Dal 29 gennaio al 9 febbraio, il Teatro di Roma ospita un coraggioso e colossale lavoro su “La commedia della vanità” di Elias Canetti, diretto da Claudio Longhi. Lo spettacolo, prodotto da Emilia Romagna Teatro, riflette sul rapporto tra massa e potere, sulla costruzione dell’identità, sulla deriva dittatoriale della retorica dell’uomo forte al comando, sull’idea di Europa ieri e oggi.

Dal 15 al 26 gennaio al Piccolo Teatro di Milano è andata in scena “La commedia della vanità”, composta nel 1934 dallo scrittore bulgaro Elias Canetti, premio Nobel per la Letteratura nel 1981, per la regia di Claudio Longhi, che porta sul palco ventitre attori e due musicisti, in un’opera che immagina le conseguenze di un mondo in cui viene bandito l’uso di specchi, foto, ritratti e di ogni strumento con cui contemplare se stessi.

A quarantatre anni di distanza dalla sua apparizione sui palchi dello storico locale Beat 72, Giorgio Barberio Corsetti, Marco Solari e Alessandra Vanzi, fondatori della compagnia “La Gaia Scienza”, uno dei gruppi di teatro più interessanti tra la seconda metà degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, riportano in scena il loro “La rivolta degli oggetti”, spettacolo manifesto dell’avanguardia anni ’70, affidandone il viaggio nel futuro a tre giovani attori, loro alter ego. “Nato nel clima di estrema libertà artistica della controcultura romana degli anni Settanta, lo spettacolo restituisce, agli spettatori di oggi, proprio quello spazio utopico di creatività e circolazione del pensiero che ne aveva favorito la creazione.

Domenica, 17 Marzo 2019 10:48

La Gioia - Teatro Argentina (Roma)

Uno spettacolo sul sentimento più bello e misterioso, frutto di una circostanza unica e di un viaggio attraverso le emozioni più estreme come l’angoscia, il dolore, la felicità, l’entusiasmo: questo è “La Gioia” di Pippo Delbono, una produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale.

Domenica, 24 Febbraio 2019 09:21

Il giardino dei ciliegi - Teatro India (Roma)

Dal 14 al 17 febbraio, il Teatro India ha ospitato una coraggiosa e interessante operazione della compagnia bolognese Kepler-452: un’audace ma riuscita riscrittura del Giardino dei ciliegi di Anton Cechov. Lo spettacolo, prodotto da Emilia Romagna Teatro, rappresenta un’indagine sia teatrale che sociale sull’occorrenza di determinati fenomeni all’interno degli agglomerati urbani: ossia la sottrazione di spazi abitativi ai cittadini (che li animano e che li amano) in nome di imprese commerciali promosse da grandi investitori intenti a incrementare i loro guadagni.

Poetico, comico, popolare e raffinato è il “gioco” teatrale che Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari portano in scena con “Amleto take away”, shakespeariano non solo e non tanto nella rivisitazione della vicenda del principe di Danimarca quanto nella poetica e nelle intenzioni. Nel loro Amleto pugliese e provinciale, colto ma di umili origini, c’è la riscoperta del senso del teatro come mezzo per smascherare i colpevoli e come megafono del senso di inadeguatezza dell’uomo contemporaneo.

Che cosa sappiamo di questo grande Paese dell'Asia Centrale che ciclicamente occupa le prime pagine dei nostri giornali? Un Paese che, in seguito all'attentato dell'11 settembre, è stato invaso per mettere fine al regime dei talebani e nel quale sono tutt'oggi presenti truppe italiane, un Paese che dall'Ottocento è terreno di scontro tra le potenze mondiali per la sua posizione strategica. Da questa domanda ha preso le mosse il Tricycle Theatre di Londra, la più grande officina di teatro politico inglese, e ha costruito l'ambizioso progetto “The Great Game”, uno spettacolo 'all day long' nel quale tredici tra i migliori autori inglesi raccontano i rapporti tra l'Afghanistan e l'Occidente dal 1842 ai giorni nostri e di cui Ferdinando Bruni ed Elio de Capitani dirigono l’edizione italiana.

Dal 23 ottobre al 25 novembre. Un viaggio avventuroso lungo i destini dell'Afghanistan. Dieci brevi storie, poetiche e crudeli, che ci fanno guardare con altri occhi i rapporti tra Oriente e Occidente: perché quello che accade nell’Asia Centrale ha radici lontane, ma oggi ci tocca da vicino; perché il teatro e la storia possono ridisegnare i confini di ciò che pare ignoto e straniero. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno diretto l’edizione italiana di un progetto di drammaturgia collettiva ideato dal Tricycle Theatre di Londra, firmando due spettacoli - “Il grande gioco” e “Enduring freedom” - che mettono in scena i testi più sorprendenti, da vedere in due serate o in un'unica coinvolgente maratona.

Claudio Longhi, con la sua collaudatissima compagnia, porta in scena, sul palco del Teatro Argentina, “La classe operaia va in paradiso”, opera cinematografica di Elio Petri ed Ugo Pirro vincitrice della Palma d'Oro a Cannes, tanto bella quanto socialmente importante e, purtroppo, estremamente attuale. Un viaggio nella genesi della stesura e realizzazione del film, nelle contrapposizioni e nelle incoerenze degli anni ’70, che tornano a riflettersi nell’apparente, inarrestabile “cupio dissolvi” dei nostri giorni.

Fino a domenica 27 maggio è in scena al Teatro Studio Melato “Santa Estasi”, progetto diretto da Antonio Latella e basato sulla saga della stirpe degli Atridi; un lavoro epico non solo per la materia trattata ma soprattutto per la maestosa entità degli spettacoli e per la sconvolgente bravura degli attori.

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