Dal 21 ottobre al 16 novembre. Meno male che rimane in scena per quasi un mese: "Il vizio dell'arte" di Alan Bennett, magistralmente interpretato dalle "nozze di smeraldo" che il sodalizio Bruni - De Capitani rappresentano nel teatro italiano, è un capolavoro di ironia, sagacia, malinconia e quel tanto di intellettualismo funzionale a lasciar traspirare sentimenti autentici e nostalgie di un tempo forse migliore, forse non del tutto. Tutta la squadra che ruota intorno ai due grandi attori è formidabile, e non potrebbe essere altrimenti per raccontare con intelligenza e perfezione millimetrica la figura del grande poeta inglese Auden, affiancato nella prima parte da quello che sarà il suo futuro biografo e invece immaginato, nel secondo atto, in un ipotetico incontro/scontro con l'altrettanto grande Britten.

Nella meravigliosa sala sotterranea dell’Auditorium di Mecenate, capolavoro dell’architettura imperiale romana situato nel quartiere Esquilino, dal 18 al 21 settembre prende vita un lungo viaggio nei racconti, nelle immagini e nei suoni della fantascienza, con quattro serate dedicate alla letteratura, al teatro e alla musica tutti rigorosamente di ispirazione aliena, futuribile, fantascientifica.

Dal 18 al 21 settembre l’invisibile bellezza dell’Auditorium di Mecenate, un capolavoro dell’archeologia romana nascosto nel quartiere Esquilino, diventa palcoscenico per un lungo viaggio nei racconti, nelle immagini e nei suoni della fantascienza con IF / Invasioni (dal) Futuro.

Anche la nuova stagione del Teatro Eliseo di Roma è stata annunciata. Tra intramontabili classici e nuove drammaturgie, per il 2014/2015 ci aspettano, tra sala grande e Piccolo Eliseo, 27 spettacoli di cui ben 14 prime assolute, con una programmazione all'insegna della leggerezza intelligente, di opere dal respiro internazionale e di nomi storici del teatro. Continua e si arricchisce anche la collaborazione con Romaeuropa Festival i cui spettacoli da quest'anno saranno a disposizione degli abbonati. Tante anche le altre iniziative collaterali, dai concerti di musica sinfonica per Eliseo Classica alla ricca programmazione di Eliseo Scuola, alla partnership con l'Accademia Silvio D'Amico: tante iniziative per affrontare e superare il grave momento di crisi del teatro.

Domenica, 01 Giugno 2014 16:48

Frost/Nixon - Teatro Argentina (Roma)

Il cortocircuito tra potere politico e potere mediatico, tra menzogna e responsabilità, tra storia, drammaturgia e impegno civile esplode in maniera dirompente nel primo lucidissimo lavoro teatrale di Peter Morgan, sceneggiatore per il cinema inglese ed americano, scritto nel 2006 ed intitolato "Frost/Nixon"; dalla pièce, accolta da un trionfale consenso di pubblico e critica, anche grazie alle magistrali interpretazioni di Michael Sheen (nei panni di David Frost) e Frank Langella (in quelli di Richard Nixon), fu poi tratto un film nel 2008 con gli stessi due attori protagonisti diretti da Ron Howard, rivelatosi anch'esso uno straordinario successo sfiorando trenta milioni di dollari d’incasso all'uscita.

Potere politico e potere mediatico a confronto. Due strumenti al servizio del bene comune e dell’emancipazione dei cittadini, ma anche strumenti di asservimento e di sopraffazione. Con FROST/NIXON, firmato dalla regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, dal 20 al 30 maggio al Teatro Argentina di Roma, è di scena il match teatrale tra un capo di Stato e un giornalista britannico per mettere a confronto il tema della moralità pubblica, la responsabilità del potere e il ruolo dell’informazione.

Prima di tutto un concetto fondamentale, da tenere bene a mente: il successo - di una persona come di un gruppo - non nasce sotto i cavoli. E non lo portano nemmeno le cicogne. Fatta questa premessa, possiamo forse credere che il successo dell’Elfo, la stima di cui gode da molti anni presso il pubblico e presso la critica, siano solo frutto del caso? Evidentemente no. Dietro una realtà teatrale così ben strutturata c’è un passato di sudore e fatica. Non c’è niente di retorico in questo, è la pura verità: Elio De Capitani è riuscito, insieme ai suoi sodali, a costruire qualcosa di grande semplicemente perché si è fatto un mazzo così. E il bello è che più passano gli anni, più è contento di farsi il mazzo di cui sopra. Alla base di tutta questa abnegazione c’è una passione, autentica e sincera, verso il teatro.

