Un Paolo Rossi uno e trino prende spunto da L'improvvisazione di Versailles di Molière per parlare di ciò che gli sta più a cuore: il teatro e la politica in senso lato.

Domenica, 30 Ottobre 2016 21:39

RossinTesta - Teatro Menotti (Milano)

Nel buio del Teatro Menotti allaga la sala la voce autentica di Gianmaria Testa, cantautore dolce e schivo eppure amatissimo da chiunque lo abbia anche solo sfiorato; siamo tutti ancora dolenti per la sua precoce scomparsa lo scorso 30 marzo, a soli 58 anni. Dal 19 al 22 ottobre si è esibito in uno show di teatro-musica Paolo Rossi, in forma smagliante nonostante l’apparente aspetto da clochard, accompagnato da un grandioso Emanuele Dell’Aquila alla chitarra e da un gruppo di musicisti che si paleseranno solo dopo un po’, gli straordinari Virtuosi del Carso.

In scena fino al 24 gennaio allo Strehler di Milano, "Molière: la recita di Versailles", personale rivisitazione di Paolo Rossi del testo L’improvvisazione di Versailles di Molière. Un testo che, attraverso l’intervento formale di Giampiero Solari e Stefano Massini permette al folletto anarchico del teatro italiano di portare in scena uno spettacolo perfetto per le sue corde: da sempre ci ha abituati a performance in cui non si distinguono i confini tra i generi, tra la recitazione studiata e l'improvvisazione, tra la fine della realtà e l'inizio della finzione. A rendere il tutto ancora più magico, divertente, nuovo e perfetto ogni sera, una squadra di attori e musicisti eccezionali al suo fianco, in primis la grande Lucia Vasini.

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