Daniela Cohen

Articoli di Daniela Cohen

 

Nonostante il caldo asfissiante, stasera c’è tanta gente e un po’ di aria condizionata per non soffocare. Siamo al Teatro Franco Parenti, un gioiello che si è da poco arricchito di una piscina grandiosa dove si può fare il bagno anche di sera, talvolta, grazie all’intuizione e alla perseveranza di Andrée Ruth Shammah, che da decenni ha saputo conservare e migliorare il suo teatro multisala. Stasera in Sala Grande e solo per il 19 e 20 luglio è presentato al pubblico un one-woman-show interpretato da Maddalena Crippa che si esibisce in “L’allegra vedova, Cafè Chantant”, ovvero la riproposizione in chiave di monologo di un’ operetta senza la classica grande compagnia di attori, cantanti e ballerini in colorati costumi e imponenti scenografie ad evocare la Mitteleuropa di inizio Ottocento. In compenso però ci sono quattro bravissimi musicisti dal vivo.

Ecco una novità e capita in luglio, quando piace l’idea di andare a vedere uno spettacolo all’aperto dedicato al grande Shakespeare di cui si celebrano i quattro secoli dalla scomparsa. Considerandolo ancora oggi uno dei più geniali e talentuosi drammaturghi di tutti i tempi, la Produzione LinguaggiCreativi e la Asylum Orchestra propongono “Shakespeare in Love Pop” all’interno del Giardino Nascosto situato vicino a uno dei Navigli, in via Bussola, angolo via Malaga. L’evento è organizzato dal Comitato Ponti che ha ricevuto in donazione questo spazio aperto circa quattro o cinque anni fa dal Comune di Milano, quando era ancora una discarica e da decenni uno spazio per demolitori. Dopo molto lavoro, il Comitato è riuscito a risistemarlo e a sfruttare poco per volta i giardini abbandonati. Negli ultimi due anni ci sono stati concerti di musica classica per Piano City, poi eventi artistici con Green City oltre alla condivisione con associazioni di zona, per gruppi di yoga all’aperto o per portare cani e gatti in un’area a loro dedicata. C’è pure l’orto per i bambini e ci saranno sempre più offerte, ma intanto c’è un tavolo colmo di frutta fresca per un aperitivo destinato al pubblico in arrivo. L’idea del teatro itinerante è venuta a Paolo Trotti, un regista che ha organizzato lo scorso anno qui un campo estivo e ora ha escogitato questa trovata, dove per ‘itinerante’ si intende che il pubblico deve muoversi per seguire le vicende narrate dallo spettacolo.

A Eugenio Monti Colla è stato conferito il titolo di Maestro d’Arte e Mestiere per il lungo mestiere di Marionette nel Teatro Italiano.

Un simpatico libro di 347 pagine scritte da uno che le parole le ama così tanto da usarne perfino troppe, come si legge fin dalla prefazione in cui per quasi due pagine troviamo varianti sul significato della bellezza autunnale, anche un po’ malinconica, ma traboccante di colori e luci fino a che la nebbia non sommerge ogni cosa. L’idea è di offrire un sequel al giornalista Dante Ferretti che in precedente noir si è dedicato con amici e la ragazza a fare il detective, ottenendone pericoli adrenalinici e il risultato di avere fiuto anche più dei poliziotti locali. Questa volta anche e i lettori fidelizzati ne saranno felici, come anche i nuovi che leggono allo scopo di passare il tempo in modo diverso di chi guarda la televisione.

Dario Fo si esibisce dal vivo assieme al celebre pianista Enrico Intra, vecchio amico che potrà offrirgli una base musicale su cui poggiare i suoi discorsi o le sue canzoni. Si presenta come ‘Dario Fo ed Enrico Intra raccontano, suonano e cantano Milano: ‘Dai bombardamenti all’Expo: noi ci siamo sempre stati’. Il tutto avviene al Pavilion UniCredit di piazza Gae Aulenti dove si chiude il MILANO IN ISOLA FESTIVAL, ovvero i tre giorni di incoraggiamento per spingere verso il successo un nuovo esperimento, il MILANO OFF ISOLA FESTIVAL che viene presentato come prima cosa dal suo organizzatore, Renato Lombardo, il quale prende la parola davanti a un folto pubblico. “Ci siamo ispirati al Festival di Avignone che è nato nel 1965 e ha avuto 1300 spettatori al giorno su un palcoscenico a cielo aperto per tre settimane” racconta, come ha già fatto nelle due serate scorse. Si cita lo scopo fondamentale di portare più felicità e qualità della vita grazia alla gioia aumentata dei cittadini. Cita anche tutti i partners, i tanti funzionari del comune di Milano che hanno aiutato a scegliere il quartiere e le associazioni, i teatri e le radio, una tv come Worldnet Channel e tanti altri, tutti visibili sul sito www.mianooff.com.

