Enrico Vulpiani

Articoli di Enrico Vulpiani

Gaetano Ventriglia, grande interprete del teatro di narrazione ed amante della destrutturazione di classici immortali come Amleto nello spettacolo “kitèmmùrt” e Delitto e Castigo in “Dostoevskij ai Quartieri Spagnoli” riporta in scena, a Carrozzerie n.o.t., il suo monologo “Otello alzati e cammina”, nato nel 2008. Un viaggio nello spudorato disequilibrio della fermezza umana. Ventriglia introduce il suo spettacolo affermando: "Quando un ideale vacilla è già crollato…” “Il mio Iago dice: io sono l’azzeratore, io posso cambiare nome alle cose… tutto ricomincia da zero, visto? E io penso, senza dirlo: grazie al cazzo.” Una tempesta, un’isola. A Otello, adesso, tocca vivere. Come fare? Se c’è una possibilità, la buttiamo via. Peccato.

Il 9 e 10 maggio, nell’ambito dell’edizione 2016 della rassegna Inventaria, è andato in scena, al Teatro dell’Orologio, "Helter Skelter/Geometrie d’amore", il testo di Paola Moretti, vincitore del Premio di drammaturgia DCQ - Giuliano Gennaio 2014, rappresentato dalla compagnia DoveComeQuando, con la regia di Pietro Dattola. Cos'è la vita senza amore? Un mazzo di chiavi creduto perso per sempre.

Domenica, 01 Maggio 2016 20:16

Uomo Mangia Uomo - Teatro Manhattan (Roma)

Siamo tutti cannibali... Un uomo scimmia gioca con la pioggia, una presunta madre vuole un presunto figlio, una bambina si perde nella tv, un crooner cerca la sua musa ispiratrice. Enrico Maria Carraro Moda, già autore di “Fosse” e “Giardino”, quest'ultimo portato in scena al Roma Fringe Festival 2015, ha presentato, al Teatro Manhattan, insieme alla sua compagnia “I nani inani”, il suo ultimo lavoro: “Uomo mangia uomo”. Liberamente ispirato a “Crave” di Sarah Kane, lo spettacolo riesce a ricordarci in modo efficace ed inevitabile l’ansiogeno egoismo che consuma dentro ogni essere umano e, fuori, scatena l’uno contro l’altro.

Il Teatro delle Albe guarda a Oriente per raccontare la vita di Aung San Suu Kyi, un'esistenza passata per oltre 20 anni agli arresti domiciliari, sotto la dittatura militare che opprime la Birmania da più di mezzo secolo. La scrittura di Marco Martinelli - autore di testi originali e di riscritture dai classici, per cui ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui quattro Premi Ubu - parte dalla figura di questa donna mite e determinata, Nobel per la pace nel 1991, interpretata da Ermanna Montanari - vincitrice, tra gli altri, di tre Premi Ubu come miglior attrice protagonista per L’isola di Alcina (2000), Sterminio (2007), Rosvita (2009) e del premio Eleonora Duse 2013 - per allargarsi a una riflessione sul mondo contemporaneo, alla necessità di cantare “la maestà della vita”.

Domenica, 24 Aprile 2016 14:05

Carne - Teatro dell' Orologio (Roma)

La premiata ditta Frosini/Timpano, celebrati autori ed attori della scena contemporanea teatrale italiana, riconosciuti per i loro lavori con il premio Rete Critica 2012, il Nico Garrone 2013 e la candidatura al Premio Ubu 2012 come migliore novità drammaturgica, portano in scena "Carne", un testo firmato da Fabio Massimo Franceschelli. In una tranquilla quotidianità casalinga si crea una situazione potenzialmente da sit-com: due coniugi, Lei e Lui, discutono e litigano sulla carne. Comici dialoghi si alternano a buffi monologhi e a tipici screzi coniugali; si sorride con leggerezza e nel ridere riflettiamo, ci mettiamo in discussione, ridefiniamo le nostre certezze.

La storia di un ragazzo ricattato, corrotto e abusato, prima dai membri di una famiglia tradizionale, poi dal direttore di un collegio cattolico. Soltanto mettendosi completamente a nudo di fronte all'amore di un ragazzo, senza censure (o paraventi di cartone), riuscirà a salvarsi. Un monologo intimo, come una preghiera. Giovanni Franci scrive e dirige un racconto di formazione, fatto a tu per tu con lo spettatore, una confessione esplicita, commovente, vera, portata in scena con grande sensibilità da Fabio Vasco.

Domenica, 03 Aprile 2016 19:07

Zio Vanja - Teatro Argot Studio (Roma)

Dal 29 marzo al 10 aprile. Filippo Gili, nell’ambito del progetto Sistema Cechov a cura di Uffici Teatrali, dopo "Tre sorelle" e "Il Gabbiano", porta al Teatro Argot “Zio Vanja”, storia di donne e uomini, anche qui come in "Tre sorelle", fatti evadere da un’epoca, senza gli strumenti per attraversarne un’altra.

Mercoledì, 30 Marzo 2016 18:44

La scuola - Teatro Quirino (Roma)

Dal 29 marzo al 10 aprile. Daniele Luchetti e Silvio Orlando, affiancati da attori di qualità e spessore, riportano in scena "La scuola". Nato nel 1992 con il nome di "Sottobanco" e tratto dalla produzione letteraria di Domenico Starnone, lo spettacolo divenne presto un cult, antesignano di tutto un filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce che prese, infine, il titolo "La scuola". Un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico.

In "Apparecchio" si osserva da vicino una solitudine: la vita di un anziano in una casa di riposo. E se pure tutto ha avuto inizio dal ricordo vago del nonno dell’autrice, il signor Amleto, con la sua figuretta magra e sghemba, questo “vecchio” ora incarna la visione della nipote Francesca della sua (e nostra) futura vecchiaia. Il personaggio vive in attesa che la mamma venga a prenderlo, solo, tra le ombre di altri ospiti, nel ricordo fastidioso del suo compagno di stanza, Mario.

Daniel Pennac porta in scena la lettura-teatrale dal suo romanzo "Journal d’un corps, Storia di un corpo", il diario che un uomo tiene degli stati successivi del suo corpo dai 12 agli 87 anni. Sul palcoscenico prende forma il dettagliato resoconto delle sorprese che il suo corpo, nell’arco di una vita intera, riserva alla sua mente. È a prima vista il più intimo dei diari, ma non appena ci addentriamo, scopriamo che questo giardino così segreto è il più comune dei nostri territori.

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