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Io provo a volare, di e con Gianfranco Berardi, al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma (dal 10 al 22 gennaio) Stampa E-mail
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Spettacoli
Lunedì 09 Gennaio 2012 21:32

Io provo a volare

dal 10 al 22 gennaio

Teatro Ambra/Garbatella

piazza Giovanni da Triora 15 - Roma

Compagnia Berardi-Casolari

in collaborazione con

Teatro Stabile di Calabria

Festival Internazionale Castel dei Mondi

presenta

IO PROVO A VOLARE!

(a Domenico Modugno)

di e con

Gianfranco Berardi

e con

Davide Berardi voce solista e chitarra

Giancarlo Pagliara  fisarmonica

Vincenzo Pede percussioni

Francesco Salonna contrabasso

http://www.youtube.com/watch?v=9E8Fn85bALY&feature=youtu.be

Regia Gianfranco Berardi - Gabriella Casolari

Luci Gabriella Casolari

Costumi Pasqualina Ignomeriello

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

JoakimInterFest di Kragujevac (Serbia)

“for aesthetic emotion, pure and joyful that was caused in cheerful audience”

PREMIO DEL PUBBLICO

JoakimInterFest di Kragujevac (Serbia)

 

vedere o non vedere, questo è il problema, guardare dritto in faccia la realtà che mi circonda e mi spaventa e affrontarla con coraggio per cercare di cambiare o tenere tutto quanto dietro un velo che mi copre gli occhi ed il cuore e m’impedisce di soffrire?…

Uno spettacolo fra teatro e musica dedicato a Domenico Modugno simbolo del cinema, del teatro e della musica popolare italiana e della capacità di chiedersi 'chi sono dove sono e dove sono diretto?'

La travolgente forza interpretativa di mister Volare nasce da un uomo semplice e forte, umile e rivoluzionario, fermamente ancorato alla sua origine, alle sue radici meridionali mai rinnegate, anche se spesso confuse e tenute a distanza.

Modugno ha sempre ricordato la sua gente, persone figlie dell’amara e dura terra del sudore, dai volti scuri e dalle mani incallite, quelle stesse mani che pizzicando le corde di una chitarra si sono pian piano levigate, senza mai dimenticare le passate fatiche quotidiane.

Ed ecco allora che, ispirandosi a Domenico Modugno , l'autore ci racconta  gli sforzi e il coraggio di artisti minori, di lavoratori dello spettacolo tutto, che, per  passione , costantemente si lanciano all’avventura in esperienze a volte poco considerate, solo perché meno visibili.

In scena un attore , un cantante – attore e tre musicisti rievocano attraverso suoni, canzoni, monologhi ed immagini un viaggio che ha portato giovani artisti all’incontro con l'ARTISTA, i suoi personaggi e i suoi maestri.

Poesia e comicità sono gli elementi principali che attraverso un uso sui generis della luce trasmettono atmosfere emotive, suggestioni e ricordi  indimenticabili nell'intento di risvegliare nel pubblico i sentimenti di cui Modugno si fece portavoce e simbolo.

Un’avventura profonda da vivere con leggerezza per  concedersi la possibilità di un comune sogno di libertà,  ad occhi chiusi e braccia spalancate, provando in un attimo a poter volare, così come Mimì poteva fare nell’attimo stesso in cui la sua voce faceva vibrare.

Il percorso artistico della Compagnia Berardi Casolari è stato spesso caratterizzato dall'incontro con l'opera di maestri come, Matteo Salvatore , De Filippo, Petrolini ed ora Modugno.

Un grande patrimonio, un trampolino di lancio per nuove creazioni che nella  tradizione popolare possano trovare forza comunicativa rinnovata e espressività  propria ed universale.

Così nasce anche “Io provo a volare”, drammaturgia originale, che tra cenni biografici su Domenico Modugno e suggestioni evocate dalle sue canzoni, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia  pronti a affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di  diventare un’artista, sull’onda di miti che oggi come ieri costellano l’immaginario giovanile. Ed è proprio attraverso la descrizione delle aspettative, delle delusioni, degli sforzi e degli inganni subiti da truffaldini incontri che si articola il viaggio  fra comici episodi  della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane a caccia  di situazioni favorevoli.

