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La Dodicesima Notte di Shakespeare/Carnevali, regia di Sandro Mabellini, allo Spazio Tertulliano di Milano dal 10 gennaio Stampa E-mail
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Spettacoli
Sabato 31 Dicembre 2011 12:19

La Dodicesima Notte

LA DODICESIMA NOTTE

DI SHAKESPEARE/CARNEVALI

DAL 10 AL 22 GENNAIO ALLO SPAZIO TERTULLIANO, MILANO

versione di Davide Carnevali

spettacolo di Sandro Mabellini

con Umberto Petranca, Chiara Verzola, Alessandra Mattei, Caroline Pagani,

Fabrizio Martorelli, Giulia Zeetti, Mirko Ciotta, Giuseppe Barbaro

arrangiamenti ed esecuzioni musicali dal vivo Signori G

assistente alla regia Marianna Caruso, organizzazione Lisa Momenté, grafica Giulia Zeetti e Marianna Caruso, coproduzione Festival Quartieri dell’Arte / Nutrimenti Terrestri

 

Dal 10 al 22 gennaio sarà in scena sul palcoscenico milanese dello Spazio Tertulliano, La dodicesima Notte di W. Shakespeare nella versione di Davide Carnevali (drammaturgo premiato ai Theatertreffen di Berlino e vincitore nel 2009 del premio Riccione per Variazioni sul modello Kraeplin e finalista nell’edizione 2011) per la regia di Sandro Mabellini.

Quello che vedrete è una nuova versione della commedia che il grande bardo scrisse tra il 1599 e il 1600. Ciò che resta è la storia: due fratelli gemelli, Viola e Sebastian, naufragano sulle coste di un isola ma entrambi pensano che l’altro sia morto. Viola si reca alla corte del Duca Orsino (interpretato da Umberto Petranca, premio Ubu Premio Ubu come il miglior attore under trenta,per la sua interpretazione in “Angels in America” di Tony Kushner) travestito da eunuco, Cesario, e se ne innamora. Orsino tuttavia è innamorato della contessa Olivia che ne ignora la corte, ma si innamorerà del messaggero del Duca, Cesario. Si scatenano così una serie di eventi e imprevisti che condurranno al lieto fine. Una sotto trama, importante ai fini dello svolgimento della trama, vede protagonisti alcuni dei personaggi che popolano la corte di Olivia: il giullare Feste, il maggiordomo Malvolio, la cameriera Maria, lo zio di Olivia Sir Toby e Sir Andrew. Il maggiordomo Malvolio verrà beffato dagli altri che, falsificando una lettera, gli faranno credere di essere oggetto di attenzioni da parte della padrona Olivia.

Viene quindi riproposta la classica storia che parla di amore, denaro, feste e capricci: detto altrimenti, una storia che parla di politica.

Una commedia divertente -“una delle migliori commedie pure di W. Shakespeare" afferma il critico letterario Harold Bloom- che fa il verso alla società, ecco quello che voleva Shakespeare. Ed ecco quello che vuole il regista Sandro Mabellini: mantenere lo spirito di Shakespeare. Anche se le parole e le canzoni (eseguite dal vivo dai Signori G) sono diverse perché sono quelle dell’oggi, è rimasta invariata l’essenza dei fatti, «i fatti sono più importanti delle parole, malgrado quello che si pensa nel paese in cui viviamo. […] Quindi sì, vedrete La dodicesima Notte di Shakespeare, non vi preoccupate. Quello che invece non vedrete saranno i costumi e le scene. Né i quindici attori che sarebbero stati necessari per interpretare i quindici personaggi della storia. Di attori ce ne saranno solo otto, di cui uno non è neanche professionista, che si travestiranno spudoratamente per coprire il maggior numero di ruoli possibile. Anche in questo caso abbiamo voluto restare fedeli all’essenza del teatro shakespeariano. Un teatro del travestimento, del “facciamo finta di”, un teatro del gioco, un teatro che avviene non davanti allo spettatore, ma nella sua immaginazione.

 

dal 10 al 22 gennaio 2012 (riposo lunedí)

Spazio Tertulliano, via Tertulliano 68, Milano

da martedì  a sabato ore 21.00; domenica ore 16.00;

intero: 15€ + 1€ tessera associativa,

ridotto: € 10 + 1€ tessera associativa,

convenzionati: 8 + 1€ tessera associativa

tel. 02 49472369- 320 687 4363

www.spaziotertulliano.it

Mezzi Pubblici:

MM3 Lodi,

Bus 90 – 91 (fermata Salgari),

93 – 84 (fermata V.le Puglie),

Tram 16 (fermata Piazza Salgari)

 

Note di regia:

La dodicesima notte è la commedia che Shakespeare scrisse tra il 1599 e il 1600. C’è un naufragio che porta i protagonisti in Illiria, ci sono due gemelli che si perdono e credono che sia l’altro a essere morto, e ci sono i conseguenti sviluppi: equivoci e doppi intrecci, naturalmente amorosi. Il doppio, questa categoria teatral-letteraria che ha affascinato tutti, da Euripide a Plauto fino a Hoffmansthal e Pasolini, e strania e spiazza qualsiasi azione.

