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Contaminazioni contemporanee a Bergamo Stampa E-mail
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Eventi musicali (Concerti, Festival)
Sabato 10 Maggio 2008 12:08

 

VERBO ESSERE

Associazione Culturale

per le Arti Contemporanee

 

 

 

in collaborazione con:

COMUNE DI BERGAMO Assessorato alla cultura e spettacolo

 

 

CONTAMINAZIONI CONTEMPORANEE

ORIENTE/OCCIDENTE

3° Festival Internazionale di Musica Contemporanea

                  

Contaminazioni Contemporanee è un festival creato per avvicinare l’ascoltatore alle nuove composizioni musicali internazionali all’interno di un esteso ambito di contemporaneità. 

Contaminazioni intese come aperto dialogo tra culture e stili musicali diversi, non come semplice fusione di elementi di eterogenea provenienza o creazione di suadenti ambienti sonori.

Il festival vuol essere un incontro tra la città ed i massimi esponenti del panorama artistico musicale internazionale. Un appuntamento organizzato annualmente, su temi diversi legati alla realtà e alla ricerca musicale contemporanea nel quale la città, nell’interezza delle sue varie componenti, sia e si senta partecipe.

La terza edizione del festival sarà dedicata alle connessioni e alle diversità tra la musica colta occidentale e la musica orientale contemporanea, e presenterà composizioni, compositori ed esecutori che rappresentano le ultime frontiere della ricerca musicale dedicata alla musica contaminata.

 

IDEAZIONE e DIREZIONE ARTISTICA

- Alessandro Bettonagli

 

ORGANIZZAZIONE

- Verbo Essere Associazione Culturale per le Arti Contemporanee

 

 

 

 

 

 

 

ORIENTE/OCCIDENTE

 

Dopo l’enorme successo di pubblico e di critica della prime due edizione del festival dedicate alle contaminazioni della musica sacra contemporanea e alla musica del mediterraneo, la nuova edizione di Contaminazioni Contemporanea sarà dedicata alla musica dell’Oriente e dell’Occidente.

L'idea alla base della serie di concerti, è quella di trovare un punto d'incontro e di dialogo fra le molte culture musicali orientali ed occidentali contemporanee. L’improvvisazione è la comune forma d’espressione che accomuna gli artisti presentati durante questa nuova edizione del festival. Dalla musica persiana e indiana alla musica tradizionale inglese, dalle nuove composizioni di musica contemporanea all’improvvisazione con strumenti tradizionali provenienti da diversi paesi.

 

Contaminazioni Contemporanee Oriente/Occidente si propone di tracciare alcune grandi rotte che, attraverso bussole musicali, uniscano tradizioni antiche a punti di vista contemporanei.

Dalle sonorità orientali a quelle mediterranee con un tocco di contemporaneità legata a giovani compositori europei

Si supera il confine del bacino del mediterraneo per inoltrarsi nelle sonorità orientali.

L’oriente e l’occidente non sono antagonisti ma complementari. Si rispecchiano nel bacino del mediterraneo e da questo partono per un viaggio musicale alla ricerca della vera ispirazione.

Come diceva Saint-Simon “Il mediterraneo è il letto nuziale tra Oriente e Occidente”.

 

 

La città ascolta: ascoltare e discutere di musica contemporanea, di musiche popolari frutto di approdi nuovi e nuovissimi, un filtro attuato attraverso l’opera di produzione che Manfred Eicher  attua da oltre trent’anni attraverso l’attività editoriale di ECM con una attenzione spasmodica, con taglio qualitativo altissimo ma fruibile da tutti coloro che vorranno seguire un percorso reso accessibile, in affascinanti luoghi storico-artistici. Non si nasconde che l’intento è di coniugare divulgazione della cultura musicale contemporanea con turismo di qualità.

 

Con l’aiuto di tutta la città, Contaminazioni Contemporanee diventerà negli anni un appuntamento fisso, un punto d’eccellenza non solo nazionale ma internazionalmente dedicato alle nuove sintesi  musicali dell’oggi.

 

LUOGHI DI SVOLGIMENTO

 

1)    Teatro G.Donizetti

2)   Basilica di Santa Maria Maggiore o altro luogo da definire

TUTTI GLI EVENTI SARANNO GRATUITI

PRENOTAZIONI

 

L’INGRESSO agli eventi sarà gratuito sino a esaurimento dei posti.

