Dal 12 al 17 aprile. "La palestra della felicità" è una tragicommedia nonsense alla ricerca di un senso: la ricerca della felicità di un’umanità in cammino. Che cerca l’amore per poi trovare la morte, perché la morte “buca”, lo schermo si sottintende. Teatro nel teatro al tempo dei videogiochi dove gli esseri umani diventano marionette tecnologiche. Il testo di Valentina Diana, interpretato da Elena Russo Arman e Cristian Giammarini, è un gioco violento e ironico, perfino autoironico, ma non per questo clemente. Una regia che mette tutto in mano agli attori, soprattutto all’interprete femminile, notevole.

Sino al 31 dicembre, sul palco del Teatro Elfo Puccini di Milano, va in scena uno spettacolo da non perdere, uno di quelli che incanta da subito grandi e piccoli, per la comicità, la sapiente miscela di straniamento e partecipazione, ed il messaggio pacato ma profondo di libertà: “Mr Pùntila e il suo servo Matti. É stato scritto da Bertolt Brecht nel 1940 in pieno esilio finlandese, insieme all’attrice ed autrice Margarete Steffin e alla scrittrice Hella Wuolijoki, l'ideatrice del personaggio di Pùntila. Fu la prima pièce di Brecht ad essere rappresentata in Germania nella Berlino del 1949, al suo ritorno dall'esilio. Ferdinando Bruni, che firma con Francesco Frongia la regia, è un Mr. Pùntila perfetto: arbitrario, tiranno o socievole a seconda dell'alcool ingerito. Si muove in tuba e frac, ora con la leggerezza dell'ubriaco, ora con la pesantezza mentale dell'uomo d'affari.

Il Teatro Filodrammatici di Milano rende omaggio, a suo modo, al genio teatrale di Shakespeare, in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte. Non aspettatevi però di incontrare sul suo palco Amleto, Re Lear o Puk; anche quest'anno infatti, lo storico teatro milanese si vanta di essere “Shakespeare-free”. Troverete però, come in Shakespeare, spettacoli che prendono ispirazione dalla contemporaneità, capaci di far ridere e pensare, che introducono il dubbio, la malinconia, che incrinano la visione del mondo in ordine e sicuro, proprio come quelli del bardo di Avon, che frantumavano la vecchia visione del mondo medievale.

Una stagione, quella del Teatro Elfo Puccini di Milano, di ben 48 titoli (e ne manca ancora qualcuno!) che vuole suscitare sorpresa ed emozione, scoperte e riscoperte, stimolare il dialogo e il fluire delle emozioni tra scena e platea, come avviene negli incontri più veri che fanno esplodere idee e creatività, mischiando le carte tra artisti amati o conosciuti e nuovi talenti. Come avviene, sempre, nelle produzioni del Teatro dell'Elfo che si fondano sul lavoro intergenerazionale e che valorizzano tanto il gruppo che le individualità dei protagonisti e dei più giovani.

Il teatro Elfo Puccini di Milano presenta dal 6 al 17 maggio un progetto ideato da Phoebe Zeitgeist, “Contagio - Relazioni intercorse tra Milano e Palermo”, una piccola rassegna che racchiude quattro lavori di Teatri indipendenti di diversa provenienza, accomunati da una indagine sulla parola che può risultare poetica, meticcia o tecnica. E il tecnicismo è presente in “Preghiera. Un atto osceno”, una via crucis urlata, di un corpo attaccato dalla malattia. Lo spettacolo ha aperto la rassegna. A seguire sono andati in scena: “Desideranza”, “Chi ha paura delle badanti?”, ed infine “Paranza. Il Miracolo”.

Come tradurre in teatro un testo puramente poetico e raccontare la storia di una donna dell’Ottocento la cui esistenza appare a noi lontana mille miglia? Ci ha provato Elena Russo Arman che ha costruito uno spettacolo breve ma intensissimo, tutto basato su un minimalismo che affonda nell’assoluto. Il bianco è assoluto e racconta di neve, i colori raccontano dei cieli all’alba, i verdi parlano di boschi in cui passeggiare, osservando fiori e uccellini, pettirossi e lumache, rane e insetti con cui entrare in contatto empatico e umano, affettivo, emozionante. Al Teatro Elfo Puccini, in Sala Fassbinder, è andato in scena "La mia vita era un fucile carico (being Emily Dickinson)"; lo spettacolo, il cui titolo si ispira ad un libro sulla vita della poetessa scritto da Lyndall Gordon, dipinge un impressionante affresco dei pensieri e dell’attitudine di una donna lontana, che avrebbe forse voluto essere altro ma, considerando la realtà nel New England nella prima metà del 1800, dove la condizione femminile non permetteva alcuna fantasia, si rinchiuse in casa coi genitori, la sorella Vinnie, il fratello Austin e la di lui moglie, Susie, che sarebbe diventata sua cara amica.

All’Elfo Puccini, dentro ad una giungla addomesticata, dal 20 gennaio al 1 febbraio è tornato in scena “Improvvisamente, l’estate scorsa” di Tennesee Williams con la regia di Elio De Capitani, il quale per la seconda volta, dopo l’avventura di Un tram chiamato desiderio, interroga l’universo di Williams. “Qui ho messo in scena Williams da un punto di vista molto interno della sua scrittura teatrale, esasperandone e portandone fino in fondo il lirismo disperato” scrive il regista.

Mercoledì, 12 Dicembre 2012 17:37

Alice Underground - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Dal 3 al 31 dicembre. Con la giusta quantità di immaginazione la coppia Bruni e Frongia insegue il coniglio bianco in un paese delle meraviglie e di incubi deliziosi. Viaggiano assieme al Signor Spazio e al Signor Tempo e danno vita alla loro fantasia contagiata dalle follie racchiuse nei romanzi di Carroll, a tempo di nostalgici stacchetti al pianoforte. Trecento acquerelli dipinti da Bruni diventano un film animato da Frongia che avvolge completamente le avventure di Alice tra il Brucaliffo, la Regina di Cuori e il Cappellaio Matto ma anche tra le musiche dei Beatles e dei Rolling Stones.

La discesa di Orfeo

Sono immagini sbiadite per noi, quelle di una vita vissuta in grandi spazi, con un profondo senso di disumanità al punto da indossare cappucci bianchi forati e trasformarsi in una setta ricordata come Ku Klux Klan. Qui, al centro di un’America da brivido, senza radici né cultura, si sviluppano i drammi di intere generazioni, quelle che hanno portato alla ‘gioventù bruciata’ e alla disperata, ipocrita alienazione di un mondo moderno per lupi travestiti da umani. E’ la storia di “La discesa di Orfeo”, che Elio De Capitani riscrive e dirige con una compagnia numerosa e perfetta per il Teatro Puccini, dal 16 ottobre fino al 4 novembre.

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