Morte di un commesso viaggiatoreMorte di un commesso viaggiatore è un classico del Novecento (andato in scena per la prima volta nel 1949) che Elio De Capitani, regista e protagonista, affronta dopo il lavoro su Tennessee Williams, per proseguire una personale riflessione sulla vita d'oggi e sul tema dei rapporti tra giovani e adulti attraverso la drammaturgia americana d'ogni epoca. Accanto a lui nel ruolo della moglie Linda Loman, la sua compagna d'arte e di vita Cristina Crippa; i due figli (Biff e Happy) sono Angelo Di Genio e Marco Bonadei, giovani attori del super-premiato e applauditissimo gruppo di The history boys, come anche Vincenzo Zampa (Howard) e Andrea Germani che è Bernard, il figlio di Charlie, l'amico-antagonista, interpretato da Federico Vanni (Massimo Brizi dal 21 gennaio). Da History boys arriva anche Gabriele Calindri, da alcuni anni presenza costante nelle produzioni dell'Elfo, che qui è lo zio Ben. Due giovani attrici completano il cast: Alice Redini (già protagonista all'Elfo in Viva l'Italia) e Marta Pizzigallo, premio Hystrio 2013.

CommessoDal 10 gennaio fino al 2 febbraio il Teatro Elfo Puccini presenta un grandioso affresco di umanità stravolta dagli eventi attraverso Morte di un commesso viaggiatore, un dramma scritto nel lontano 1949 da Arthur Miller, nato nel 1915 ad Harlem, all'epoca quartiere nero tra i più poveri e squallidi di New York. La sua vita lo ha portato a diventare uno degli scrittori più famosi degli Stati Uniti, vincitore dell’ambitissimo Premio Pulitzer proprio per la drammaturgia di Death of a Salesman, portato a Broadway con la regia di Elia Kazan, l’uomo che lanciò Marlon Brando. Ma le sue opere teatrali fecero vincere a Miller anche numerosi altri prestigiosi premi come un Tony Award per Miglior Autore, la Medaglia Nazionale delle Arti e il Premio del Circolo dei Critici Drammatici di New York, fra gli altri. Nel 1956 sposò la donna più bella del mondo, Marylin Monroe, dopo averla incontrata per la prima volta nel ’51 e dopo aver divorziato dalla prima moglie. Stava per sposare la quarta quando morì a 89 anni.

Superate le pastoie burocratiche ed economiche che non hanno consentito l’ormai consueta collocazione estiva - fatta eccezione per la data unica di “Still Life (2013)”, la nuova produzione dell’ensemble ricci/forte andata in scena con il supporto e l’ospitalità del Teatro Argentina - gli scenari di teatro omosessuale della rassegna del Garofano Verde finalmente ritornano al Teatro Belli con una settimana di spettacoli e reading all’insegna dell’impegno civile ed etico, nella ferma convinzione che l’omofobia sempre più dilagante sia un abominio di subcultura e violenza assolutamente intollerabile nella società moderna. Se la politica si ostina a non voler combattere questi fenomeni odiosamente retrivi e brutali, il teatro si assume invece la responsabilità di diffondere messaggi di rispetto di ogni identità sessuale e di genere, di rigorosa e imprescindibile tutela dei diritti basilari legati agli orientamenti personali. La rassegna curata con evidente passione da Rodolfo Di Giammarco, giunta alla ventesima edizione, rappresenta storicamente l’avvenimento più ufficiale e più duraturo tra gli appuntamenti dedicati nel nostro paese alla creatività scenica a tematica LGBT e quest'anno può fregiarsi della partecipazione di alcuni tra gli artisti più interessanti e coraggiosi della drammaturgia contemporanea italiana: tra gli altri Alessandro Sciarroni, Enzo Curcurù, Massimo Popolizio, la compagnia Mitipretese e Valter Malosti. L'apertura è affidata alla magistrale eleganza e irresistibile ironia di due maestri come Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, alle prese in questa circostanza con l'arguzia di un testo di Alan Bennett.

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