Daniela Cohen

Articoli di Daniela Cohen

 

Giovedì, 25 Dicembre 2014 20:53

Lapins - Campo Teatrale (Milano)

Uno spettacolo nuovo e fresco va in scena al Campo Teatrale di Milano, un piccolo spazio situato in una scuola di periferia che in pochi anni si è trasformata in piccola accademia teatrale, ha rinnovato il suo interno e pure l’esterno e appare un luogo davvero accogliente. In scena dal 9 al 14 dicembre la compagnia I LOVE YOU SUBITO propone ‘Lapins’, uno spettacolo scritto da Alessandro Timpano, diretto da Gipo Gurrado e interpretato da Gianluca Follo, Francesco Modugno, Andrea Rinaldi, Elena Scalet e Alberto Zambelli. Sul palco piuttosto limitato ma pulito troviamo il profilo metallico di un cubo grande oltre un paio di metri, vuoto e poggiato su delle travi nere. Sarà utilizzato come spazio da cui gli attori potranno mostrarsi all’interno o all’esterno di un luogo simbolico, il posto di lavoro di una grande società pubblicitaria dove ognuno vive in continua competizione con l’altro, seguito e guidato da un capo che comunica con la sua squadra di quattro elementi, tre giovani uomini e una ragazza, attraverso le grosse cuffie bianche che indossano sempre e dalle quali arrivano loro gli ordini.

Giovedì, 25 Dicembre 2014 19:37

Forbici & Follia - Teatro Nuovo (Milano)

Mentre il pubblico prende posto nella grande platea del Teatro Nuovo, in pieno centro di Milano, il palco è già in movimento, con personaggi buffi che ballano al suono di musica disco, saltano ma anche asciugano capelli sempre seguendo il ritmo dei brani che si susseguono. La scenografia difatti mostra l’interno modernissimo di un parrucchiere, oh pardon, di un ‘hair designer’ che ama far divertire i propri clienti. Forbici & Follia è la traduzione data a "Shear Madness", uno spettacolo scritto da Bruce Jordan e Marylin Abrams dopo aver acquistato, nel 1976, i diritti d’autore da tale Paul Portner, uno psicologo svizzero che aveva inventato un modo interattivo di interpretare la realtà usando l’arte di ritagliare la carta. Da qui, i due riscrissero l’opera di Portner in forma di commedia, aggiungendo nel tempo diverse battute riferite alla cronaca o a pura improvvisazione. Negli Stati Uniti questa commedia, che si ripropone da anni, ha battuto tutti i record di repliche in svariate città.

Il violinista Piercarlo Sacco ed il chitarrista Andrea Dieci compongono da anni un duo musicale che giovedì 11 dicembre si è esibito gratuitamente presso la sala eventi della Mondadori di via Marghera a Milano, per lo showcase del disco ‘Piazzolla. Cafè 1930’. La coppia di artisti ha offerto un’ora di concerto dal vivo per presentare il nuovo album, registrato per la Brilliant e dedicato alle musiche originali di Astor Piazzolla, uno dei più grandi musicisti del Novecento, protagonista della milonga e affascinante autore di musiche e interpretazioni di tango.

Lunedì, 08 Dicembre 2014 22:07

Sei Gradi - Teatro Manzoni (Milano)

Purtroppo solo per pochi giorni, dal 2 al 4 dicembre, il Teatro Manzoni di Milano ha ospitato il grandissimo Giobbe Covatta, che ha presentato il suo nuovo monologo intitolato "6° (Sei Gradi)". E’ un vero peccato perché si tratta di uno spettacolo davvero eccellente che aiuta, fra risate e sghignazzi, a capire molto meglio quali siano le reali condizioni del nostro pianeta a causa del cosiddetto riscaldamento globale. E così il pubblico si accomoda lentamente mentre dal palco arriva una gradevole musica dal vivo grazie a due musicisti, un simpatico personaggio alla chitarra vestito da clown e un altro che suona le tastiere anche a fiato, ovvero Mario Porfito e Ugo Gangheri. Quando il pubblico è ben sistemato sulle sue poltrone si abbassano le luci ed entra Giobbe, in bianco con sopra un pastrano marrone lungo da pseudo-generale. La prima cosa che dice è che questo spettacolo si svolge nel 2114. Tra un secolo, davvero.

Domenica, 07 Dicembre 2014 09:21

W di Walter - Alta Luce Teatro (Milano)

Milano ha favorito la nascita di piccoli centri culturali e teatrali proprio mentre infuria la crisi generale, così sono felice di citare un bellissimo evento, “W di Walter”, film su piccolo schermo dedicato a Walter Bonatti, un mito dell’alpinismo e del fotogiornalismo esplorativo italiano, proiettato in un teatro situato in un ex-capannone che fu un laboratorio, edificato sulle sponde del Naviglio e situato in Alzaia Naviglio Grande 192, nei paraggi della Canottieri Olona e della chiesa di San Cristoforo. Lo spazio dell’Alta Luce Teatro è piccolo come piccola è la scuola di teatro che si rivolge anche ai bambini, ma la passione è enorme e la volontà di farcela pure. Così vi è ospitata una stagione teatrale interessante ma non altisonante ed il 20 e 21 novembre è stato proposto questo docufilm, girato lo scorso anno e presentato da chi ne ha curato la regia, Paola Nessi.