 

La PRENOTAZIONE è obbligatoria da effettuarsi presso la segreteria del festival c/o CEC Servizi 035-249899 oppure all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

www.contaminazionicontemporanee.it

 

 

 

 

 

PROGRAMMA del FESTIVAL

Il programma preliminare dei concerti pubblicato in questa stampa, potrà subire delle variazioni

TUTTI GLI EVENTI SONO AD INGRESSO GRATUITO

 

 

 

Giovedì 22 MAGGIO 2008

 

INAUGURAZIONE del FESTIVAL

 

ore 21.00

Teatro G.Donizetti – Città Bassa

ON THE WING

STEPHAN MICUS

Stephan Micus (duduk, shakuhachi, bavarian zither, kalimba, nay, nohkan, voice, tapes)

prima italiana

        

Venerdì 23 MAGGIO  2008

 

ore 21.00

Teatro G.Donizetti – Città Bassa

BETWEEN TWO MIRRORS

HELENA TULVE – ARVO PÄRT  - ERKII SVENN TÜÜR – HANS ELLER

The New Tallinn Trio

Marrit Gerretz-Traksmann (piano), Harry Traksamann (violino), Kaido Kelder (violoncello)

prima italiana

Sabato 24 MAGGIO 2008

 

ore 21.00

Teatro G.Donizetti – Città Bassa

THE WIND

KAYHAN KALHOR – ERDAL ERZICAN

Kayhan Kalhor (kamancheh), Erdal Erzican (baglama)

prima italiana

 

 

Domenica 25 MAGGIO 2008

 

ore 21.00

Basilica di Santa Maria Maggiore – Città Alta

RAIN ON THE WINDOW

JOHN SURMAN – HOWARD MOODY

John Surman (sassofono soprano-baritono e clarinetto), Howard Moody (organo)

prima assoluta

 

        

 

ARTISTI

 

 

Stephan Micus

 

“Alcuni anni fa, mentre mi stavo recando con un autobus in Nepal è diventato chiaro in me come  doveva essere la mia musica. It was a very strong experience. E’ stata un’esperienza molto forte. We were driving through a valley at quite low altitude, maybe four to five hundred meters. Eravamo in  mezzo ad una valle a bassa quota, forse a quattro-cinquecento metri di altezza. In that area the landscape was very fertile. In quella zona il paesaggio è molto fertile. There were rice fields, water buffalos, children, trees, parrots and colourful villages full of vibrant life. C’erano campi di riso, bambini, alberi, pappagalli e villaggi colorati pieni di vita. Behind all of that one could see the mountains standing seven, eight thousand meters high, an inhospitable zone where no one can live.Dietro a tutto questo si potevano vedere le montagne che si stagliavano nel cielo per sette, otto mila metri di altezza, una zona inospitale, dove nessuno può vivere. They appeared to be a symbol of eternity and with their shining snow peaks, also of puritQueste montagne mi sembravano un simbolo di eternità e con le loro vette di neve brillante, anche di purezza. These two things side by side, colourful life and the eternal pure and unreachable, sometimes one dominating, sometimes the other, struck me to be the image of perfect music. Queste due cose, fianco a fianco, la vita colorata e la vita eterna, pura e non raggiungibile, in continuo dialogo l’uno con l’altro, in un continuo gioco di scambio dove uno domina e l’altro è dominato, mi è sembrata l'immagine perfetta della musica.The two opposites complemented one another; the fields would not have been so interesting without the mountains, and the mountains without the fields simply too cold. I due opposti si completano l’un con l’altro, i campi non sarebbe stata così interessanti senza le montagne, e le montagne senza i campi. Le montagne sarebbero parse fredde e senza vita.In my music I intend to have both of these elements present, the love of life’s emotions and this dimension of the eternal, unreachable. Nella mia musica ho l’intenzione di avere presenti entrambi questi elementi, l'amore per la vita e le emozioni di questa dimensione eterna, irraggiungibile. Music which emphasizes only one of these aspects becomes either too sweet or too cold. La musica, che mette in risalto solo uno di questi aspetti, o diventa troppo dolce o troppo fredda. The perfect balance of course, will appear for each listener to be in another place. Il perfetto equilibrio di questi fattori può portare l’ascoltatore altrove, in un equilibrio profondo e vibrante”.

