Non staremo qui a ricordare quanto nel mondo della musica e della cultura italiana si senta la mancanza del poliedrico talento di Enzo Iannacci, cantautore, cabarettista, pianista, compositore, attore, sceneggiatore e medico milanese, artista tra i più rappresentativi e prolifici del nostro paese non solo discograficamente, scomparso ora sono quasi cinque anni. Ci pensa, a mettere ancora in rilievo la statura artistica, musicale ed esistenziale unica e irripetibile di Jannacci uomo di musica e di spettacolo, l’interessante volume di Nando Mainardi “L’importante è esagerare - Storia di Enzo Jannacci ”, uscito per Vololibero, giovane casa editrice milanese che dispone già di un catalogo di libri musicali di grande interesse.

Dal 7 al 10 gennaio, il Teatro Elfo Puccini di Milano ha ospitato Moni Ovadia che, accompagnato al piano dal maestro Alessandro Nidi, ha reso omaggio ad Enzo Jannacci, “il cantore dei poveri cristi”, e al mondo delle sue canzoni, riproposte in una veste inedita, sempre però tra malinconia, ironia e partecipazione. Lo spettacolo “Il nostro Enzo... ricordando Jannacci” ha debuttato al Festival Astiteatro il 2 luglio 2014, sempre con musica dal vivo, eseguita però dalla Filarmonica Toscanini.

Jannacci arrenditi: pensavi di esser morto e sepolto dalla primavera del 2013, e invece sei vivo. Vivissimo. Soprattutto, regali tanta vitalità a tutti coloro i quali ancora ti voglion bene, e ti considerano un parente pur non avendo legami di sangue. Ci vorrebbe una serata al giorno per omaggiarti, ma vedrai che lo spettacolo in programma il prossimo 25 ottobre ti renderà onore. Alle 21, al Teatro comunale di Novate Milanese, il pubblico applaudirà il tuo repertorio così surreale e realistico, amaro e dolce, sentimentale e dissacrante.

Domenica, 07 Settembre 2014 18:48

Zin Zeta Forbeseta - Teatro nei Cortili (Milano)

E' andato in scena il 5 settembre presso il cortile di via Grassini 5, "Zin Zeta forbeseta (Una ballata per Milano)" all'interno della rassegna Teatro nei Cortili. Uno spettacolo che, unendo la magia della tradizione letteraria e musicale del dialetto milanese e l'atmosfera accogliente del cortile di ringhiera, veicola in pieno il significato della rassegna organizzata dal Teatro della Cooperativa: vivificare gli spazi della socialità e ricordare la bellezza di quella Milano proletaria dove non si faceva fatica a guardarsi negli occhi, a bere un goccio di vino in compagnia per poi finire, magari, a cantare insieme "o mia bela Madunina".

In uno dei suoi celebri aforismi, Oscar Wilde sentenziò che il giornalismo è illeggibile, mentre la letteratura non è letta. Chissà come avrebbe reagito il Bardo Irlandese di fronte alla prosa di Gianni Brera. Chi era Brera? Gli amanti delle facili classificazioni si arrendano. La classe non è acqua. Nel caso del ‘Gioànn’, la classe traeva ispirazione dall’acqua. Precisamente, dalle acque dell’Oltrepo Pavese.

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