Daniela Cohen

Articoli di Daniela Cohen

 

Torna a Milano per il secondo anno un successo della scorsa stagione firmato dalla produzione PACTA . dei Teatri, diretto da Annig Raimondi; arriva sul palcoscenico del Nuovo Teatro Ariberto lo straordinario capolavoro scritto da Oscar Wilde e pubblicato in Inghilterra nel 1890, "Il ritratto di Dorian Gray". Divenuta simbolo dell’amor proprio spinto sino al narcisismo, la saga di Dorian Gray, gentiluomo vissuto in epoca vittoriana in un paese estremamente bigotto ma sotterraneamente lussurioso, esprime tutti i desideri e i vizi di una borghesia ipocrita. Oscar Wilde provocò scandalo anche personalmente ma nessuno potrà mai negare il suo ingresso brillante nella letteratura britannica di fine Ottocento grazie alla sua capacità carismatica di narrare e descrivere attraverso aforismi svariate sfumature di sentimenti, emozioni, eventi e condizioni sociali.

Lunedì 14 dicembre il palcoscenico del Teatro Out Off di Milano ha ospitato una serata unica e straordinaria: Giulio Casale ha portato in scena lo spettacolo di prosa cantata “Abbiamo tempo”. Dopo aver assistito al suo bel concerto con monologhi, poter intervistare Giulio Casale ci permette di rivolgergli tante domande che ci erano passate per la testa mentre guardavamo ed ascoltavamo, assieme ai tanti spettatori che hanno provocato una tale coda in biglietteria da costringere alla lista d’attesa.

Domenica, 13 Dicembre 2015 15:57

La vita accanto - Teatro Libero (Milano)

Il Teatro Libero di Milano ha ospitato dal 24 al 29 novembre una vera chicca teatrale, "La vita accanto" tratto da un romanzo di Mariapia Veladiano che, grazie all’adattamento di Maura Del Serra e alla magnifica e intensa prova recitativa di Monica Menchi, ha regalato allo sparuto ma fortunato pubblico presente in sala l’interpretazione di un testo capace di far aprire gli occhi a tutti su quali siano i valori davvero autentici nella vita e su come le apparenze possano invece travolgere qualità altrimenti emergenti e di superiore importanza, umiliando le persone che già si sentono in difficoltà.

Lunedì, 07 Dicembre 2015 14:24

Senza Filtro - Teatro Libero (Milano)

Sempre sorprendente il Teatro Libero di Milano, che costringe a salire al terzo piano di un interno milanese, ed ha ora ospitato una vera chicca proposta grazie all’idea di Fabrizio Visconti, che dirige l’opera dietro le luci da lui stesso progettate, e di Rossella Rapisarda, che invece è l’interprete di questo dolcissimo "Senza Filtro, Uno spettacolo per Alda Merini". Marco Pagani in scena alla chitarra regala musica dal vivo e include anche brani registrati, il tutto per esprimere un fortissimo sentimento di amore puro nei confronti di una donna, un’artista vera, una poetessa straordinaria che ci ha lasciati ormai da sei anni, proprio nel giorno di Ognissanti. La protagonista entra su un palco abitato da un grande, apparente disordine: fogli di carta sparpagliati un po’ ovunque, sedie poggiate qua e là, un tavolo con due sedie e una macchina da scrivere sopra. Lei ha un buffo berretto, è vestita di bianco e indossa scarponi neri lucidi.

Il Teatro Officina è un luogo della periferia nord milanese che da decenni ha rappresentato il mondo ‘degli altri’, rinnovandosi di generazione in generazione. E stasera si ha uno splendido colpo d’occhio nel vedere sul palco un gruppo di adolescenti, alcuni perfino minorenni, dalle facce pulite, quattro ragazze e quattro ragazzi a presentare un laboratorio che si è tenuto lo scorso anno e che li aveva già molto coinvolti. Ne hanno tratto uno spettacolo intitolato "La profezia alle spalle - A Pier Paolo Pasolini, a 40 anni dalla morte", un dialogo a distanza su pagine di PPP scelte da giovani nati nel 2000. Ad aiutarli la regia di Daniela Airoldi Bianchi e il presidente e direttore artistico del Teatro Officina Massimo de Vita che a un certo punto sale sul palcoscenico coi ragazzi per alcuni interventi. I nomi degli otto giovanissimi attori-interpreti restano segreti.

