È la prima generazione dopo quella della grande guerra a vivere una condizione economica peggiore di quella dei propri genitori. Hanno conosciuto la libertà di muoversi lungo confini ben più ampi e in tempi più veloci persino rispetto ai loro fratelli maggiori, eppure il loro orizzonte emotivo, sentimentale e di sogni si è ristretto notevolmente. È questo il ritratto impietoso e drammatico che Luke Norris traccia della generazione dei trentenni contemporanei, figli del capitalismo, dell’edonismo e di una finta libertà, schiavi di bisogni indotti, di ritmi e richieste sempre più alte e legati ad un rigido conformismo travestito da modernità. “Il giorno del mio compleanno”, con la regia di Silvio Peroni, è andato in scena in prima milanese al Teatro Filodrammatici, per approdare poi al Piccolo Eliseo di Roma dal 15 novembre al 2 dicembre.

Domenica, 19 Novembre 2017 16:00

La guerra dei Roses - Teatro Manzoni (Milano)

Al Teatro Manzoni di Milano va in scena fino al 26 novembre la lenta, dolorosa ma esilarante separazione tra i coniugi Rose, già interpretati al cinema da Michael Douglas e Kathleen Turner, ora da Ambra Angiolini e Matteo Cremon. Una commedia comica e crudele che, battaglia dopo battaglia, insulto dopo insulto, conquista e diverte il pubblico che ride e applaude a scena aperta e continuamente.

Un teatro storico della Capitale rilancia una stagione con una proposta articolata e varia, dalla commedia alla magia, dalle incursioni culturali in teatro, a formule di teatro-studio di omaggio a grandi personaggi, con una forte presenza della musica dal vivo, fino ad un format di teatro immersivo, perché tutto quello che è racconto al pubblico da un palco è teatro. In fondo con “Rumori fuori scena” c’è posto anche per un classico, senza che la prosa classica sia citata. Il direttore artistico, Viviana Toniolo, passa in rassegna la sua proposta per la nuova stagione da uno dei palchi storici di Roma che non è mai stato solo teatro ma impegno per il pubblico in senso ampio, anche politico. Il cartellone racconta bene la metafora di un teatro inteso non solo come spettacoli in senso classico: prosa comica e tragica, ma ben altro. Esordisce affermando che il teatro non chiude - precisazione d’obbligo viste le tante recenti polemiche e troppe voci di corridoio, non è venduto ma resta in vendita.

In "Ferite d'arma da gioco" di Rajiv Joseph, i due protagonisti vivono una complessa e dolorosa storia d'amore; attraverso il dolore si incontreranno da bambini e, per inseguirsi, ritrovarsi, riconoscersi come essere viventi, al dolore rimarranno legati. I due ragazzi, per allontanarsi dagli schemi e dalle tappe obbligate del processo di crescita imposto dalla società, useranno una loro personale dinamica violenta.

In prima nazionale debutta dal 3 all’8 marzo 2015 al Teatro dell’Orologio sala Gassman dal martedì al sabato ore 21.15 - domenica ore 17.45 “Ferite d’arma da gioco” del drammaturgo indo-canadese Rajiv Joseph, per la regia di Stefano Scandaletti, interpretato da Chiara Capitani e Diego Maiello.

Lo spettacolo esplora, secondo l'apprezzato stile di un teatro di analisi e denuncia, l'epopea di Steve Jobs: un simbolo del XXI secolo. Il suo ingegno ha reso il mondo moderno subalterno all'estetica e agli agi della sua tecnologia. «Siate affamati! Siate folli!» così esortava gli allievi della Stanford University a non omologarsi, a osare, nel suo celeberrimo discorso del 2005. Mike Daisey, coraggioso drammaturgo americano scrive un testo dinamico e acutamente critico sul mondo Apple, di cui è seguace e totalmente dipendente. Grazie alla traduzione e all'adattamento di Enrico Luttmann e alla sensibilità di un regista attento al contemporaneo come Giampiero Solari, rimasto affascinato dal progetto, “Il tormento e l'estasi di Steve Jobs” ha fatto il suo esordio in Italia, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

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