Una mostra divisa su due sedi che marca l’attenzione per l’arte islamica – Firenze possiede una delle più grandi collezioni d’Europa – alla corte dei Medici e il loro rapporto contraddittorio e l’attenzione dei collezionisti che confermano il ruolo di crocevia culturale di Firenze nella storia.

Torna a Camogli (Genova), la città dei mille bianchi velieri, da giovedì 6 a domenica 9 settembre, il Festival della Comunicazione. Giunto alla sua V edizione è dedicato a comunicazione, futuro e innovazione ed ha ricevuto per questa edizione, dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Dal 4 ottobre 2018 sino al 3 febbraio 2019 sarà possibile ammirare a Palazzo Reale una straordinaria mostra dedicata a Carlo Carrà (1881 – 1966), uno dei più grandi maestri del Novecento, protagonista fondamentale dell’arte italiana e della pittura moderna europea, che ha lasciato un segno indelebile con uno stile che è rimasto vitale in tutta la sua produzione artistica. Si tratta della più ampia e importante rassegna antologica mai realizzata su Carrà, un’occasione irripetibile che vede riunite circa 130 opere, concesse in prestito dalle più importanti collezioni italiane e internazionali, pubbliche e private.

Presentata, nella sede della Cassa di Risparmio di Firenze, la prima edizionedi CI SONO SEMPRE PAROLE, [non] FESTIVAL delle NARRAZIONI POPOLARI (e IMPOPOLARI), in programma dal 6 ottobre al 30 novembre 2018 in varie sedi, rispettivamente a Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite e Montespertoli. La manifestazione è promossa e prodotta da Sistema museale Museo diffuso Empolese Valdelsa, Mudev e YAB Young Artists Bay, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio e CGIL, UIL e CISL Firenze. Tema la narrazione orale a partire dai ricordi e il valore della memoria. Obiettivo di questo non-Festival la valorizzazione del patrimonio e delle collezioni dei 21 musei del territorio ma soprattutto un progetto d’inclusione della cittadinanza protagonista del festival in una dimensione di ascolto non “passiva” da spettatore. L’idea è un’impresa culturale creativa per fare rete sul territorio.

L’anima mediterranea del festival Sete Sóis esonda a Pontedera e nelle sue periferie

E’ stato presentato al Palazzo del Consiglio Regionale della Toscana, a Firenze la XXVI edizione del Festival Internazionale Sete Sóis Sete Luas che si è svolto dall’ 8 al 25 luglio a Pontedera e dal 12 luglio anche a Roma a Palazzo Barberini. L'iniziativa promossa dal Comune di Pontedera, con il sostegno della Regione Toscana, della Nuova Imaie e della Banca Popolare di Lajatico, con la collaborazione della Pro Loco di Montecastello, il Gruppo Culturale Ricreativo il Mattone de La Rotta, l’Auser, l’Ospedale Lotti e l’Ufficio Turistico della Valdera, quest’anno si moltiplica e anima periferie e luoghi insoliti di Pontedera. Il festival conferma la sua volontà di unire popoli e storie diverse, rivitalizzando luoghi e tessuti urbani difficili, attraverso il linguaggio universale dell’arte, allargando il Mediterraneo oltre i confini naturali per diventare una metafora di un mare che unisce, chiasmo di culture.

Dal 1952 per la prima volta il Premio letterario Bancarella sbarca all’Isola d’Elba, sostenuto dalla Proloco di Marciana Marina che ha fortemente voluto la manifestazione: la finale sabato 7 luglio ha presentato la sestina vincente che sarà sul palco a Pontremoli il 22 luglio.

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