All’interno della settimana in sostegno del Teatro dell’Orologio, il Centro Teatrale MaMiMò ha portato a Roma il lavoro “Scusate se non siamo morti in mare”. Andato in scena al Teatro India, il testo di Emanuele Aldrovandi con la regia di Pablo Solari si interroga sulla migrazione, sia come fenomeno politico che come evento naturale.

Un gruppo di auto aiuto, 10 minuti di tempo concessi a ciascun partecipante per raccontarsi e sviscerare, seduta dopo seduta, la propria esistenza e i propri problemi. Il protagonista è un ragazzo giovane, vive a Milano e usa Grindr in modo ossessivo (un social di geolocalizzazione che permette a un pubblico omosessuale di individuare i possibili partner vicini, scegliere il più appetibile, accordarsi e incontrarsi). Un quadro di vita vera che affonda le radici nella società contemporanea.

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