Enrico Vulpiani

Articoli di Enrico Vulpiani

Sabato, 05 Dicembre 2015 14:39

Antigone - Teatro dell’Orologio (Roma)

Dal 24 novembre al 6 dicembre. Creonte ragiona, Antigone sviscera. Come dice Holderlin, l’essenza del tragico è essenza dell’uomo in sé. Del suo essere sia Creonte che Antigone. Anzi, di come l’esperienza “ventrale” di lei sia sepolta, con lei, sotto le angoscianti e fragili vittorie del cerebro razionale. La classicità attica, il candore apollineo erano contigui al nero, alle fognature impulsive della spiritualità. Il progetto è tirare fuori, da quella spiritualità, la terapia ammortizzante della violenza, dell’orientalità, dell’essere travolgentemente travolti da un Dio che è dentro di sé, né sopra né sotto. Così, mentre Creonte si sforza ad insegnare alla Polis a parlare, Antigone insegna a se stessa, prima di tutto, a ritornare prima del linguaggio. Filippo Gili presenta in prima nazionale la sua rilettura registica dell' "Antigone" di Sofocle, con una compagnia d'interpreti d'eccezione: Vanessa Scalera, Barbara Ronchi, Omar Sandrini, Alessandro Federico, Filippo Gili, Matteo Quinzi, Piergiorgio Bellocchio, Rosy Bonfiglio e Roberto Dellara.

Il celebre marchio Micca Club celebra il decimo anno di attività e allestisce, al Salone Margherita, per la seconda stagione, cinque spettacoli con un repertorio che va dai primi anni del XX secolo fino agli anni ‘50: “Velvet Cabaret” (9-16-23-30 novembre), “Swinglesque” (7-14-21 dicembre), “1920’s” (11-18-25 gennaio), “Lost Vegas Burlesque Show” (1-8-15 febbraio) ed “Elisir” (22-29 febbraio e 7-14 marzo). Si tratta di serate esclusive con musica live, note performer di burlesque, cantanti, ballerini, funamboli e maghi.

Istrionico, irriverente, vero animale da palcoscenico, Ascanio Celestini debutta al Romaeuropa Festival con “Laika”, il suo nuovo spettacolo che azzarda un tema a dir poco irrequieto: come sarebbe, cosa farebbe e cosa penserebbe Gesù se tornasse sulla Terra. Con il suo sguardo critico ad alta tensione, Celestini ci porta in un monolocale di periferia, con vista sul parcheggio di un supermercato: lì troviamo Gesù, mandato tra gli uomini non per salvarli, non per redimerli, ma solo per osservarli. Proprio per questo è cieco e a raccontargli quello spicchio asfaltato di mondo che si può vedere dalla finestra è un apostolo, Pietro. A simboleggiare la cecità di chi può osservare il mondo solo attraverso gli occhi di un altro, il monolocale è del tutto spoglio e, come fosse la soggettiva di Gesù, ascolteremo solo la voce di Pietro: la mancanza della vista umana diventa così la condizione per acquisire la vera vista, come Edipo. Gesù non vuole far entrare nessuno in quel monolocale, forse per lasciarsi andare a pensieri e riflessioni: sui miracoli, sul triste destino di Giuda, sul suicidio e soprattutto su quel povero barbone che vede attraverso gli occhi di Pietro, un emigrato clandestino arrivato su un barcone a dormire coperto di cartoni nel parcheggio davanti alla finestra. Accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei, capace di evocare atmosfere popolari e raffinate, con la sua carica di energia scenica Celestini narra di come il crollo delle ideologie stia erodendo anche le religioni, osservandole attraverso gli occhi senza vista di un povero Cristo.

"Perla, la Santa, la Regina, la Strega" è una trilogia che mette di fronte allo spettatore tre personaggi femminili, omicide “per istinto di sopravvivenza”. Si chiamano Perla, tutte e tre, nome che evoca la bellezza, la rarità, l’essere prezioso, ma che, contemporaneamente, richiama la resistenza di una materia forte, solida. Queste donne sfilano nell’aula di un tribunale, le troviamo a giudizio accusate di aver commesso un delitto. Hanno ucciso chi ha agito per impedire il raggiungimento dei loro obiettivi, o meglio delle loro vocazioni: la realizzazione di loro stesse. Ma il vero crimine, che si oppone loro, è di aver travalicato lo “specifico femminile”, di aver occupato una posizione di supremazia in feudi tradizionalmente maschili: l’amministrazione del rapporto con il trascendente, il potere politico, il sapere scientifico. Eppure nessuna di loro prova sensi di colpa, sentimento femminile per eccellenza. Al pubblico l’onere del giudizio.