From an interview with the magazine “Die Bühne”, AustriaDa una intervista con la rivista "Die Bühne", in Austria

 

Nato in Germania nel 1953, Stephan Micus fece il suo primo viaggio verso l'Oriente a sedici anni. Fascinated by the variety of musical cultures around the world Micus has travelled in virtually every Asian and European country as well as in Africa and the Americas. Affascinato dalla varietà di culture musicali di tutto il mondo Micus ha viaggiato in quasi tutti i paesi asiatici ed europei, nonché in Africa e nelle Americhe. Studying with local master musicians he learned to play numerous traditional instruments, many of them unknown in the Western world. Studiando con i musicisti locali il maestro ha imparato a suonare numerosi strumenti tradizionali, molti dei quali sconosciuti nel mondo occidentale. However, Micus‘s intention is not to play these instruments in a traditional manner, but rather to develop the fresh musical possibilities which he feels are inherent in them.Tuttavia l'intenzione di Micus non è quella di riprodurre questi strumenti in modo tradizionale, ma piuttosto di sviluppare nuove possibilità musicali che lui sente insiti in essi. In many of his compositions, which he performs himself, he combines instruments that have never before been played together. In molte delle sue composizioni, egli combina strumenti che non sono mai stati suonati ed utilizzati insieme. The resulting dialogues further reflect his vision of a transcultural music. I conseguenti dialoghi che ne scaturiscono riflettono la sua visione di una musica transculturale.

In addition to his exclusively acoustic instruments Micus also uses his voice, at times – with multitrack recording techniques – creating whole choral pieces by himself.Oltre all’utilizzo di strumenti acustici Micus si serve anche della sua voce, a volte - con le tecniche di registrazione multitraccia – crea pezzi corali cantati in vari momenti e che successivamente monta in studio di registrazione. The words he sings usually do not carry any known meaning.Le parole che canta in genere non hanno alcun significato, However, on Athos he set to music ancient Greek prayers to the Virgin Mary, on Desert Poems he performed two original poems in English and on Life he has set to music an ancient Japanese Koan.tuttavia, nel suo lavoro “Athos” ha utilizzato antiche preghiere greche dedicate alla Vergine Maria mentre in “Desert Poems” ha utilizzato due poesie originali in lingua inglese e una sulla vita che ha tratto dalla musica antica giapponese Koan.

Many of Europe’s leading dance companies have chosen his work for their productions.Molti Compagnie di Danza Europee per le loro produzioni hanno scelto le sue composizioni.

He has performed hundreds of solo concerts over the last 30 years throughout Europe, Asia and the Americas.Egli ha eseguito centinaia di concerti da solista nel corso degli ultimi 30 anni in tutta Europa, in Asia e nelle Americhe.


StudiesMicus He has studied a variety of instruments including guitar, concert-flute, sitar in Benares (India), flamenco guitar in Granada (Spain), shakuhachi (Japanese bamboo flute) and sho (Japanese mouth organ) in Kyoto (Japan), suling (Balinese flute) in Ubud (Bali), Uillean pipes in Carna (Ireland), sinding (African harp) in Gambia, dondon (talking drum) in Accra (Ghana), doussn’ gouni (African harp) in Bamako (Mali), duduki (Georgian oboe) and Georgian polyphonic choral singing in Tbilisi (Georgia), hné (Burmese oboe) in Yangon and Mandalay (Myanmar), duduk (Armenian oboe) in Yerevan (Armenia), bagana (Ethiopian lyre) in Addis Abeba, nohkan (flute of the noh theatre) in kyoto (japan).Mischa studiato una serie di strumenti tra cui chitarra, flauto da concerto, sitar a Benares (India), la chitarra di flamenco a Granada (Spagna), shakuhachi (flauto di bambù giapponese) e sho (giapponese bocca) a Kyoto (Giappone), il suling (flauto Balinese), in Ubud (Bali), Uillean pipe in Carna (Irlanda), sinding (arpa africana), in Gambia, dondon (parlando a tamburo) e di Accra (Ghana), doussn 'gouni (arpa africana) a Bamako (Mali), duduki (oboe Georgiano), e il canto corale polifonico georgiano di Tbilisi (Georgia), hné (oboe birmano) a Yangon e Mandalay (Myanmar), duduk (oboe armeno), in Yerevan (Armenia), bagana (lira etiope), ad Addis Abeba, nohkan (Il flauto del teatro Noh) a Kyoto (Giappone). Bulgarian polyphonic choral singing in Plovdiv (Bulgaria Canto corale polifonico bulgaro a Plovdiv (Bulgaria).


