Dopo essersi cimentato con “Le intellettuali” e “L’Avaro”, l’estro creativo di Arturo Cirillo torna a confrontarsi con il Molière della maturità e con il coacervo di grottesca ironia e cupa, malinconica amarezza che contraddistingue la sua ultima produzione. In scena al Teatro Eliseo, fino al 19 gennaio, il godibilissimo ed assolutamente moderno “La scuola delle mogli”, una produzione concepita grazie alla sinergia tra Marche Teatro, Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Napoli; un cristallino esempio di come una commedia di tre secoli e mezzo fa (il suo debutto avvenne il 26 dicembre 1662 presso il parigino Teatro del Palais-Royal), se rinfocolata da una traduzione illuminata come quella di Cesare Garboli, incastonata in una costruzione scenografica sorprendente e dinamica come quella di Dario Gessati, impreziosita dai sempre pregiati costumi disegnati da Gianluca Falaschi e incarnata da interpretazioni impetuose come quelle dello stesso Cirillo, di Valentina Picello e del giovane Giacomo Vigentini, allora il risultato non è certo l’ennesima polverosa riproposizione per noiose matinée scolastiche ma un lavoro teatrale da non lasciarsi sfuggire.

Teatro di Roma e Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, per il terzo anno in sinergia attraverso un percorso formativo comune con cui sperimentare e sviluppare l’energia creatrice delle giovani leve. Quattro spettacoli della Compagnia dell’Accademia andranno in scena al Teatro India - “Sul Lago Nero”, regia di Paolo Costantini; “La ballata dei babbaluci”, regia di Marco Fasciana; “Una bellissima domenica a Creve Coeur”, regia di Tommaso Capodanno; “Le lacrime amare di Petra von Kant”, regia di Federico Gagliardi - dall’1 al 6 ottobre.

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