Un autore molto letto, molto discusso ma poco rappresentato. Si potrebbe leggere così il ritratto di Oscar Wilde, l’autore de Il ritratto di Dorian Gray”, “Il fantasma di Canterville” e molti altri classici, che sembra trovare poco spazio al di fuori delle antologie scolastiche. Se come romanziere la sua fortuna è evidente, come drammaturgo risulta poco frequentato dai registi teatrali, almeno in Italia. Al Teatro Elfo Puccini di Milano il merito di aver riscoperto e valorizzato l’opera dell’autore inglese, dedicandogli addirittura una maratona teatrale nei primi giorni di dicembre con la messa in scena di ben tre opere: “Atti Osceni”, “Il fantasma di Canterville” e “L’importanza di chiamarsi Ernesto”.

Dal 4 al 9 aprile. Considerata una delle migliori commedie di Brecht, scritta nel 1940 a guerra da poco iniziata, Mr Pùntila e il suo servo Matti fu rappresentata per la prima volta quando Brecht rientrò in Europa dall’esilio negli Stati Uniti, dapprima a Zurigo nel 1948, e poi scelta per inaugurare nel 1949 la prima stagione del Berliner Ensemble. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia portano sulla scena la commedia “popolare” del drammaturgo, che nella loro versione diventa anche musicale, rivolgendo al contempo l’attenzione alla tematica del capitalismo e delle disuguaglianze sociali.

“Dove sei, o Musa” è uno spettacolo ideato, diretto e interpretato da Elena Russo Arman in collaborazione con la chitarrista Alessandra Novaga e raccoglie la declamazione di ventidue fra i più famosi e toccanti sonetti di William Shakespeare, intrecciandoli a dieci brani di John Dowland, compositore e liutista contemporaneo al Bardo. Lo spettacolo, in scena al Teatro Elfo Puccini fino al 20 novembre, è una riedizione del lavoro originariamente presentato nella stagione 2011/2012 con nuove scene, ideate dai finalisti del progetto “Dove sei, o musa”, portato avanti in collaborazione con la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Brera in occasione del 400° anniversario della morte di William Shakespeare.

Nel foyer del Teatro Elfo Puccini di Milano, campeggiano bellissimi poster. Raffigurano il nuovo logo dal tratto “elfico”, creato ed offerto da Mimmo Paladino a questo eclettico teatro meneghino che, come l'artista campano, vede nel teatro qualcosa di arcaico, mitico, ma capace di dialogare con la contemporaneità. E la nuova stagione 206/2017, idealmente dedicata a Paolo Poli, presentata in conferenza stampa giovedì 9 giugno, lo testimonia.

È un giardino illuminato che emana un’aria frizzante quello che Ferdinando Bruni mette in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano, nel nuovo allestimento 2015/2016. Un intenso lucore rivela aspetti inediti di un’opera che la tradizione ci ha abituato a percepire cupa, tradendo forse le intenzioni dello stesso Cechov che la considerava, invece, una commedia. E nella regia di Ferdinando Bruni, che ha curato anche la traduzione dell’opera, con la supervisione di Rosa Molteni Grieco, i toni comici sono ben visibili anche nella sostanziale fedeltà alla storia della decadenza dell’aristocrazia russa.

Presentata alla stampa e al pubblico la nuova stagione teatrale del Teatro Quirino Vittorio Gassman che punta ad un ventaglio di proposte variegate confermandosi come “Teatro POP”, attento alla tradizione senza perdere di vista i linguaggi della contemporaneità.

Dal 12 al 17 aprile. "La palestra della felicità" è una tragicommedia nonsense alla ricerca di un senso: la ricerca della felicità di un’umanità in cammino. Che cerca l’amore per poi trovare la morte, perché la morte “buca”, lo schermo si sottintende. Teatro nel teatro al tempo dei videogiochi dove gli esseri umani diventano marionette tecnologiche. Il testo di Valentina Diana, interpretato da Elena Russo Arman e Cristian Giammarini, è un gioco violento e ironico, perfino autoironico, ma non per questo clemente. Una regia che mette tutto in mano agli attori, soprattutto all’interprete femminile, notevole.

Sino al 31 dicembre, sul palco del Teatro Elfo Puccini di Milano, va in scena uno spettacolo da non perdere, uno di quelli che incanta da subito grandi e piccoli, per la comicità, la sapiente miscela di straniamento e partecipazione, ed il messaggio pacato ma profondo di libertà: “Mr Pùntila e il suo servo Matti. É stato scritto da Bertolt Brecht nel 1940 in pieno esilio finlandese, insieme all’attrice ed autrice Margarete Steffin e alla scrittrice Hella Wuolijoki, l'ideatrice del personaggio di Pùntila. Fu la prima pièce di Brecht ad essere rappresentata in Germania nella Berlino del 1949, al suo ritorno dall'esilio. Ferdinando Bruni, che firma con Francesco Frongia la regia, è un Mr. Pùntila perfetto: arbitrario, tiranno o socievole a seconda dell'alcool ingerito. Si muove in tuba e frac, ora con la leggerezza dell'ubriaco, ora con la pesantezza mentale dell'uomo d'affari.

Il Teatro Filodrammatici di Milano rende omaggio, a suo modo, al genio teatrale di Shakespeare, in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte. Non aspettatevi però di incontrare sul suo palco Amleto, Re Lear o Puk; anche quest'anno infatti, lo storico teatro milanese si vanta di essere “Shakespeare-free”. Troverete però, come in Shakespeare, spettacoli che prendono ispirazione dalla contemporaneità, capaci di far ridere e pensare, che introducono il dubbio, la malinconia, che incrinano la visione del mondo in ordine e sicuro, proprio come quelli del bardo di Avon, che frantumavano la vecchia visione del mondo medievale.

Una stagione, quella del Teatro Elfo Puccini di Milano, di ben 48 titoli (e ne manca ancora qualcuno!) che vuole suscitare sorpresa ed emozione, scoperte e riscoperte, stimolare il dialogo e il fluire delle emozioni tra scena e platea, come avviene negli incontri più veri che fanno esplodere idee e creatività, mischiando le carte tra artisti amati o conosciuti e nuovi talenti. Come avviene, sempre, nelle produzioni del Teatro dell'Elfo che si fondano sul lavoro intergenerazionale e che valorizzano tanto il gruppo che le individualità dei protagonisti e dei più giovani.

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