Daniela Cohen

Articoli di Daniela Cohen

 

Da maggio a ottobre "Essere Leonardo da Vinci - un’intervista impossibile tra i suoi disegni autentici" è a disposizione della città di Milano che, in occasione di Expo 2015, ha incoronato il geniale artista ed inventore come personaggio più creativo e interessante della storia italiana. Questo è uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory, che vi ha lavorato intensamente per quasi tre anni e che arriva in Italia dopo un rodaggio assai impegnativo. Ha debuttato infatti in prima mondiale in Giappone, a Tokyo, nel febbraio 2013 per quindi girare a Fukuoka e a Nagoya, concludendo il tour nipponico tra Kyoto e Osaka. E’ infine approdato negli Stati Uniti dove ha girato per ben due mesi, passando da Washington e Houston e chiudendo il tour a New York. Ogni volta viene scelto un differente intervistatore: qualcuno che ponga le domande scritte alle quali Finazzer Flory-Leonardo risponde utilizzando le parole originali del sommo maestro, pittore, inventore, anatomo-ricercatore, studioso di possibili sogni che sarebbero stati davvero realizzati solo nel futuro, come il volo dell’uomo e la possibilità di immergersi nei fondali degli oceani.

Un’opera scritta dall’attore Franco Branciaroli, "Dipartita finale", ha saputo riunire fin dallo scorso anno sul palcoscenico alcuni tra i più immensi attori del Novecento italiano: Gianrico Tedeschi in primis, Ugo Pagliai, Maurizio Donadoni, un intervento plateale dello stesso Branciaroli e l’apparizione nel finale del più giovane Sebastiano Bottari. Ora al Piccolo Teatro Grassi, dal 4 al 14 giugno, lo spettacolo allieta le serate più calde della primavera milanese. Martedì 9 giugno al Chiostro Nina Vinchi, all’interno del Piccolo di via Rovello, sarà presentato alla presenza di numerosi personaggi illustri il volume dal medesimo titolo, edito da Titivillus e firmato ovviamente da Franco Branciaroli.

Uno dei tanti eventi ‘fuori-Expo’ riconosciuti come tali è un progetto approdato a Milano, nel suo porto scintillante di restyling alla Darsena, dal 23 al 31 maggio all’aperto; si sposterà poi sul lungolago di Dervio, in provincia di Lecco dal 5 al 7 giugno, e poi altrove fino al 19 giugno, quando l’Odissea sbarca a Villa Olmo, affacciata sul Lago di Como. Si tratta di un progetto europeo triennale intitolato "Meeting the Odyssey", nell'ambito del quale si esibiscono due compagnie lombarde ed una cagliaritana, oltre a vari personaggi provenienti dall'intera Unione Europea. E’ iniziato l’anno scorso, partendo in barca dal Mar Baltico, ha attraversato il Mediterraneo, raggiungerà la Sardegna passando alle pendici dei Tacchi dall’Ogliastra, patria del vino Cannonau, non tralasciando neppure Malta e la Francia meridionale, il Mar Egeo e le isolette elleniche. Ora sono a Milano con la prima tappa 2015 del loro spettacolo itinerante: ci saranno pure dei workshop, instant performances e convegni un po’ ovunque.

Come tradurre in teatro un testo puramente poetico e raccontare la storia di una donna dell’Ottocento la cui esistenza appare a noi lontana mille miglia? Ci ha provato Elena Russo Arman che ha costruito uno spettacolo breve ma intensissimo, tutto basato su un minimalismo che affonda nell’assoluto. Il bianco è assoluto e racconta di neve, i colori raccontano dei cieli all’alba, i verdi parlano di boschi in cui passeggiare, osservando fiori e uccellini, pettirossi e lumache, rane e insetti con cui entrare in contatto empatico e umano, affettivo, emozionante. Al Teatro Elfo Puccini, in Sala Fassbinder, è andato in scena "La mia vita era un fucile carico (being Emily Dickinson)"; lo spettacolo, il cui titolo si ispira ad un libro sulla vita della poetessa scritto da Lyndall Gordon, dipinge un impressionante affresco dei pensieri e dell’attitudine di una donna lontana, che avrebbe forse voluto essere altro ma, considerando la realtà nel New England nella prima metà del 1800, dove la condizione femminile non permetteva alcuna fantasia, si rinchiuse in casa coi genitori, la sorella Vinnie, il fratello Austin e la di lui moglie, Susie, che sarebbe diventata sua cara amica.

