Enrico Vulpiani

Articoli di Enrico Vulpiani

Sabato, 03 Dicembre 2016 20:58

Bartleby - Teatro Brancaccino (Roma)

Ha debuttato in prima nazionale, al Teatro Brancaccino, “Bartleby”, secondo capitolo della trilogia “Racconti americani”, ideata dalla compagnia Muta Imago e completata da “Fare un fuoco” di Jack London (2015) e “L’ospite ambizioso” di Nathaniel Hawthorne (in scena nel 2017). “Bartleby” è dunque il nuovo racconto per suoni e immagini ispirato dal celebre testo di Herman Melville, ambientato in un ufficio di Wall Street a metà del diciannovesimo secolo. Un anziano avvocato narra in prima persona la vicenda del suo incontro con “l’uomo più misterioso che avesse mai incontrato”: Bartleby, appunto… uno scrivano che ha assunto alle sue dipendenze e che, pian piano, inizia a stravolgergli il mondo.

Elvira Frosini e Daniele Timpano tornano al Romaeuropa Festival con il loro teatro caustico e irriverente. Dopo Dux in scatola e Aldo Morto, Acqua di colonia affronta il tema del Colonialismo italiano e mette in crisi l’ideologia dominante attraverso una scrittura scenica capace di descrivere l’attualità affondando le radici nel tessuto storico della società italiana. Una storia iniziata già nell’Ottocento, quella del colonialismo italiano, e protrattasi per oltre sessant’anni ma che, nell’immaginario comune, si riduce ai soli cinque anni dell’impero Fascista. Una serie di eventi assopiti, che, nonostante tutto, plasmano ancora oggi il nostro immaginario insinuandosi in frasi fatte, luoghi comuni, canzoni, letteratura, perfino fumetti e cartoni animati.

Mercoledì, 09 Novembre 2016 18:17

Le Dissolute Assolte - Cappella Orsini (Roma)

Una chiesa sconsacrata si “consacra” ad una notte di dissoluzione e disillusione. Una casa chiusa dove abitano le donne che Don Giovanni ha reso immortali, inserendole nel suo famoso catalogo; qui raccontano le loro storie di seduzione. Un onirico locale notturno, dove, come un "fool", il servo Leporello accompagnerà divertito il pubblico tra anime sensuali, corpi provocanti, diabolici suoni di violino, fumi di candele e alcool, da cui uscirà dopo aver bevuto e cantato fino all'alba. Liberamente ispirato ai personaggi creati da Tirso De Molina, Molière, Puskin, Rostand, Frisch, Luca Gaeta crea, con le “dissolute assolte”, un mix di stile leggero e pieno di festosa sensualità ispirato al “Moulin Rouge" di Parigi coniugato con tematiche più dark come in “Sleep No More" di New York.

Roberto Latini e Fortebraccio Teatro portano in scena al Teatro Vascello, nell'ambito della rassegna Le Vie dei Festival, la loro personale reinterpretazione dell’opera “Die Hamletmaschine” di Heiner Müller, composta sul finire degli anni 70 attorno allo shakesperiano tormento di Amleto. “Un Amleto incapace di sostenere il dolore dell'assassinio del padre trascina il carro della sua infinita pena, e un Roberto Latini nella bellissima metafora di Amleto/atleta ruota su se stesso con il suo lutto, come un ginnasta sugli anelli.”

Lunedì, 03 Ottobre 2016 20:32

Asso di Monnezza - Teatro Lo Spazio (Roma)

Arriva al Teatro Lo Spazio, dal 27 settembre al 9 ottobre, lo spettacolo “Asso di Monnezza”, di e con Ulderico Pesce, apprezzato e necessario interprete di teatro civile; un progetto sugli scandali relativi ai traffici di rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali, che attanagliano Roma e l’Italia, tanto da far dire che il vero asso nella manica è quello della monnezza, ossia che l’immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento, soprattutto alla malavita.

Roberto Rustioni, apprezzato e mai banale regista, che ama esplorare la drammaturgia nuova, sempre attento alla scoperta dell’animo umano, torna sul palco del Teatro Vascello con la "messa in scena" dello studio del suo nuovo spettacolo, “L’uomo con gli occhiali da hipster”, in attesa di debutto. Il testo è di Jordi Casanovas, uno dei nomi di punta della nuova drammaturgia catalana, cresciuta e affermatasi negli ultimi dieci anni. Gli intrecci, le dinamiche, la scrittura molto cinematografica di Casanovas, la sua poetica un po' noir ed un po' romantic comedy, tra Woody Allen e Roman Polanski, creano una miscela capace di catturare lo spettatore.

A 400 anni dalla morte di William Shakespeare (1616 - 2016), Roma si veste di ricordi e di poesia intraprendendo un coinvolgente viaggio con uno dei suoi più noti protagonisti: Giulio Cesare, al centro di una svolta della storia romana e dell’omonima tragedia del drammaturgo inglese. Una “visita” originale nei luoghi che ospitarono i fatti storici, nell’immaginario shakespeariano di Roma, in una formula sperimentale di teatro itinerante che coinvolge ed avvolge lo spettatore. Un vero e proprio esperimento scenico nei luoghi archeologici di Roma.

Uno degli spettacoli più celebrati di Circomare Teatro, compagnia di artisti che con sensibilità e attento artigianato riesce a narrare le vicende di nuove maschere ispirate alla contemporaneità, ma legate alla tradizione della “Commedia dell’Arte”. Un Arlecchino moderno, un immigrato lavorante che tutto fa, perché tutto deve fare. Un Paese occidentale che si appresta ad intervenire in una guerra “oltre il mare”. Conviene a politici, industriali e generali dell’esercito, sapranno convincere il popolo che di certo conviene anche a loro.

E’ in concorso al Roma Fringe Festival 2016 l’ultimo lavoro di Giovan Bartolo Botta, regista ed attore istrionico che sa rivisitare autori classici e contemporanei sotto una veste attuale e del tutto personale. L’autore afferma: “…in verità cos’è Antigone per un attore? Una scusa. Una scusa per esibirsi. Certo, si poteva utilizzare una Locandiera, ed esibirsi con quella. Lo si farà prossimamente se i Maya vorranno. Se non ci sarà la fine del mondo. Intanto per gli attori di teatro ogni giorno è un po’ la fine del mondo”.

Lunedì, 18 Luglio 2016 20:01

Forme - Teatro India (Roma)

Dal 5 al 10 luglio al Teatro India il teatrante-artigiano della scena, Riccardo Caporossi, ha “composto” Forme insieme a 12 artefici-operai alle prese con la costruzione di uno spettacolo che pone al centro della riflessione il gioco della forma, la sua realtà oggettiva e il suo senso rappresentativo. La vita è un flusso continuo che cerchiamo di fissare in forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi. Ogni fine è un nuovo inizio. Ogni volta si deve ricominciare da capo. Dodici giovani attori in tuta da operaio muovono in scena sessanta travi di legno. Le dinamiche che si vengono ad innescare tra le costruite forme e gli attori-officianti che fanno vivere anche personaggi e figure misteriose, sono le dinamiche stesse dell’esistenza. Forma e vita si appartengono. Ciò che si rappresenta è rinnovare al presente la necessità di immaginare.

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