Sono al Teatro Franco Parenti e la Sala Grande è gremita, nonostante Milano in luglio appaia svuotata. Quando si apre nel buio il sipario, vediamo una grande stanza, anzi un magazzino, forse uno scantinato; ci sono scaffali lungo i muri, una scaletta che porta chissà dove, una specie di lettino medico in mezzo al pavimento spoglio con sopra, distesa, Lucia Vasini, coperta da un telo verde e Antonio Cornacchione, suo partner in questa commedia intitolata "L’ho fatto per il mio paese". Strano titolo ma, col tempo, tutto si chiarisce. Ecco, ora lei apre gli occhi, sembra confusa, chiede dove sia, cosa sia successo e lui le spiega che ha avuto un incidente. E’ caduta dalla bicicletta, stava portando a spasso il cane che si è messo a correre attorno a un semaforo, lei ha fatto un gran volo e ha battuto a terra, lussandosi la spalla, l’anca, il ginocchio e una caviglia. Inoltre, lui l’ha raccolta e rapita.

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