Un’esposizione originale, dopo tante mostre sulla Russia, sempre monografiche o monotematiche e con una sottolineatura ideologica. Questa volta è la Russia dell’avanguardia spirituale, anziché politica, dell’esplorazione più profonda che da fine Ottocento arriva alla vigilia della rivoluzione bolscevica. E’ una Russia dialettica, dell’Impero nel quale l’individuo si perde e smarrendosi dialoga con i diversi ‘orienti’. L’obiettivo della mostra è mostrare la varietà e la profondità di questo periodo dell’arte russa e la contaminazione, ma anche la rielaborazione che di questo immenso territorio così variegato propongono gli artisti. Un obiettivo ampiamente conquistato. Tra orientalismo e desiderio di un viaggio autentico nell’altrove che regala opere di grande raffinatezza.

Il Rinascimento pratese, un percorso di grande raffinatezza per una mostra ben allestita, ricca senza eccessi, ambientata nell’elegante Palazzo Pretorio di recente restauro. Didascalie e audio guida ben fatte e un’illuminazione accogliente con panelli che accompagnano, decorano senza leziosità. Buona selezione di opere, alcune non troppo esposte per un ‘soggiorno’ storico sul territorio. Selezione di grande pregio.

Inaugurazione 18 ottobre 2013 ore 18.00 - I soggetti di Lee Jeffries, fotografo quarantunenne di Manchester, sono persone senza fissa dimora, emarginati, uomini e donne esclusi dall’attività sociale incontrati camminando per le strade dell’Europa e degli Stati Uniti. Il suo orientamento artistico muta con l’incontro casuale nelle vie di Londra di una ragazza senzatetto di cui ruba con il teleobiettivo una foto. Questo primo approccio gli insegna ad anteporre la conoscenza di ciascuno dei soggetti all’urgenza di fare loro un ritratto fotografico e, da allora, i suoi scatti diventano immagine delle sue convinzioni e della sua compassione per il mondo.

Digital Life quest’anno presenta Liquid Landscapes, una serie di installazioni video che riassumono - in numerose e colorate immagini - il concetto di paesaggio: un paesaggio liquido, evanescente e dai contorni indefinibili. Gli artisti che espongono le loro opere al Macro Testaccio di Roma, descrivono uno scenario dai mille volti, che può essere osservato da altrettante prospettive. Ci sono lande desolate, palazzi abbandonati, grattacieli infiniti, zone di confine e la Natura che, silenziosa ed apparentemente quieta, si riappropria dei suoi spazi e di ciò che l’uomo le ha tolto per far largo a nuove costruzioni moderne. Le installazioni in esposizione a Digital Life 2013, però, non sono composte solamente da videoproiezioni, ma anche da ambienti sonori, opere interattive, installazioni multimediali e così via. E’ un percorso tra le immagini e i suoni prodotti dalla natura e quelli creati dall’uomo. Allo stesso tempo è anche un viaggio dello spettatore dentro di sé, un cammino tra le proprie emozioni, sensazioni e percezioni, oltre che visive anche emotive. E’ un’ esposizione che sorprende, coinvolge e stravolge coloro i quali sono intenzionati a guardare il mondo con occhi aperti e nuove prospettive.

Al MAXXI una serata dedicata al grande designer industriale Corradino D'Ascanio, inventore della Vespa e di molti altri simboli del made in Italy. Genialità e semplicità, creatività e senso pratico, per chi ha contribuito a rendere l’industria italiana uno stile di vita e un modo di fare cultura. Ryder Italia, associazione per l'assistenza domiciliare ai malati oncologici terminali e la Fondazione Museo Piaggio lo hanno ricordato insieme. La Fondazione ha esposto il prototipo definitivo, il numero zero, della Vespa del 1945, forse il pezzo più prezioso della collazione Piaggio e prestato le immagini e i filmati che sono stati proiettati. L'attore dei Cesaroni, Antonello Fassari, ha letto i testi di Mario Cristiani, "I sogni non vanno fatti morire mai" che sotto forma di epistole raccontano la storia dell'inventore. Un modo per raccontare che l’arte e la cultura si sposano con l’impresa e con il territorio e possono sostenere l’economia sociale.

Dal 14 ottobre 2013, nello storico ITI Galileo Galilei di Roma, partono i corsi basati sul metodo del grande Alessandro Fersen, basati sulla tecnica psicoscenica dell’attore, una vera e propria grammatica interiore che costituisce la spina dorsale dell’interpretazione scenica.

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