Lunedì, 20 Aprile 2015 19:01

Leonardo 1452-1519. Il disegno del mondo

Quando si va a visitare una mostra presentata come un evento mondiale, tanto vale aspettarsi qualsiasi cosa. Se poi parliamo di un’esposizione a Palazzo Reale, a Milano, in occasione dell’Expo allo scopo di divulgare la capacità creativa degli italiani, allora vale la pena cercare di entrare a Palazzo e dare un’occhiata. Milano conosce da sempre Leonardo: l’Ultima Cena che sta in una chiesetta tranquilla, quella di Santa Maria delle Grazie e il Museo delle Scienze e della Tecnica, non a caso intitolato a Leonardo e in cui si possono trovare le sue macchine più coraggiose, considerando che nel ‘400 non esistevano né elicotteri, né paracaduti, né palombari o biciclette. Eppure Leonardo aveva disegnato e studiato i possibili modi per volare, andare sott’acqua, planare dall’alto…

Giovedì, 09 Aprile 2015 20:20

Ladro di razza - Teatro San Babila (Milano)

Alcuni anni fa avevo visto per pura curiosità una sua commedia interpretata da Ornella Muti, intitolata ‘L’Ebreo’, scoprendo non solo che la Muti a teatro se la cava egregiamente ma che pure il testo della commedia, ben realizzata, era eccellente e intrigante. Così è stato più facile voler vedere una nuova piéce firmata da Gianni Clementi, "Ladro di razza" al Teatro San Babila dal 20 al 29 marzo con tre bravissimi interpreti, Massimo Dapporto, Susanna Marcomeni e Blas Roca Rey. Clementi ha firmato numerose commedie di successo, è tra gli autori più rappresentati sui palcoscenici italiani e più apprezzati dal pubblico, e molti suoi testi sono stati tradotti all’estero, in spagnolo, francese, tedesco, greco, inglese e russo.

Il cinema ci sta prendendo gusto a occuparsi di visite museali e altri orizzonti e pure gli spettatori, così si assiste nuovamente a un evento eccezionale questo prossimo 14 aprile: in mille sale cinematografiche localizzate sui cinque continenti, ovvero in tutto il mondo e per un solo giorno, un omaggio dedicato a un pittore olandese che possiede ad Amsterdam, a suo nome, un grandissimo museo disegnato da architetti amanti dell’arte che contiene l’intera raccolta di dipinti, disegni, lettere e oggetti donati dagli eredi alla città. ‘Vincent Van Gogh, un nuovo modo di vedere’ è il titolo di questo prodotto straordinario, realizzato dal regista David Bickerstaff allo scopo di offrire uno sguardo completo sulla vita e il talento mai riconosciuto in vita a un giovane morto a soli 37 anni, nel 1890, tra le braccia del fratello minore Theo.

Il Teatro Litta, sul suo piccolo e storico palcoscenico ospita dal 17 al 29 marzo una produzione del Teatro della Cooperativa, con la regia del grandioso Renato Sarti e il sincero talento di Matthieu Pastore, che ha anche tradotto il testo dal francese. Nato a Lione nel 1989, ha vissuto in Italia a partire dai 19 anni; qui nel 2012 ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione ed è soprattutto capace di deliziarci con questo monologo splendido e quasi magico, "Titanic - The great disaster". Scritto nel 1992, il testo provoca ancora la meraviglia per un autore sensibilissimo, Patrick Kermann, che nel 2000, a soli 41 anni, si è tolto la vita. Secondo lui, il palcoscenico “serve a incarnare e disincarnare il materiale e l’immateriale, il visibile e l’invisibile, poiché il teatro è il territorio della morte dove i viventi tentano la comunicazione con l’aldilà…”. Ma il bravissimo, corpulento, agile e ottimo affabulatore Matthieu incanta la platea per l’intero spettacolo, ricavandone al termine una meritata ovazione.

Lunedì, 23 Marzo 2015 20:33

Fuck Me(n) - Teatro Out Off (Milano)

Sono state poche ma intense, dal 10 al 15 marzo, le rappresentazioni di uno spettacolo sperimentale al Teatro Out Off dal titolo ambiguo, "Fuck Me(n)". Nasce dal tentativo di offrire qualcosa di diverso rispetto alle innumerevoli proposte di spettacoli dedicati a donne, al ‘sentirsi femmina’, agli abusi, l’essere lesbica e via dicendo. E i maschi? Dell’uomo comune difficilmente si percepiscono tracce sui palcoscenici teatrali. Così a Renata Ciaravino, giovane scrittrice sia di teatro sia per la radio e la televisione, viene l’idea di rivolgersi a tre autori piuttosto noti, specie perché hanno tutti diretto corsi di scrittura creativa o cose simili e nell’ambiente ci si conosce. Nasce così questo spettacolo che vince il Premio GREAT come miglior monologo all’Accademia Nico Pepe di Udine nel 2013.

Curioso destino quello della commedia teatrale francese Le Prénom, di cui gli stessi autori Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière hanno saputo trasporre la scoppiettante drammaturgia in sceneggiatura perfetta per il cinema, producendo un film che riscosse un successo incredibile e duraturo. Furono incassati solo in Francia 25 milioni di dollari ma la pellicola, tradotta in italiano ‘Cena tra amici’, ha comunque girato parecchio anche oltralpe. Sembra merito proprio di Sabrina Ferilli se ora la commedia originale giunge sui nostri palcoscenici teatrali, con l’adattamento curato da Carlo Buccirosso e dalla stessa Ferilli, che l’hanno parzialmente italianizzata nei contenuti e negli argomenti. In scena al Teatro Manzoni di Milano dal 12 al 29 marzo con la regia di Maurizio Micheli, tra i protagonisti assieme al bravo Pino Quartullo, la bella Sabrina Ferilli, Massimiliano Giovanetti, Claudiafederica Petrella e Liliana Oricchio Vallasciani.

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