In search of musical culture and context Micus has travelled extensively, in particular in India, Japan, Indonesia, Korea, Afghanistan, Morocco, Algeria, Tunisia, Thailand, Egypt, Burma, Sri Lanka, Turkey, USA, Canada, Israel, China, Gambia, Senegal, Nepal, Ladakh, Sinkiang, Venezuela, Tanzania, Argentina, Peru, Ghana, Mali, Jordan, Georgia, Ethiopia, Pakistan, Yemen, Cuba, Lebanon, Laos, Vietnam, Cambodia, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Cabo Verde, Mauretania, Armenia, KarabagIn cerca di culture e paesaggi musicali diversi Micus ha viaggiato molto, in particolare in India, Giappone, Indonesia, Corea, Afghanistan, Marocco, Algeria, Tunisia, Thailandia, Egitto, Birmania, Sri Lanka, Turchia, Stati Uniti d'America, Canada, Israele, Cina, Gambia, Senegal, Nepal, Ladakh, Sinkiang, Venezuela, Tanzania, Argentina, Perù, Ghana, Mali, Marocco, Giordania, Georgia, Etiopia, Pakistan, Yemen, Cuba, Libano, Laos, Vietnam, Cambogia, Uzbekistan, Kirghizistan, Capo Verde, Mauritania , Armenia, Karabagh.

 

 

 

Helena Tulve

 

Helena Tulve è nata a Tartu in Estonia nel 1972, ha studiato composizione presso l'Accademia di Musica Estone con Erkki-Sven Tüür ed Arvo Part.

Tulve si è laureata in composizione nel 1994 con Jacques Charpentier presso il Conservatoire Superieur de Paris.

Tulve appartiene alle giovani generazioni di compositori estoni che per creare la propria musica, si concentrano sul suono e le sonorità. Le opere di Tulve forniscono una corretta idea della ricchezza e della varietà delle sue esperienze culturali: dalla scuola francese di musica spettrale, allo sperimentalismo dell’IRCAM con echi di canto gregoriano e musiche orientali. Derivanti dalla sua raffinata elaborazione del suono, l'approccio di Tulve è "fluido", il suo processo di composizione non è basato su rigide architetture predefinite. La singolarità e il potere della musica di Helena Tulve è quella della suggestione, è la felice combinazione di precisione analitica e di un’intuitiva definizione delle immagini. L'atmosfera delle sue composizioni suggerisce la metafisica e  l’esistenzialismo.

Durante la stagione 2001/2002, Helena Tulve è stata compositore dell’Estonian Philharmonic Chamber Choir. Commissionato dal coro, la sua opera da camera “Getting It Is So Dark” è stato presentato in anteprima nel giugno 2004.

Tra gli altri premi, Tulve ha ricevuto il primo premio 'UNESCO `s International Rostrum of Composers (2004) e la “Fondation Prince Pierre de Monaco Award” (2006). Le composizioni di Helena Tulve sono state eseguite in molti paesi europei, negli Stati Uniti e in Canada. Il suo primo album “Sula” è stato pubblicato dalla Radio Estone nel giugno del 2005. In occasione dell’uscita del suo ultimo lavoro pubblicato  dall’etichetta discografica ECM Records e durante la 3° edizione del festival di musica contemporanea “Contaminazioni Contemporanee” presenterà alcuni suoi lavori interpretati dal trio “The New Tallinn Trio”.

 

The New Tallinn Trio

Marrit Gerretz-Traksmann (piano),

Harry Traksamann (violino)

Kaido Kelder (violoncello)

 

Il New Tallinn Trio è stato fondato nel 1997 da tre eccellenti musicisti estoni.; la pianista Marrit Gerretz - Traksmann, il violinista Harry Traksmann e il violoncellista Kaido Kelder.

In questi anni il New Tallinn Trio si è aggiudicato diversi concorsi: il premio "Con Brio" Competition Tallinn Estonia (1998) e il Kuhmo International Trio Competition della Finlandia (1998).

Nel mese di aprile del 2000 il gruppo ha vinto il 2° premio del “2nd International J. Brahms Chamber Music Competition di Danzica in Polonia.

Inoltre, sempre nel 2000, al New Tallinn Trio è stato assegnato il premio annuale dell’Estonian Cultural Endowment estone per l’importante attività concertistica svolta nel 2000.

Nel 2000/2001 il Trio rappresenta l’Estonia nella serie di concerti "Upbeat / Nordic Talents", che introduce i migliori giovani musicisti nell’area del Mar Baltico e nei paesi nordici. Questo è un progetto congiunto che coinvolge l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Norvegia e le Svezia.

Il trio si esibisce regolarmente nell’Estonian Concet Hall e ha compiuto numerose registrazioni per la Radio Televisione Estone. Il trio inoltre si è esibito all’”Usedomer Musikfestival (Germania), nel Festival "Culturescapes" in Svizzera, nel “Chamber Music Festivals” in Kaustinen e in Ahvenamaa (Finlandia), cosi come in Russia, Inghilterra, Svezia,  Norvigia, Francia e Austria.

Contaminazioni Contempornaee. è la loro prima apparizione in Italia.