Nella storia il doppio viene attuato con dei travestimenti: Viola che ama Orsino si spaccia per suo servo, perché vuole aiutare l'amato a conquistare Olivia che a sua volta non vuole saperne di innamorarsi. In questo modo Viola potrà stare vicino a Orsino e sperare che un giorno lui si innamori di lei. Ma Olivia rimane affascinata da Viola e le cose si complicano di più anche perché Orsino si sente attratto da questo servo vestito da uomo ma dotato di modi gentili e spesso femminili (e a un tratto si ritrovano anche a svestirsi...).

Ho chiesto a Davide Carnevali, giovane drammaturgo italiano che vive tra Berlino e Barcellona, di scrivere una sua versione della commedia, con la consapevolezza che tradurre Shakespeare oggi comporti comunque un tradimento; allora perché non tradire completamente rimanendo fedeli all’idea?

Lo spettacolo sarà giocato sull’ambiguità dei personaggi, probabilmente tutti gli attori – siano essi uomini o donne – saranno vestiti da uomini. Il femminile ed il maschile verranno fuori in modi del tutto inaspettati, sarà una rappresentazione di parole, corpi e di voci dati in pasto agli spettatori; una specie di opera post-brecthiana su tematica dell’oggi.

Note dell’autore:

Shakespeare è un mondo a parte. E l'impiego del termine mondo non è affatto casuale. In piena contraddizione alla forma drammatica classica – quella chiusa, assoluta, un microcosmo che si riferisce solo a se stesso – la forma aperta di Shakespeare apre a un universo fantastico in cui l'unità di tempo, di luogo, di azione perdono consistenza, e la realtà appare trasfigurata.

La fantasia shakespeariana non ha bisogno di regole; meglio ancora pensa a creare essa stessa le sue regole, giocando con il potenziale della scena e la fantasia dello spettatore. In fin dei conti le opere del Bardo non sono scritte per essere rappresentate davanti al pubblico, ma per accadere nella mente del pubblico.

Il coinvolgimento dello spettatore è essenziale; in questo modo Shakespeare può essere interpretato come il grande precursore di una tradizione teatrale che si affermerà in tutta la sua necessità con il teatro epico del secolo ventesimo, e nelle nuove forme di teatro contemporaneo definite post-epiche, post-drammatiche, o come voi volete.

Così questa versione de La Dodicesima Notte non vuole solo restituire alla contemporaneità la commedia shakespeariana, ma vuole essere anche e soprattutto un'indagine a partire dalla contemporaneità sul testo stesso, sulla scrittura shakespeariana e sui principi che regolano la costruzione delle sue commedie.

Riaffermando così la forza del teatro, che si rivela solo nel qui e ora della scena e nel coinvolgimento dello spettatore. Chiamato a riflettere, ma soprattutto a essere partecipe di un'esperienza che gli offrirà un nuovo sguardo sulla realtà.

Davide Carnevali

Sandro Mabellini

Nato a Brescia nel 1971, si è diplomato nel 1992 alla Scuola di Teatro di Bologna, specializzandosi nel 2004 con Luca Ronconi come regista, nel 2007 con la Socìetas Raffaello Sanzio come performer, nel 2009 con Ariane Mnouchkine e il Theatre du Soleil come attore e nel 2011 con Fanny & Alexander e Jan Fabre sempre come performer. Fra le sue regie, Nel lago (creazione con Ambra Senatore) e Tu (non) sei il tuo lavoro di Rosella Postorino, Dracula e The other side di Dejan Dukovski, Gli straccioni e Il Dottor Gadda e l’Ingegner Manganelli di Tiziano Scarpa, Il gabbiano di Martin Crimp, Qualcuno arriverà di Jon Fosse, Sciame di Toni Negri, Magnificat di Alda Merini, Albatros di Fabrice Melquiot.

www.sandromabellini.com

Davide Carnevali

Nato a Milano nel 1981, vive e lavora tra Berlino e Barcellona, dove è dottorando in Teoria del Teatro presso la Universitat Autònoma e l’Institut del Teatre. E’ curatore della pubblicazione di opere di drammaturgia spagnola e iberoamericana per la Ubulibri. Scrive per diverse riviste, fra cui Hystrio in Italia e Pausa in Spagna. Come autore segue i corsi di Carles Batlle presso la Sala Beckett e l’Institut del Teatre de Barcelona; amplia poi i suoi studi in Spagna e Germania con Martin Crimp, Biljana Srbljanović, José Sanchis Sinisterra, Hans-Thies Lehmann, Simon Stephens, Martin Heckmanns. Nel 2009 con Variazioni sul modello di Kraepelin si è aggiudicato il Premio Marisa Fabbri al Premio Riccione per il Teatro, e il premio Theatertext als Hörspiel al Theatertreffen di Berlino; il testo è stato inoltre selezionato per il Forum Autori della Biennale di Wiesbaden 2010 e per il Festival de Nueva Dramaturgia Europea di Buenos Aires 2010. Tradotto in tedesco, spagnolo e catalano, è stato presentato in Italia, Argentina, Spagna e Germania, dove la Deutschlandradio Kultur ne ha prodotto un radiodramma. Il suo ultimo testo Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse ha ricevuto nel 2010 il Premio Scintille del Festival Asti Teatro.

 

Fonte: Ufficio stampa Sandro Mabellini

 

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