La storia vede un custode di un teatrino di provincia (o il suo spirito?) che ostacola, non visto, le prove di  un gruppo di giovani musicisti  nel teatro in cui lui vive e ha mosso i primi passi nel tentativo di diventare un attore. Tra racconto, musica danza e interpretazione, rivive episodi della sua vita  di sicuro ma incompreso talento. Dopo aver provato senza risultato alcuno, ogni via per diventare attore decide di fuggire nottetempo dalla propria realtà troppo piccola e ignorante in cerca di situazioni e persone che più gli siano congeniali.

Ironia della sorte: in città incontri e ambienti saranno di natura diversa ma di uguale livello che in provincia. Che fare allora se non tornare al paesino, sia pur con la morte nel cuore, a fare il custode?

Al ritorno però trova il piccolo e romantico cinema in cui aveva cullato il sogno artistico stuprato da restauri politici incompetenti.

E per amore dell’arte e del proprio progetto di felicità già più volte sfumato il povero custode entra di nascosto nel teatro e pietra dopo pietra comincia  a demolire....

'Qualche sera fa mi è apparso Leo: no, non in sogno o in visione ma proprio in carne ed ossa sulla scena. (...) mi è sembrato appunto di rivedere il mitico Leo de Berardinis: avanzava dal fondo della scena alto, magrissimo, dinoccolato, con un cappottino corto sulla candida camicia, la bombetta alla Totò in testa e una scopa tenuta alzata con una mano, parlando con una leggera ma riconoscibile inflessione apulo-partenopea. Si trattava di Gianfranco Berardi.(...)' (Marco De Marinis)

 

NOTE DI REGIA

Confidenze dell’autore

Il sogno, la realtà, la percezione dell’uno e dell’altra che ognuno di noi ha e di cui si convince  giorno dopo giorno sempre di più.

La presunzione, il cieco perseguimento delle proprie idee,  la dura  e spesso ipocrita realtà con cui scontrarsi. L’errore, base della ricerca, grande assente in una società che riconosce i prodotti finiti e competitivi piuttosto che i processi con i suoi naturali tempi d’evoluzione.

Il dolore, sola via in grado di consentire uno sviluppo della coscienza, limitata com’è ormai nella nutrizione e costretta ad una condizione di esperienza sempre più veloce e programmata.

Il buio, il mistero, l’ignoto, mete di un individuo, di un me, alla ricerca di un sé perso  e confuso nelle mille tentazioni dell’Io.

L’Io, il sé, il sogno, la realtà, il teatro immenso portale del sentire, dell’intuire, eccelso canale per diagnosticare e guarire.

E così nasce Io provo a volare, il desiderio di ricostruire dentro di sé, intorno a noi, l’idea di nido per poter planare sicuri verso gioie sconosciute.

Così nasce un’indagine introspettiva che si allarga all’analisi di una condizione diffusa e condivisa; così da spunti autobiografici, biografici e da aneddotistica racimolata fra miti, colleghi e coetanei, emerge la volontà di gridare un rifiuto  alla propria paura di affrontare  il mondo, il desiderio di riconoscersi fragili, soli, la speranza di riscoprirsi onesti innanzitutto con sé stessi “vedere o non vedere, questo è il problema, guardare dritto in faccia la realtà che mi circonda e mi spaventa e affrontarla con coraggio per cercare di cambiare o tenere tutto quanto dietro un velo che mi copre gli occhi ed il cuore e m’impedisce di soffrire?…”

Intanto procediamo: Co.Co.Co., collaborativi in maniera costante e continuata, come il mondo del lavoro cinico ed alienante c’insegna, nel tentativo di ristrutturare il pollaio in cui da tempo svolazziamo tronfi e litigiosi.

COraggiosi, per favore, COstanti e COnvinti per la rivoluzione che porterà a smettere di essere pollastri rantolanti, illusi di volare come falchi nel blu dipinto di blu.

Gianfranco Berardi

 

Compagnia Berardi - Casolari in scena prossimamente

27 gennaio – Termoli - BRIGANTI

10 marzo – Romanengo (Cremona) – LAND LOVER

15 e 16 marzo – Bologna – Arena del Sole – LAND LOVER

17 e 18 marzo – Bologna – Teatro La Soffitta – IO PROVO A VOLARE

21 marzo - Pennabilli (Ravenna) – IO PROVO A VOLARE

24 marzo – Termoli – IO PROVO A VOLARE

25 marzo – Massafra (TA) - IO PROVO A VOLARE

www.gianfrancoberardi.it

 

Fonte: Fiammetta Baralla Marialuisa Giordano, ufficio stampa Gianfranco Berardi

 

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