“Quel pomeriggio di un giorno da star” di Gianni Clementi con Corrado Tedeschi, Brigitta Boccoli ed Ennio Coltorti, per la regia dello stesso Coltorti, chiude la stagione 2017-2018 del Teatro Manzoni di Milano. Da un’idea di Corrado Tedeschi, portare in scena il film “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, scaturisce il ritratto grottesco e amaro, pur tra tante risate, dell’Italia, Paese che punisce invece che promuovere il talento. Il teatro come catarsi è lo spirito che anima questa regia.

In occasione del centotrentesimo anniversario di "Ecce homo. Come si diventa ciò che si è", l'autobiografia filosofica di Friedrich Nietzsche, Ennio Coltorti riporta in scena dal 7 al 18 marzo al suo Teatro Stanze Segrete lo spettacolo "Il sogno di Nietzsche", che già un buon successo aveva ottenuto al suo debutto l'anno passato.

Dal 4 al 30 aprile. In mezzo a un turbine di affermazioni filosofiche e di teorie, ciò che caratterizza la persona Nietzsche è il forte impulso alla vita e talvolta il prevalere dei sentimenti rispetto alla ragione quando si tratta della propria esistenza e non della filosofia. E’ da questa dimensione del personaggio che si sviluppa il testo teatrale, attraverso le vicende che lo vedono agire, amare, soffrire e reagire alla sofferenza, fisica e sentimentale mediante lo sforzo smisurato e vincente della sua genialità intellettuale. Maricla Boggio lo porta in scena al Teatro Stanze Segrete con protagonisti Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti e Adriana Ortolani.

Lunedì, 19 Dicembre 2016 20:40

A porte chiuse - Teatro Stanze Segrete (Roma)

In scena fino al 22 dicembre, al Teatro Stanze Segrete di Roma, il capolavoro di Jean-Paul Sartre, “A porte chiuse”, nella visione del regista e interprete Ennio Coltorti: un asfissiante girone di dannati, un lacerante ed eterno confronto tra anime destinate ad essere l’una il carnefice dell’altra.

Dal 12 al 31 gennaio. Fino a fine mese il piccolo Teatro Stanze Segrete si veste dell’atmosfera raffinata e decadente degli Anni ‘20 e fa rivivere in scena il romanzo capolavoro di Francis Scott Fitzgerald. L’inedito adattamento teatrale de “Il Grande Gatsby”, firmato da Rachele Studer e Riccardo Eggshell e diretto da Matteo Fasanella, propone in modo originale e riuscito la storia di Jay Gatsby, uomo misterioso e affascinante, fatalmente attratto da un passato che non si può ripetere e illuso da un sogno che gli alimenta la vita per poi distruggerla…

Fino al 23 dicembre la sempre suggestiva sala del Teatro Stanze Segrete ospita uno spaccato avvincente e poetico dell’epoca in cui le vite misteriose di Shakespeare e Marlowe si intrecciarono, sullo sfondo di giochi di potere, intrighi e spionaggio. Due generazioni - il giovane Shakespeare davanti al già affermato poeta Marlowe - restituite oggi dallo stesso parallelismo nell’interpretazione dei Coltorti, Ennio e Jesus Emiliano, padre e figlio (non solo d’arte).

Dal 27 marzo al 19 aprile. Dopo aver debuttato con successo al festival di Todi nella scorsa estate, arriva a Roma al teatrino Stanze Segrete di Trastevere, piccolo ma importante spazio storico romano dal cartellone sempre originale e agguerrito, Aleida e il Che di Maricla Boggio per la regia di Ennio Coltorti. Lo spettacolo emoziona e commuove fornendo una doppia lettura del grande comandante Guevara: parallelamente alla narrazione storica e drammatica delle vicende che videro protagonista il rivoluzionario piú amato d’ogni tempo il testo illustra la dimensione umana, intima e sentimentale del personaggio storico facendolo rivivere in una dimensione antiretorica, al di lá del mito, immergendolo nella vita fatta di passioni oltreché di grandi ideali.

Il progetto Tumbleweed nasce dall’osservazione diretta del panorama teatrale italiano che, afflitto da una cronica assenza di fondi, denota un’altalena tra un capitale artistico di indubbia classe ed eleganza e produzioni commerciali di scarsissimo valore artistico; una dissacrante amalgama di un’elite di professionisti e teatranti improvvisati che rappresenta il teatro in Italia. Non c’è dubbio che in questo scontro frontale a rimetterci sia l’arte in sé, generando la disaffezione giustificata del pubblico pagante e l’impossibilità per le compagnie emergenti di trovare spazio. Da qui la scelta del nome ‘Tumbleweed’, le famose “balle di fieno” che vagano per tutti i western della storia del cinema, tanto somiglianti nel loro indefinito vagabondare alle giovani realtà in cerca di riconoscimento, offuscate a loro volta dall’amatoriale che avanza a causa dell’assenza di parametri.

Mercoledì, 05 Novembre 2014 20:49

Trappola Mortale - Teatro Sala Umberto (Roma)

Dal 21 ottobre al 9 novembre. Dalla prolifica penna dello scrittore statunitense Ira Malvin Levin nel 1978 nacque il testo teatrale “Trappola Mortale”, che riusciva a coniugare con magistrale eleganza ed equilibrio i colori del noir con i toni più leggeri della commedia brillante. Probabilmente è grazie a questa particolare combinazione di generi che la pièce riscosse ben cinque anni di successi. Dopo la prima, infatti, avvenuta il 26 febbraio 1978 al Music Box Theatre di Broadway, lo spettacolo raggiunse ben 1793 repliche divenendo così il giallo più rappresentato nella storia di Broadway.

Un'inedita prospettiva sull'immortale personaggio di Ernesto Che Guevara, raccontato da Aleida, la sua seconda moglie cubana che lo ha conosciuto in quanto guerrigliera e ha poi costituito per lui un solido punto di riferimento sino alla morte, contribuendo anche a diffondere i suoi scritti e la sua ideologia. Emiliano Coltorti interpreta il Che nello spettacolo "Aleida e il Che, L’amore al tempo della Rivoluzione", scritto con certosino scrupolo documentario da Maricla Boggio e diretto da Ennio Coltorti. Abbiamo incontrato Emiliano, attore diviso tra palcoscenico teatrale, cinema e televisione nonchè affermato doppiatore, in occasione del debutto dello spettacolo al Todi Festival 2014, approfittando di questa occasione per scoprire come ha affrontato l'impegnativo personaggio del Che.

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