Lo studio che Ferdinando Bruni e Francesco Frongia stanno portando avanti ormai da tempo sulle opere di Oscar Wilde si arricchisce di un altro capitolo, senza ombra di dubbio il più importante di tutti: "L'importanza di chiamarsi Ernesto". In scena al Teatro Sala Umberto di Roma fino al 24 febbraio.

Dal 5 dicembre al 13 gennaio. Mark Haddon con il suo romanzo “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” è riuscito in un’impresa eccezionale: ha dominato le classifiche mondiali raccontando, come in un giallo, le peripezie di un adolescente autistico alle prese con la più grande sfida della sua vita. Merito di «una scrittura seria eppure divertente - come ha sottolineato Ian McEwan - che possiede il raro dono dell'empatia». E la forza di questa splendida storia non si è esaurita nelle pagine del libro, ma è si propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo spettacolo ha vinto sette Laurence Olivier Awards nel 2013, tra cui quello per la migliore opera teatrale, per poi trasferirsi a New York dove ha vinto quattro Tony Awards. L’opera approda ora in Italia, per la precisione all’Elfo di Milano, con la traduzione di Emanuele Aldrovandi e la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani.

Martedì 8 maggio è stata presentata la stagione 2018/2019 del Teatro Sala Umberto, la diciassettesima con la direzione artistica di Alessandro Longobardi. Un cartellone all’insegna della drammaturgia contemporanea e della musica, con una particolare attenzione ai giovani e ad un umorismo sempre acuto e sobrio.

Dal 18 al 29 aprile, al Teatro Elfo Puccini di Milano, Invisibile Kollettivo propone “L'Avversario”, una lettura scenica fedelissima all'omonimo testo di Emmanuel Carrère. Il romanzo racconta una storia di solitudine, vuoto, menzogna, assenza. É una storia realmente accaduta che l'autore narra dopo essere entrato in relazione col protagonista e aver partecipato ai processi che lo hanno visto condannato per pluriomicidio.

Un autore molto letto, molto discusso ma poco rappresentato. Si potrebbe leggere così il ritratto di Oscar Wilde, l’autore de Il ritratto di Dorian Gray”, “Il fantasma di Canterville” e molti altri classici, che sembra trovare poco spazio al di fuori delle antologie scolastiche. Se come romanziere la sua fortuna è evidente, come drammaturgo risulta poco frequentato dai registi teatrali, almeno in Italia. Al Teatro Elfo Puccini di Milano il merito di aver riscoperto e valorizzato l’opera dell’autore inglese, dedicandogli addirittura una maratona teatrale nei primi giorni di dicembre con la messa in scena di ben tre opere: “Atti Osceni”, “Il fantasma di Canterville” e “L’importanza di chiamarsi Ernesto”.

Dal 4 al 9 aprile. Considerata una delle migliori commedie di Brecht, scritta nel 1940 a guerra da poco iniziata, Mr Pùntila e il suo servo Matti fu rappresentata per la prima volta quando Brecht rientrò in Europa dall’esilio negli Stati Uniti, dapprima a Zurigo nel 1948, e poi scelta per inaugurare nel 1949 la prima stagione del Berliner Ensemble. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia portano sulla scena la commedia “popolare” del drammaturgo, che nella loro versione diventa anche musicale, rivolgendo al contempo l’attenzione alla tematica del capitalismo e delle disuguaglianze sociali.

“Dove sei, o Musa” è uno spettacolo ideato, diretto e interpretato da Elena Russo Arman in collaborazione con la chitarrista Alessandra Novaga e raccoglie la declamazione di ventidue fra i più famosi e toccanti sonetti di William Shakespeare, intrecciandoli a dieci brani di John Dowland, compositore e liutista contemporaneo al Bardo. Lo spettacolo, in scena al Teatro Elfo Puccini fino al 20 novembre, è una riedizione del lavoro originariamente presentato nella stagione 2011/2012 con nuove scene, ideate dai finalisti del progetto “Dove sei, o musa”, portato avanti in collaborazione con la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Brera in occasione del 400° anniversario della morte di William Shakespeare.

Nel foyer del Teatro Elfo Puccini di Milano, campeggiano bellissimi poster. Raffigurano il nuovo logo dal tratto “elfico”, creato ed offerto da Mimmo Paladino a questo eclettico teatro meneghino che, come l'artista campano, vede nel teatro qualcosa di arcaico, mitico, ma capace di dialogare con la contemporaneità. E la nuova stagione 206/2017, idealmente dedicata a Paolo Poli, presentata in conferenza stampa giovedì 9 giugno, lo testimonia.

È un giardino illuminato che emana un’aria frizzante quello che Ferdinando Bruni mette in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano, nel nuovo allestimento 2015/2016. Un intenso lucore rivela aspetti inediti di un’opera che la tradizione ci ha abituato a percepire cupa, tradendo forse le intenzioni dello stesso Cechov che la considerava, invece, una commedia. E nella regia di Ferdinando Bruni, che ha curato anche la traduzione dell’opera, con la supervisione di Rosa Molteni Grieco, i toni comici sono ben visibili anche nella sostanziale fedeltà alla storia della decadenza dell’aristocrazia russa.

Presentata alla stampa e al pubblico la nuova stagione teatrale del Teatro Quirino Vittorio Gassman che punta ad un ventaglio di proposte variegate confermandosi come “Teatro POP”, attento alla tradizione senza perdere di vista i linguaggi della contemporaneità.

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