettore

 

24 – 29 gennaio

Compagnia Ilaria Drago

ANTIGONE pietas polifonia elettronica per una resurrezione possibile

PRIMO STUDIO

di e con Ilaria Drago

voce, live electronics Ilaria Drago

musiche, sonorizzazioni Marco Guidi

architettura di scena Mikulàš Rachlìk

organizzazione Katia Caselli

Antigone è la voce di chi non ha voce, è la pìetas che s’inginocchia ad accogliere ogni essere vivente come fratello e sorella.

Da murata viva, dal chiuso del suo corpo buio, svela a sé e agli altri la forza di una possibile resurrezione che avviene soltanto attraverso il nudo di una rivoluzione personale.

Antigone pietas_ polifonia elettronica per una resurrezione possibile è un primo studio del più ampio progetto natura antigone e che la regista Ilaria Drago ha presentato nell’agosto scorso al Magna Graecia Teatro Festival.

Lo spettacolo ci mostra Ilaria–Antigone all’interno della grotta dove lo spettatore si ritrova a condividere lo stato di paura viscerale di un sepolto vivo. Nell’antro buio Antigone ripercorre le tappe della sua storia, parla con Creonte, prega la madre, poi la sorella, parla a Polinice, affrontando il tema del potere, dei diseredati, e di una possibile catarsi.

Sul palco Ilaria–Antigone è in uno scheletro metallico, una macchina scenica di ferro che diventa antro, corpo stesso di Antigone, nave per solcare il mare della possibile resurrezione auspicata.

 

31 gennaio – 5 febbraio

Centro culturale mobilità delle arti

con il sostegno della Fondazione Teatro V.E. di Noto

ZOO

di Giovanni Franci

dall’omonimo romanzo di Isabella Santacroce

regia Alessia Innocenti e Corrado Russo

con Alessia Innocenti

light designer Nuccio Marino

elaborazione sonora Saverio Damiani

Zoo è il primo romanzo classico della Santacroce. Combina l'orrore e i sentimenti; da vita a personaggi da tragedia greca che rimangono sbarrati e incattiviti nelle loro gabbie metaforiche, da cui cercheranno disperatamente di fuggire passando per l'inferno.

Un lager dell'anima, un ring di sentimenti, uno spazio esclusivo, domestico. Lo Zoo in questione è il regno familiare in cui germina in cattività il seme della violenza.

Una gabbia che separa dal mondo una figlia, che riceve la sua educazione sentimentale attraverso l'alfabeto del dolore, del ricatto che lei stessa metterà in atto come richiesta estrema ed ossessiva d'amore.

Lei la ama. Non lo ammette. / Ancora non la odia.

La spia. Controlla ogni suo gesto. / Vive nel terrore che esca con un uomo. /

Vorrebbe dell'amore non infetto. / Impossibile.

Presto la odierà per lei sarà la fine. / Non dorme. L'aspetta. / Resta immobile.

Fa le prove per rovinarle tutto. / Dorme con lei. / Piangono abbracciate. / La porta in un luogo innominabile. / Sono sfinite. Sono il deserto.

Una madre si ama sempre. / Anche quando si odia.

 

Teatro Argot Studio

Via Natale Del Grande, 27 | 00153 Roma

tel | fax 06/5898111 mobile 392 9281031

www.teatroargotstudio.com

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Tutti i giorni ore 20,45 - domenica ore 18,45

lunedì riposo

prezzo da €6 a €12  + tessera €3

 

Fonte: Rosario Capasso, Ufficio Stampa Teatro Argot Studio

 

 

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