 

 

 

 

Kayhan Kalhor

 

Il musicista iraniano Kayhan Kalhor è conosciuto in Occidente come membro del duo Ghazal, con cui ha inciso tre album per l'americana Shanachie e uno per la tedesca ECM (The Rain), è un virtuoso del kamancheh, sorta di violino arabo che si suona con l'archetto, tenendolo però in posizione verticale. In questa occasione non ha più al suo fianco il sitarista indiano Shujaat Husain Khan, suo partner nei Ghazal, sostituito dal turco Erdal Erzincan al baglama (strumento appartenente alla famiglia del liuto arabo come l'oud, ma con cassa più piccola e meno corde, noto anche col nome di saz).

L'album che presenteremo durante il festival, registrato a Istanbul in uno studio, è costituito da una serie di improvvisazioni su temi persiani e turchi, affrontate dai due musicisti in un dialogo paritetico che si svolge lungo le dodici parti in cui è diviso il lavoro. La frammentazione è comunque solo apparente, dal momento che i brani si succedono con continuità e senza pause evidenti,

La musica del duo è profondamente radicata nelle tradizioni dei rispettivi paesi d'origine, che vengono mirabilmente fuse e sintetizzate attraverso il linguaggio comune dell'improvvisazione. La ricerca non coinvolge elementi di musica occidentale (come avviene invece nel caso di Anouar Brahem e Rabih Abou-Khalil), che rimane pertanto estranea a questa fusion tutta mediorientale, nonostante Kalhor abbia studiato anche musica classica occidentale presso il Conservatorio di S. Cecilia in Roma e la Carleton University di Ottawa.

Come sempre in questi casi è consigliabile accostarsi alla musica con una diversa apertura mentale e molta concentrazione, per potersi sintonizzare più agevolmente col ricchissimo mondo interiore evocato dalle note dei due artisti. Sia Kalhor che Erzincan si dimostrano abili improvvisatori, e il loro dialogo strumentale presenta numerosi stimoli capaci di gratificare l'ascoltatore non casuale, confezionando un altro lavoro notevole che va ad arricchire il non numeroso settore etnico del catalogo ECM.

 

Kayhan Kalhor è nato a Teheran nel 1963. All'età di sette anni ha iniziato i suoi studi musicali con il maestro Ahmad Mohajer. E’ stato un bambino prodigio e con il suo kamancheh, è stato invitato a tredici anni a lavorare alla Radio e alla Televisione Nazionale Iraniana, dove ha suonato per cinque anni.

A diciassette anni, Kalhor ha iniziato a lavorare con il Shayda Ensemble  del centro culturale Chavosh, la più prestigiosa organizzazione artistica di quegli anni in Iran. Mentre si esibiva con Shayda, ha proseguito lo studio del repertorio classico iraniano (radif) con diversi maestri. Egli ha anche assorbito repertori e stili regionali nel corso dei suoi viaggi in Iran, comprese quelle del Khorasan nel nord-est e ad ovest del Kurdistan.

Kalhor ha studiato musica classica occidentale a Roma e presso la Carleton University di Ottawa, in Canada. Ha composto opere per i più celebri cantanti Iraniani, tra cui Mohammad Reza Shajarian e Shahram Nazeri, e si è esibito con i più grandi maestri iraniani, tra cui Faramarz Payvar e Hossein Alizadeh. Nel 1991 ha co-fondato Dastan, il celebre ensemble di musica classica persiana, e nel 1997 con Khan Shujaat ha fondato il gruppo “Ghazal”.

Dopo "The Rain", il suo album che ha ottenuto una nomination ai Grammy Awards con il gruppo Ghazal, arriva "The Wind", il concerto che sarà presentato durante la 3° edizione di Conteminazioni Contemporanee è una documentazione del primo incontro di Kayhan Kalhor con Erdal Erzincan. Il disco presenta una musica che attanaglia, una musica di confine, pervasiva, penetrante, che ci proietta in nuovi spazi alla ricerca di nuove energie. Ma è anche musica saldamente ancorata alla tradizione classica e folk della Persia e della Turchia.  La porta occidentale aperta verso l’oriente dialoga con la tradizione orientale.

