Domenica, 22 Dicembre 2019 20:57

Emily Dickinson - Teatro Niccolini (Firenze)

E’ andato in scena al Teatro Niccolini di Firenze, in prima nazionale, “Emily Dickinson - Vertigine in altezza” di Valeria Moretti, per la regia di Emanuele Gamba, con protagonista Daniela Poggi, interprete della poetessa; un piccolo grande spettacolo, potente nella sua grazia come la vita incendiaria eppure nascosta della scrittrice, “una vita minuta come un insetto” dice di se stessa un personaggio il cui mondo immenso è tutto in una stanza e nel suo giardino di narcisi. Fuori la sua stessa famiglia, che secondo Emily si vergogna di lei e l’America bigotta e puritana della seconda metà dell’Ottocento. Daniela Poggi ha un’immensa grazia e una fermezza che la tiene in scena oltre un’ora senza pause, con una gestualità e una parola che sono flussi continui, pacati, senza affanno, mai fuori misura eppure forti come quella fragile donna malata che nessuno capiva e che non voleva pubblicare le proprie poesie ma solo scrivere. Lo spettacolo è delizioso, velato di malinconia e di mestizia che non diventa rabbia, ma una strana rassegnazione combattiva, una dosatura che la messa in scena rispetta perfettamente. Suggestiva e originale la scenografia, una grande scatola nera tappezzata di fiori, gli stessi che vestono i mobili e la poetessa; poi tutto diventa bianco ottico, minimale, esageratamente nudo. Luci e proiezioni di grande impatto mentre i versi struggenti, la delicatezza del giardino evocato sfrigolano contro i suoni di musiche elettroniche, e incrociano silhouette proiettate oltre le pareti, nere quando la stanza è a fiori, a fiori quando la stanza diventa bianca.

Con “I Giganti della Montagna”, Gabriele Lavia chiude la sua personale trilogia pirandelliana. Dopo i “Sei personaggi in cerca d’autore” e “L’uomo dal fiore in bocca… e non solo”, porta in scena un maestoso allestimento dell’ultima opera, incompiuta, scritta dal grande drammaturgo siciliano. Fino al 31 marzo al Teatro Eliseo di Roma.

Dal 6 al 18 dicembre. Sullo sfondo di una scenografia imponente, realizzata interamente nei laboratori del Teatro della Pergola di Firenze, riaperti appositamente per questa produzione, Gabriele Lavia prosegue con passione e mestiere la sua pirandelliana esplorazione con questo breve ma intenso atto unico, rappresentato per la prima volta il 24 febbraio del 1922 al Teatro Manzoni di Milano, arricchito con altre novelle che affrontano il tema, fatale per Pirandello, della “donna” e della “morte”.

Presentata alla stampa e al pubblico la nuova stagione teatrale del Teatro Quirino Vittorio Gassman che punta ad un ventaglio di proposte variegate confermandosi come “Teatro POP”, attento alla tradizione senza perdere di vista i linguaggi della contemporaneità.

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