Mercoledì, 02 Dicembre 2015 21:36

Bella e Fiera - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Di sicuro non era prevedibile che il debutto in prima assoluta di "Bella e Fiera", andato in scena al Piccolo Teatro Grassi dal 17 al 29 novembre, si aprisse su una città, un Paese e un’intera Europa traumatizzati dagli eventi spaventosi del venerdì 13 di Parigi, tra cui un massacro in un celebre teatro del centro. Milano ha risposto uscendo di casa e affollando, fino ad esaurirne tutti i posti, lo splendido teatro del centro della nostra città: tutti eleganti, anziani e giovani, persone di ogni genere, felici e per nulla spaventati di essere venuti nel teatro nato proprio dalle ceneri della seconda guerra mondiale, una storia che questo magnifico spettacolo ideato e interpretato dalla bravissima Laura Curino avrà modo di raccontare in modo emozionante.

Martedì, 01 Dicembre 2015 20:44

Amorica - Teatro Caboto (Milano)

Cantando in inglese, cinque donne e tre uomini di varie età appaiono sul palco del Teatro Caboto in mutande (e reggiseno) coi loro abiti sottobraccio e, sempre cantando con calma, cominciano a vestirsi e indossano abiti tipici di una certa borghesia del secolo scorso. “…I feel I’m ready for my love” conclude il brano. Da questo momento in poi un buio quasi totale sarà il segno che è in corso un cambio di scena, e ce ne saranno moltissimi nel corso di questa lunga storia che ripercorre il Novecento vissuto dalla parte degli Stati Uniti d’America, a partire dal tentativo di uscire dalla grande crisi economica del ’29, con il sopraggiungere poi di una guerra mondiale e fin quasi alla fine del secolo scorso. Il punto di vista è quello di una famiglia potente e ricca, ma anche la vita di chi le gravitava attorno per vari motivi trova spazio in "Amorica", spettacolo in cui si svelano i retroscena del presidente americano Franklin Delano Roosevelt.

Sul palco nero c’è un microfono su un’asta, solitario. In fondo un telone e dinanzi a questo quattro cubi grigi poggiati a terra. Il resto è nero e, con le luci accese, il rosso delle belle poltrone del piccolo Teatro dei Filodrammatici, antico gioiello situato a due passi dalla Scala di Milano, spicca allo sguardo di chi entra e va a prendere posto. E’ la sera del debutto di "Vincere nella vita", commedia agrodolce proposta dalla compagnia Teatro Ma, andata in scena dal 12 al 15 novembre.

Domenica, 08 Novembre 2015 17:30

Fenêtres - Teatro Franco Parenti (Milano)

Un monologo del corpo abile, preciso e colmo di fantasia. Nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti il palco è trasformato in una struttura a mò di casa con una grande parete di legno sulla destra, parete con finestre e persone sedute all’esterno che guardano dentro e vedono pure il pubblico in lontananza, una parete sulla sinistra con varie strutture curiose e una parete in tubi innocenti e una vera finestra, tutto aperto come deve essere la famosa quarta parete teatrale. Il pavimento poggia su un soppalco di circa un metro e si vede una sorta di tappeto enorme, rettangolare. Stiamo osservando il tutto dalla penombra e con l’ausilio di un brano musicale entra il protagonista, che sistema qualcosa al centro della grande stanza. Si siede, si lascia cadere sul ‘tappeto’ e rimbalza sul pavimento, facendoci intuire che il tappeto in realtà è proprio un materasso per rimbalzare. Il nostro protagonista si presenta e dice di chiamarsi Bolze, Mathurin Bolze.

Il bello di questo Expo 2015 consiste anche nel regalo dei tanti spettacoli fuori Expo come questo delizioso concerto del bravo Sergio Cammariere tenutosi al Teatro Manzoni il 29 settembre, data unica, nel corso di una rassegna di grandi eventi internazionali, che ha annoverato tra i propri protagonisti Toquinho, Belcanto, Gino Paoli, Ornella Vanoni e altri ancora. Accolto al suo ingresso da una standing ovation immediata, a dimostrazione che il pubblico presente in teatro lo ama incondizionatamente, il cantautore e pianista si è seduto a un lungo pianoforte a coda mentre i suoi tre musicisti accompagnatori restavano in silenzio. Nel corso della serata numerosi sono stati gli assolo al piano, oppure le parentesi solo piano e canto e mai nessuno è parso lamentarsene. Il Manzoni, tra l’altro, era tutto esaurito.

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