"Perché io vengo da un background musicale, che è ampiamente basato sull’improvvisazione, mi piace esplorare quest’elemento con musicisti provenienti da diverse tradizioni, per vedere che cosa siamo in grado di scoprire insieme. Sentire l'acqua – è mettere un piede a sinistra, per così dire, in Turchia, e un piede a destra, in India”. Queste nazioni sono tra di  loro geograficamente, fisicamente e musicalmente lontane e attraverso il mio lavoro sto cercando di capire le nostre differenze. Qual è la differenza tra Shujaat e Erdal? Qual’è il più grande divario? E dove mi porterà? "

 

“Quello che sto cercando di fare in questo tipo di progetti, con Shujaat e ora con Erdal è quello di conoscere la musica e l'esperienza del mondo attraverso i loro occhi. E non sto cercando di cambiare quello che fanno ma di offrire loro un’altra visione. La musica turca, per esempio, è molto basata su canzoni tradizionali. Il tipo d’improvvisazione che io e Erdal stiamo sperimentando  è qualcosa che è stato dimenticato ... "

 

 

 

 

 

Erdal Erzican

 

In Turchia, Erdal Erzincan è considerato il più straordinario esponente della tradizione anatolica.

Nato a Erzumrum nel 1971, in giovane età ha cominciato ad interessarsi alla musica folk della sua regione. Formatosi sulla baglama, si trasferisce a Istanbul nel 1985, e prende lezioni presso la Scuola di Musica Arif Sag.

Durante gli studi presso l'Università Tecnica di Istanbul, alla fine del 1980, ha iniziato a suonare la baglama utilizzando il metodo “pizzicato” cioè utilizzando le dita contrapponendolo all’uso più comune del plettro alla ricerca di nuovi suoni e stili esecutivi.

Il suo primo album da solista "Tore" è stato realizzato nel 1994, ed è stato il primo di molti dischi di successo che gli hanno permesso di imporsi non solo nel suo paese ma sulla scena musicale internazionale. Nel 1996 Erzincan con Arif Sag ha collaborato con la Filarmonica di Colonia, ad un progetto musicale che poi ha proseguito nel 2004 con l'Ambassade Symphony Orchestra di Vienna. Erdal Erzincan insegna presso una scuola di musica che porta il suo nome ed è a capo di una Baglama Orchestra composta da 25 dei suoi migliori studenti.

 

 

 

 

 

“Ho incontrato per la prima volta Howard Moody, quando ha diretto la prima edizione dei “Proverbs & Songs” nella cattedrale di Salisbury. L’organista di questi concerti era John Taylor, ma in diverse successive esecuzioni, quando John non era disponibile, Howard ha assunto il ruolo di organista. Mi è piaciuto molto l’approccio di Howard alla sezioni delle improvvisazioni e abbiamo deciso che avremmo dovuto tentare di fare un lavoro d'improvvisazione in più di suonare insieme in futuro. Ho continuato a lavorare con Howard quando egli mi ha invitato a comporre alcuni pezzi per la Sarum Orchestra - di cui è conduttore e direttore musicale. Finalmente, dopo qualche eccitante 'workshopping' nella chiesa di Penshurst nel Kent, eravamo pronti a registrare insieme. Manfred Eicher ci ha dato l'opportunità di fare questo nella splendida acustica della chiesa Ullern di Oslo. La musica è la registrazione su una miscela di composizioni originali, improvvisazioni e canti popolari tradizionali” John Surman

 

John Surman

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John Douglas Surman (nato il 30 Agosto 1944 a Tavistock, Devon, Inghilterra) è un musicista jazz di sassofono, clarinetto basso e sintetizzatore; è anche compositore di free jazz e modal jazz usando spesso temi di musica folk. Ha anche composto musiche per danza e colonne sonore di film.

John Surman ha cominciato a farsi notare come sassofonista baritono nella band di Mike Westbrook nella metà degli anni '60. Di lì a breve cominciò a suonare anche il sassofono soprano e il clarinetto basso. Apparve per la prima volta in una registrazione assieme al Peter Lemer Quintet nel 1966. Dopo altri dischi registrati assieme ai musicisti jazz Mike Westbrook e Graham Collier e al musicista blues-rock Alexis Korner, incise il suo primo disco nel 1968.

Nel 1969 fondò lo stimato e influente gruppo The Trio assieme a due emigranti americani, il bassista Barre Phillips e il batterista Stu Martin. Verso la metà degli anni '70 formò uno dei primi gruppi esclusivamente composti di sassofoni, gli S.O.S., assieme al contralto Mike Osborne e al tenore Alan Skidmore. Durante questo periodo iniziale registrò, tra gli altri, anche assieme al sassofonista Ronnie Scott, al chitarrista John McLaughlin, il compositore Michael Gibbs, il trombonista Albert Mangelsdorffe il pianista Chris McGregor, fondatore dei Brotherhood of Breath.

Nel 1972 aveva già cominciato a sperimentare con i sintetizzatori. Quell'anno registrò Westering Home, il primo di una serie di progetti dove le parti venivano tutte suonate da lui. Registrò il suo ultimo album assieme a Mike Westbrook, 'Citadel/Room 315', nel 1975. Molti critici ritengono questo album la più alta espressione di Surman negli assoli di contralto e baritono tra i lavori realizzati assieme a Westbrook.