Quando sulla scena entra in modo prepotente la poesia, il risultato è sempre quello: empatia, commozione, una timida felicità. E’ questo che Beppe Fiorello sta regalando dal vivo nei teatri di mezza Italia, dopo che la fiction televisiva dedicata a Domenico Modugno gli ha offerto un successo nazionale sbalordendo tutti gli increduli di scoprire un magnifico cantante nell’attore, bravo, ma che certo non aveva mai usato la sua voce con le tante fioriture sonore di un innovatore musicale come il Mimmo Modugno tanto amato dagli italiani pure all’estero. Comunque Giuseppe Fiorello compie l’impresa e ringrazia al termine dello show il suo regista e amico Giampiero Solari che lo ha invitato e spronato a mettersi in gioco a teatro, permettendogli di dimostrarsi in possesso di caratteristiche decisamente speciali e potenti. Non di questo si vanta Beppe, però, bensì del fatto che in questo modo ha potuto parlare di suo padre e della sua infanzia felice. A Milano è al Teatro Manzoni dal 13 al 30 novembre con le musiche eseguite dal vivo da due chitarristi straordinari, Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma.

Sono al Teatro Libero dopo una lunga coda in strada per il biglietto. Tutti vogliono vedere uno spettacolo insolito e particolare, "Il Principio dell’Incertezza", in scena dal 4 all’11 novembre, scritto, diretto e interpretato da Andrea Brunello, un uomo alto, dinoccolato vestito di scuro, con occhiali da sole in platea a passeggiare timidamente e sul palco Enrico Merlin, chitarrista e amico, che intrattiene il pubblico con musica elettrica molto soft muovendosi piano tra due pannelli su cui si spande un blu cobalto assai piacevole a vedersi. Andrea Brunello continua a camminare facendo rumore con le monetine che si comprende tiene in tasca in gran quantità e si fermerà solo a teatro esaurito, porte chiuse e luci che s’abbassano. Ora è certo che giocherellava con delle monetine, ne ha una in mano e la lancia in alto, lasciandola cadere, lo fa ancora e ancora, tante monetine a terra. E comincia a chiedere “Testa o croce?”. Poi si avvicina a un scatola colorata poggiata su un sedile e ne tira fuori un nastro giallo che mette attorno al collo ed emerge la risata di un bimbo, mentre cambiano i colori sui fondali.

Terza e ultima produzione Tam Teatromusica con la collaborazione del Comitato Mura di Padova, Bel-Vedere/Progetto, partecipato tra artistioperatori-cittadini, a cura dell’associazione culturale Echina e del Comune di Mirano, insieme all’Associazione Nuova Scena di Piove di Sacco. Lo spettacolo vero e proprio nasce grazie all’ideazione e alla scrittura di Pierangela Allegro e alla regia di Michele Sambin. Tutto ciò per realizzare una trilogia dedicata a Marc Chagall, Pablo Picasso e Paul Klee in cui mettere in scena l’arte in tante sue declinazioni: dalla pittura alla musica al teatro e ai costumi come alle scenografie, che diventano parte integrante del tutto assieme ad interventi più moderni e tecnologici come le animazioni computerizzate e i suoni elettronici. Questa volta il palco presenta dei giganteschi pannelli intelaiati in legno con tele sulle quali andranno a proiettarsi le immagini, animate da Raffaella Rivi e Alessandro Martinello, che tutti vogliono vedere: "Verso Klee, un occhio vede, l’altro sente" è il titolo dell’opera andata in scena al Teatro dell’Arte-Triennale dal 7 al 9 novembre.

Nato a Malaga una sera di fine ottobre del 1881 da un padre professore delle Arti e dei Mestieri e conservatore del museo della città, Pablo Picasso fin da piccolo ama disegnare come tanti altri bambini, ma lui è così bravo che il padre gli permetterà di mettere mano ad alcuni suoi lavori per ultimarli nei dettagli, in cui eccelle. Mentre il padre si trasferisce per insegnare a La Coruna all’Istituto d’Arte, a soli 11 anni Pablo è iscritto alla Scuola di Belle Arti locale dove frequenta i corsi di disegno. Da allora, per sette lunghi decenni, attraversando la storia d’Europa ma specialmente di Spagna e Francia, dove si trasferisce a 19 anni per rimanervi fino alla morte, Pablo Picasso si trasforma in un artista capace di incidere nella storia dell’arte e della cultura del Novecento. Il Teatro dell’Arte alla Triennale ha presentato dal 4 al 6 novembre il secondo esperimento di commistione tra teatro, arte, musica ed animazione computerizzata, nell'ambito della rassegna "Ritratti in palcoscenico", con risultati davvero sensazionali e coinvolgenti.

C’è pochissimo pubblico purtroppo al Teatro dell’Arte; stasera c’è il campionato e a San Siro gioca l’Inter contro la Samp: salotti e bar pieni, platee semi-deserte. Il tifo vince sulla cultura, ma la piccola e coraggiosa Compagnia regge all’impatto andando comunque in scena. Chi c’è non se ne pentirà! Il palco, tutto nero, sembra offrire solo una scala di legno grezzo poggiata a terra con accanto un ciocco anch’esso di legno con su un tronchetto in verticale. Nient’altro. Solo un grande oggetto piatto e nero, trapezoidale, si confonde col buio del fondale. Un uomo curvo esce dal buio e cammina fino al bordo del palco, si muove in modo strano e quando, con un improvviso sonoro ritmato, alza le mani fingendo di avere un’ascia in mano, il gesto di caduta verso il tronchetto di legno è velocissimo e il legno si spezza in due per davvero, cadendo fragorosamente a terra! E’ iniziata la grande magia a sorpresa e la donna magra e alta che sbuca fuori e interagisce con l’uomo sembra avere molto da dire e fare.

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