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Sabato 29 Novembre 2008 LA NOTTE DEI CANTAUTORI STRANI BUGO in concerto + Carlo Pestelli, Stefano Amen, Matteo Castellano, Deian e l’orso glabro e Vittorio Cane @ Hiroshima Mon Amour - Sala Majakowskij ore 21.00, ingresso 10.00 euro A Torino, città adagiata sulle sponde del Po, da qualche anno in qua spira aria di canzone d’autore. L’elenco ormai tende all’infinito e alla vecchia scuola di Giaccone, Lalli, Carlo Pestelli, Massimo Lajolo, Federico Sirianni, Gianluca Bargis, si aggiungono i nuovi cantastorie tra i quali ricordiamo Mattia Donna, Antimusica, Stefano Amen, Matteo Castellano, Deian, Vittorio Cane e tanti altri. "La notte dei cantautori strani" è la notte in cui alcuni rappresentanti della vivacissima scena cantautorale locale sono chiamati a raccolta per presentare la loro opera. Per l’occasione cinque autori torinesi - Deian e l'Orso Glabro, Carlo Pestelli, Stefano Amen, Matteo Castellani e Vittorio Cane - saliranno sul palco con le loro "anomale" proposte musicali, e alla fine della serata ci sarà il concerto di quello che si può considerare il "padre" di questo filone, il grande Bugo. Surreale, irresistibile e più in forma che mai, BUGO con il suo ultimo album “Contatti”, ha rotto gli argini dell’underground per conquistare un pubblico sempre più ampio, mantenendo inalterate credibilità e follia . Il suo recente tour compatto ed essenziale, è stata una delle rare ventate di aria fresca che hanno attraversato questo 2008 . Carlo Pestelli è invece impegnato sul versante dell'ironia militante, lo si vede spesso suonare a Torino e dintorni, da solo o con Mario Congiu alla chitarra, Vito Miccolis degli El Tres alle percussioni, Giorgio Li Calzi alla tromba e Gianni Coscia alla fisarmonica. Dopo le prime esperienze a base di rock, Carlo scopre le musica folk, rimanendo affascinato dalle esperienze dei cantacronache come Michele Straniero e Fausto Amodei. Così, tenendo ben presente il percorso dei cantautori italiani, tra cui Lolli, De Andrè e Ciampi inventa uno stile tutto suo fatto di ballate cantautorali e canzoni intelligentemente ironiche che diventano le due facce di una stessa medaglia. Deian, seguito dall’immancabile clan de Lorsoglabro, è attivo da ormai quattro anni e in procinto di far uscire il suo primo disco ufficiale. Le sue canzoni, lontane dallo stile cantautorale italiano, esplorano un mondo interiore fatto di visioni oniriche, sensazione ed esperienze filtrate da una sensibilità fuori dal comune. L’arrangiamento musicale è molto vario e trasversale (folk, rock, jazz, psichedelica), tanto che Deian, coniando un nuovo aggettivo, parla direttamente di musica orsoglabrica. Vittorio Cane, pseudonimo di Claudio Cosimato, è alle prese con il suo secondo disco, dall’esplicito titolo Secondo. Il disco ben risponde a tutte le sfumature della civiltà urbana che l’autore prova a rappresentare e che fa da sfondo anche nei brani più introspettivi. Secondo è un album dalle grandi collaborazioni: oltre alla presenza di Mao e Remo Remotti, da sottolineare le collaborazioni strumentali di Paolo Spaccamonti e Stefano Danusso su tutti, rispettivamente alla chitarra acustica e al basso. Matteo Castellano è autore dell’album “I funghi velenosi”. Il nome dell’album si riferisce all’inganno, allo scarto tra realtà e apparenza: “sono molte le specie di funghi che possono trarre in inganno per la bellezza del colore o il candore del gambo. Notato positivamente anche dalla prestigiosa rivista “Blow up”, il giovane cantautore di Fossano fonde i toni drammatici e pessimisti della sua vena creativa con l’esperienza di artista di strada nelle vie del centro di Torino. Le sue composizioni riflettono una realtà cruda e sofferta, che però viene reinterpretata con un’ironia tagliente: il risultato è un campionario di ritratti umani, bizzarri e poeticamente malinconici. Lo spirito dell’artista di strada, ribelle e un po’ sregolato, promette un’esibizione degna di nota.
Stefano Amen è un altro cantastorie torinese dai testi al vetriolo e dal modo apparentemente scomposto di interpretare. Le canzoni sembrano quasi eseguite in base a sensazioni estemporanee altalenanti, spesso dilatate in chiave visionaria. Una voce roca, talvolta stentata, talvolta dai toni bassi, impostata alla Buscaglione. Originale, coinvolge e tiene alta l’attenzione. Dichiaratamente ispirato a Bob Dylan e con riferimenti alla vecchia scena cantautoriale italiana: Gaber, Claudio Lolli, De Andrè. Pochi strumenti accostati in modo sui generis, del tutto imprevedibile. Stefano canta le sue storie borderline creando un racconto musicale immaginifico, che spesso tocca i toni della narrazione vera e propria. Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour Via Bossoli 83 – Torino Telefax 011 3175427 – email:
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