Molti dei contatti che vennero stabiliti negli anni '70 si sono perpetuate a quest'oggi. Tra questi vi si trovano in un quartetto il pianista John Taylor, il bassista Chris Laurence, il batterista John Marshall; in un duetto e altri progetti la cantante norvegese Karin Krog; e un altro duetto e altri progetti assieme al batterista/pianista americano Jack DeJohnette.

Anche la collaborazione con l'etichetta ECM Records è stata continua e prolifica dalla fine degli anni '70 ad oggi: per questa casa ha suonato clarino basso, flauto dolce, sassofoni soprano e baritono, sintetizzatore, sia come solista che assieme ad una vasta selezione di altri musicisti.

Recentemente ha composto diverse suites che lo vedono impegnato in contesti particolarmente inusuali, come ad esempio un lavoro per organo e coro (Proverbs and Songs, 1996), assieme ad un quintetto d'archi classico (Coruscating) e con i London Brass e Jack DeJohnette (Free and Equal, 2001). Surman ha anche suonato in un trio particolarmente originale assieme al suonatore tunisino di oud Anouar Brahem  (che è stato ospite della 2° edizione di Contaminazioni Contemporanee) e il bassista Dave Holland (Thimar, 1997); si è esibito nelle composizioni di John Dowland assieme al cantante John Potter dei Hilliard Ensemble; inoltre ha contribuito all'album di musica Drum 'n' Bass Disappeared di Spring Heel Jack.

Altri musicisti con cui ha lavorato includono il bassista Miroslav Vitous, il musicista Gil Evans, il pianista Paul Bley, i chitarristi Terje Rypdal e John Abercrombie, e il trombettista Tomasz Stanko.

In questa occasione presenta il suo ultimo lavoro con il compositore e musicista Howard Moody.

 

 

Howard Moody

 

Howard Moody ha una versatile carriera come compositore, direttore d’orchestra e pianista. He is principal conductor and artistic director of Sarum Orchestra and has also conducted the BBC Symphony Orchestra, the Hallé Orchestra, Bournemouth Orchestras, the Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, Ulster Orchestra, Orchestra delle Toscana, IAPS Orchestras, Opera Factory, Icelandic Opera, Netherlands Radio Chorus, Romanian State Chorus, Schola Cantorum, Salisbury Festival Chorus, Monteverdi Choir, Orchestre Révolutionnaire et Romantique, Orchestra of the Age of Enlightenment, IAPS Orchestras, Jupiter Orchestra, Wolsey Orchestra, Emerald Ensemble, Endymion Ensemble, and numerous choral groups throughout Europe. Egli è il direttore d’orchestra e direttore artistico della “Sarum Orchestra” e ha anche condotto la “BBC Symphony Orchestra”, la “Hallé Orchestra”, la “Bournemouth Orchestra”, la “Royal Liverpool Philharmonic Orchestra”, la “Ulster Orchestra”, l’Orchestra delle Toscana, la “Orchestre IAPS”, l’”Opera Factory”, l’”Island Opera”, il coro della “Netherlands Radio”, il Coro di Stato Rumeno, la “Schola Cantorum”, il “Salisbury Festival Chorus”, il “Monteverdi Choir,” l’”Orchestre Révolutionnaire et Romantique”, l’”Orchestra dell 'Age of Enlightenment”, la “IAPS Orchestre”, la “Jupiter Orchestra”, l’”Orchestra Wolsey”, L’”Emerald Ensemble”, l’”Endymion Ensemble,” e numerosi gruppi corali in tutta Europa. In addition he has worked in the West End as a musical director and has also worked on the music staff of ENO and Glyndebourne. Inoltre ha lavorato nel West End come direttore musicale e ha anche lavorato sulla musica e il personaggio di ENO Glyndebourne. He has recorded for the BBC, Netherlands Radio, Chandos, and ECM. Ha inciso per la BBC, la Netherlands Radio, Chandos, ed ECM.

Commissions as a composer include the Salisbury Festival, Southern Cathedrals Festival, English National Opera, Childrens Music Workshop, Bangladesh Festival, Station House Opera, Jack De Johnette, The National Forest Project, and the Anvil.Commissioni come compositore includono il Salisbury Festival, il Southern Cathedrals Festival, l’English National Opera, la Childrens Music Workshop, il Bangladesh Festival, la Station House Opera, Jack De Johnette, The National Forest Project, e l’Anvil.

