Enrico Vulpiani

Articoli di Enrico Vulpiani

Giovedì, 07 Luglio 2016 20:14

Respiro - Teatro Argentina (Roma)

In occasione della giornata mondiale del rifugiato, dal 28 al 30 giugno, al Teatro Argentina è andato in scena lo spettacolo "Respiro", seconda parte di una "Trilogia del Deserto", iniziata con "Sabbia", già presentato con grande successo ancora al Teatro Argentina di Roma lo scorso anno. Protagonisti, i rifugiati provenienti dall’Africa ospiti del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto. Un flusso di vita e di speranza inarrestabile, luminosi equilibristi su di un filo che brucia da entrambi i lati.

Domenica, 12 Giugno 2016 15:52

Due - Teatro dell’Orologio (Roma)

"Due" è un progetto delle compagnie Habitas, fondata da Niccolò Matcovich e Livia Antonelli, ed Esercitazioni Invisibili, formazione diretta da Federico Cianciaruso, Cristiano Di Nicola e Simone Giustinelli. Due stili, due idee di teatro, per una collaborazione coraggiosa ed avventurosa tra giovani formazioni teatrali, un'esplorazione di idee reciproche, come bene comune, alternativa al particolarismo, agli sterili orticelli a cui spesso non riusciamo a rinunciare. "Due" vuole suggerire la ricchezza delle differenze, di natura poetica, estetica e filosofica, nutrimento essenziale della scena.

L’edizione 2016 di Inventaria si è conclusa, come di consueto, con la giornata dedicata ai Corti Teatrali. Nella sala Moretti del Teatro dell’Orologio si sono alternate sei storie, sei compagnie eterogenee, che con stili e sensibilità diverse hanno condiviso il sincero desiderio di esprimere la propria poetica ed il proprio modo di riflettersi nel mondo contemporaneo.

Mercoledì, 01 Giugno 2016 20:40

Metamorfosi - Teatro Vascello (Roma)

Penso a Le Metamorfosi di Ovidio come a un prezioso vocabolario per immagini." Roberto Latini, uno dei più significativi, intelligenti e poetici autori del teatro contemporaneo italiano, completa la sua presenza stagionale al Vascello, dopo aver portato in scena i suoi “Ubu Roi” e “I giganti della montagna”, con la sua personalissima trasposizione delle “Metamorfosi" di Ovidio. Un lavoro ricercato, prezioso, irrinunciabile, che traduce, mirabilmente, l’essenza del mito nella fragilità irrisolvibile, troppo dissimulata, dell’essere umano.

Sarajevo, domenica 28 giugno 1914, Franz Ferdinand viene ucciso, scoppia la prima guerra mondiale, su di un tavolo simile al Risiko si decide di far entrare l’Italia nel conflitto, tanto a morire andranno altri. Giuseppe Cederna, grande interprete del teatro e cinema italiano, premio Oscar con “Mediterraneo” di Salvatores, dà voce e corpo a quell’umanità di vittime e di carnefici che trasformarono l’Europa in un immenso mattatoio. Quasi 10 milioni di soldati uccisi al fronte, 7 milioni di civili morti, più di 20 milioni di feriti e mutilati, la Grande Guerra fu la prima immensa carneficina di massa. Memorie, poesie, storie, lettere dal fronte per raccontare pensieri, preghiere, illusioni, desideri e paure di una generazione distrutta, senza ragione alcuna.

La compagnia Barbaros riporta in scena il testo di Brad Fraser, apprezzato drammaturgo canadese che, nei suoi lavori, restituisce una visione acida e al tempo stesso ironica della vita contemporanea. Consacrato da Time come uno dei dieci migliori testi teatrali del 1992, "Amore e Resti Umani" racconta sette individui dispersi in una metropoli infettata dagli omicidi seriali di giovani donne sole. Un brulicare di parole, di istanti e di movimenti per rimanere sempre e irrimediabilmente immobili. Barbaros è una compagnia fondata a Lucca nel 2013 da Giacomo Bisordi, Dimitri Galli Rohl e Cristina Poccardi. Incentrata sulla messinscena di testi di autori irregolari contemporanei, ha prodotto nel corso di tre anni tre spettacoli: "Amore e Resti Umani" di Brad Fraser, "Fred's Diner" di Penelope Skinner – presentato al Festival Trend 2015 del Teatro Belli - e "KVETCH" di Steven Berkoff.

Gaetano Ventriglia, grande interprete del teatro di narrazione ed amante della destrutturazione di classici immortali come Amleto nello spettacolo “kitèmmùrt” e Delitto e Castigo in “Dostoevskij ai Quartieri Spagnoli” riporta in scena, a Carrozzerie n.o.t., il suo monologo “Otello alzati e cammina”, nato nel 2008. Un viaggio nello spudorato disequilibrio della fermezza umana. Ventriglia introduce il suo spettacolo affermando: "Quando un ideale vacilla è già crollato…” “Il mio Iago dice: io sono l’azzeratore, io posso cambiare nome alle cose… tutto ricomincia da zero, visto? E io penso, senza dirlo: grazie al cazzo.” Una tempesta, un’isola. A Otello, adesso, tocca vivere. Come fare? Se c’è una possibilità, la buttiamo via. Peccato.

Il 9 e 10 maggio, nell’ambito dell’edizione 2016 della rassegna Inventaria, è andato in scena, al Teatro dell’Orologio, "Helter Skelter/Geometrie d’amore", il testo di Paola Moretti, vincitore del Premio di drammaturgia DCQ - Giuliano Gennaio 2014, rappresentato dalla compagnia DoveComeQuando, con la regia di Pietro Dattola. Cos'è la vita senza amore? Un mazzo di chiavi creduto perso per sempre.

Domenica, 01 Maggio 2016 20:16

Uomo Mangia Uomo - Teatro Manhattan (Roma)

Siamo tutti cannibali... Un uomo scimmia gioca con la pioggia, una presunta madre vuole un presunto figlio, una bambina si perde nella tv, un crooner cerca la sua musa ispiratrice. Enrico Maria Carraro Moda, già autore di “Fosse” e “Giardino”, quest'ultimo portato in scena al Roma Fringe Festival 2015, ha presentato, al Teatro Manhattan, insieme alla sua compagnia “I nani inani”, il suo ultimo lavoro: “Uomo mangia uomo”. Liberamente ispirato a “Crave” di Sarah Kane, lo spettacolo riesce a ricordarci in modo efficace ed inevitabile l’ansiogeno egoismo che consuma dentro ogni essere umano e, fuori, scatena l’uno contro l’altro.

Il Teatro delle Albe guarda a Oriente per raccontare la vita di Aung San Suu Kyi, un'esistenza passata per oltre 20 anni agli arresti domiciliari, sotto la dittatura militare che opprime la Birmania da più di mezzo secolo. La scrittura di Marco Martinelli - autore di testi originali e di riscritture dai classici, per cui ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui quattro Premi Ubu - parte dalla figura di questa donna mite e determinata, Nobel per la pace nel 1991, interpretata da Ermanna Montanari - vincitrice, tra gli altri, di tre Premi Ubu come miglior attrice protagonista per L’isola di Alcina (2000), Sterminio (2007), Rosvita (2009) e del premio Eleonora Duse 2013 - per allargarsi a una riflessione sul mondo contemporaneo, alla necessità di cantare “la maestà della vita”.

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