Nell’ambito del festival “Teatri di Vetro”, Simone Perinelli, con la sua compagnia “Leviedelfool” porta in scena la sua ultima produzione “Made in China - Postcards from Van Gogh”, uno spettacolo che vuole mettere in relazione la sublimazione ed il tormento dell’arte con il suo sistematico ed asettico mercimonio. Un “cortocircuito che prende vita e nella mente trasforma per qualche secondo un ombrellino cinese in un girasole in pieno stile Van Gogh. Due universi molto distanti, eppure vicino Hong Kong esistono fabbriche a cielo aperto interamente dedicate alla riproduzione di opere d’arte destinate al merchandising dei Musei. Tra le opere più gettonate La Gioconda di Leonardo da Vinci e Dodici girasoli in un vaso di Vincent Van Gogh. Van Gogh, l’artista/operaio (846 tele, 1000 disegni, 821 lettere), e l’operaio/artista impiegato a Shenzhen. Da una parte il genio, la follia, il caso. Dall’altra la ricerca di un metodo infallibile per riprodurre miracoli su richiesta. Entrambi specializzati in girasoli ma scommettendo su destini diversi. Uno spettacolo su Van Gogh, ma soprattutto per Van Gogh.”

Lunedì, 02 Novembre 2015 21:40

Sudori Freddi - Teatro La Comunità (Roma)

Giancarlo Sepe torna in scena al Teatro La Comunità di Roma, con “Sudori Freddi”: “la disperata, asimmetrica e ironica ricostruzione di un delitto passionale, senza passione, ideato da un pazzo ventriloquo, con l'aiuto di una donna fantasma e di un uomo affetto da vorticose vertigini...". Uno spettacolo sull'amore impossibile, l'amore cercato, voluto, negato dalla morte e non solo. La mise en scene rende omaggio a due indiscussi maestri del genere noir del ‘900 come Pierre Boileau e Thomas Narcejac, ispiratori del mago del brivido Alfred Hitchcock per numerose sceneggiature, una su tutte quella di “Vertigo - La donna che visse due volte”, con la riuscita ambizione di esprimere tutti i desideri sotterranei mai rivelati dal regista nei suoi film.

Giovedì, 29 Ottobre 2015 20:54

Il Prezzo - Teatro Argentina (Roma)

Dal 20 ottobre all'8 novembre al Teatro Argentina di Roma debutta in prima nazionale "Il Prezzo" di Arthur Miller diretto da Massimo Popolizio, in scena da attore e regista di un testo spietato e crudele, con accanto uno dei più prestigiosi nomi del teatro italiano, Umberto Orsini. Il testo di Miller fotografa con spietata lucidità e amara compassione le conseguenze della devastante crisi economica avvenuta negli Stati Uniti nel ‘29. Figli di un padre che ha subito drammaticamente questa crisi, due fratelli si incontrano dopo alcuni anni dalla sua morte per sgomberare un appartamento in cui sono accumulati i mobili e gli oggetti raccolti dal padre nel corso della sua vita e che sta per essere demolito. Un vecchio broker è chiamato per stabilirne il prezzo. Dietro questo semplice spunto emergono tutte le incomprensioni e le menzogne che la paura della perdita improvvisa del benessere può esercitare su chi si dibatte nella crisi. Miller tratta questo tema con la sua consueta maestria facendoci scoprire un capolavoro che pur venendo da lontano ci porta ai nostri giorni così pieni di incertezze.

Sabato, 24 Ottobre 2015 11:04

Cans - Teatro Belli (Roma)

Al Teatro Belli, nell'ambito della XIV edizione della rassegna "Trend - Nuove Frontiere della Scena Britannica" a cura di Rodolfo di Giammarco, è andato in scena “Cans”, di Stuart Slade. Nato a Bristol ed ora a Londra, Slade è il Direttore Artistico del Kuleshov Theatre e il direttore creativo di Ivanov Films. Il suo testo è andato in scena per la prima volta nel novembre del 2004 presso Theatre503, ed è stato nominato agli Offies (The Off West End Theatre Awards) come Best Play e Most Promising New Playwright. Ha scritto inoltre Deep Roots, Of Mice and Len, Pain is Weakness Leaving the Body.

Venerdì, 23 Ottobre 2015 17:50

Il Misantropo - Carrozzerie | n.o.t. (Roma)

Dal 15 al 18 e dal 22 al 24 ottobre. Francesco Frangipane propone una sua rivisitazione de “Il Misantropo” di Molière, testo attualissimo, in quanto indaga le intramontabili fragilità della comunità umana. “Un palcoscenico vivente in cui tutti i personaggi esibiscono i propri esperimenti riusciti, trucchi smascherati e acrobazie maldestre proprie dell'arte del vivere sociale. Una meravigliosa occasione per raccontare la società in cui viviamo e per mettere in mostra vizi e virtù dell’uomo attraverso le mille pieghe dell’animo umano.”

Il sodalizio Tamara Bartolini/ Michele Baronio porta in scena la storia di una vita vera, verace e vorace, assetata di libertà, di passione, di autodeterminazione, che si conquisterà, nonostante tutto, in un'Italia matriarcale e maschilista, rigida ma fragile, stanca di guerra. La biografia di una donna alla ricerca del suo libero arbitrio, il viaggio di un uomo alla ricerca della sua coscienza.

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