Ha scritto un Requiem con il chitarrista di flamenco Paco Peña e, più di recente, un grande  oratorio per i ragazzi del coro e dell’orchestra che ha aperto il Festival di Lichfield 2005.

As a keyboard player he plays harpsichord, organ, fortepiano, modern piano and synthesizers, performing in numerous international festivals.Come tastierista suona il clavicembalo, l’organo, il fortepiano, il pianoforte e alcuni sintetizzatori moderni e si è esibito in numerosi festival internazionali. As a pianist he has given many recitals with violinist Ken Aiso and tenor Nigel Robson, soprano Lynne Dawson and cellist David Watkin (with whom he has recorded the Beethoven Cello Sonatas)Come pianista ha eseguito molti recital con il violinista Ken Aiso, il tenore Nigel Robson, la soprano Lynne Dawson e il violoncellista David Watkin (con cui ha registrato la “Beethoven Cello Sonatas”). He is also keyboard player for the English Baroque Soloists (working closely with Sir John Eliot Gardiner, during the 2000 Bach Pilgrimage as keyboard continuo player and assistant conductor). Egli è anche il pianista dell’English Baroque Soloists (nel corso del 2000 ha lavorato in stretta collaborazione con Sir John Eliot Gardiner, come pianista di Bach e come assistente alla direzione d’orchestra). He has also played with the Academy of St Martin in the Fields and the Orchestra af St John’s as well as in ensembles with members of the Orchestra of the Age of Enlightenment and the London Symphony Orchestra. Ha anche suonato con l’”Academy of St Martin in the Fields” e l’”Orchestra af St John’s” così come in ensemble con i membri dell’”Orchestra of the Age of Enlightenment” e la “London Symphony Orchestra”.

He has worked extensively with John Surman with whom he has toured many international jazz festivals as both conductor and improviser, giving many performances of the award-winning album Proverbs and Songs (that received a Mercury award).Ha lavorato a lungo con John Surman, con il quale ha partecipato a molti festival internazionali di jazz sia come direttore che come improvvisatore, eseguendo il pluripremiato album “Proverbs and Songs” (che ha ricevuto il premio Mercury). He has recently given the premiere of Surman's concerto for saxophone and piano Ultimate Voyage as conductor and pianist and has transcribed and orchestrated the album Road to St Ives .

Durante il festival Contaminazioni Contemporanee presenterà il suo l’ultimo lavoro con John Surman, pubblicato dalla casa discografica ECM, dal titolo “Rain on the Window” che comprende musica d’improvvisazione per organo e sassofono.

Other collaborations have included working with musicians and artists as diverse as Marianne Faithfull and Marc Almond (including orchestrating and arranging their songs), Abdullah Ibrahim, the poet Ian McMillan (with whom he has written a musical), David Jackson, Barry Guy, the opera director David Freeman, singer Marie Angel and the jazz trio Terza Rima.Altre collaborazioni lo hanno portato a suonare con diversi musicisti e artisti come Marianne Faithfull e Marc Almond, Abdullah Ibrahim, il poeta Ian McMillan (con cui ha scritto un musical), David Jackson, Barry Guy, con il regista David Freeman, la cantante Marie Angel e il trio jazz Terza Rima.

He studied at New College Oxford (organ scholar) and the Guildhall School of Music.Ha studiato al New College di Oxford e alla Guildhall School of Music. He was a prizewinner in both diplomas of the Royal College of Organists and was also principal second violin in the National Youth Orchestra of Great Britain. Ha vinto entrambi i diplomi del Royal College of Organists ed è anche stato secondo violino nella “National Youth Orchestra of Great Britain”.

 

 

ORGANIZZAZIONE

 

 

VERBO ESSERE

Associazione Culturale per le arti Contemporanee

 

Verbo Essere, associazione culturale per le arti contemporanee, è un’associazione no profit indipendente, impegnata nella divulgazione, nella promozione delle arti contemporanee e nel sostegno dei giovani artisti.

Il  progetto artistico-culturale di Verbo Essere è quello di attuare progetti realizzando mostre d’arte contemporanea, festival ed altri eventi culturali, facendo in esse intervenire relatori, curatori, artisti a sostegno dello scambio culturale, mettendo a confronto artisti di nazionalità diverse con la città che li ospita.

L’associazione si muove innanzitutto su un terreno inesplorato cercando di fotografare “l’interessante”, prestando attenzione alla sensibilità del pubblico e avendo un occhio di riguardo a quel pubblico che cerca avvenimenti culturali di qualità e di ricerca.

 

Presidente: Alessandro Bettonagli

www.verboessere.org

 

 

 

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