E’ la prima volta che mi avventuro fino allo Spazio Tertulliano, un teatro milanese leggermente periferico, insediato in una specie di capannone industriale che, una volta entrati, svela un piccolo interno laterale trasformato in sala. Ha circa un centinaio di comode poltrone rosse e in fondo alla saletta c’è un basso palco. Qui già da fuori si sente musica, che precede l’inizio e accoglie gli spettatori bagnati dalla pioggia insistente che ha reso uggiose molte serate quasi estive. Stasera però c’è un tributo a uno dei personaggi musicali più amati e rimpianti del rock, l’indimenticabile e affascinante Jim Morrison cantante dei Doors, portato in scena dalla Compagnia Artistica Tertulliano con la regia di Giuseppe Scordio.

Giovedì, 30 Giugno 2016 19:52

Je me fut - Teatro Franco Parenti (Milano)

"Je me fut - Memorie false di una vita vera", il nuovo spettacolo di Rosalina Neri, grande attrice tra le poche ancora in scena con alle spalle una carriera realmente storica, è stato presentato con la drammaturgia e regia di Cristina Pezzoli alla Sala AcomeA del Teatro Franco Parenti di Milano dal 23 al 26 giugno. Il piccolo palco della sala che fiancheggia la Sala Grande ospita una panchina verde, come quelle dei parchi pubblici, con un palloncino rosso attaccato a un legno e, sul lato sinistro, un piccolo pianoforte in attesa di qualcuno che vi si sieda davanti. Al giusto momento entra Rosalina, indossando un lungo abito trasandato di satin verde pallido e un soprabito stropicciato. Ha un sacco della spesa tra le mani, una borsa e altri oggetti che poggia, prima di sedersi stancamente sulla panchina.

Jango Edwards torna ad esibirsi a Milano dopo tanto tempo, facendo di nuovo sorridere tutti quelli che erano accorsi a vederlo in occasione del Milano IN Isola Festival, per la seconda delle tre serate introduttive a un nuovo evento che si spera diventi annuale e continuativo. Tende all’ottimismo e al benessere sociale ma non tratta di questioni mediche bensì di arte, anzi arti comiche che producono un F.I.L., ovvero una Felicità Interna Lorda da affiancare al P.I.L., il meglio noto Prodotto Interno Lordo, con l’intento di migliorare l’economia dei cittadini con allegria. Questo è il primo e appena nato di futuri Milano OFF Isola Festival che si è svolto presso il quartiere Isola, dal 30 maggio al 12 giugno in partenariato con il festival internazionale Avignon le OFF. Il tutto è nato da un’idea di Renato Lombardo che da oltre trenta anni organizza eventi legati al teatro e alla musica jazz internazionale, nonché di Palco Off - Autori, attori e storie di Sicilia, rassegna ideata da Francesca Vitale e realizzata nella stagione teatrale 2015/2016 al Teatro Libero di Milano.

Domenica, 05 Giugno 2016 20:07

Il Metodo - Teatro Manzoni (Milano)

Il palcoscenico del Teatro Manzoni è bellissimo, tutto blu cobalto con una specie di palla color rosso ciliegia sul davanti, verso il pubblico, e tre poltroncine giallo senape al centro, di fronte a un lungo tavolo basso molto moderno, con un pizzico di rétro. Stiamo per assistere a "Il Metodo", testo scritto dallo spagnolo Jordi Galceran, autore cinquantenne che ha messo in scena in Catalogna quest'opera nel 2003 dedicandola ad un argomento attualissimo: le ciniche metodologie adottate oggigiorno dalle aziende nell' assumere il personale. Appena aperto il sipario, un giovane uomo entra nella spaziosa ed elegante stanza, si siede e parla al cellulare rivelando che è in attesa del suo colloquio per ottenere un lavoro.

STANZE è un progetto ideato e realizzato da Alberica Archinto e Rossella Tansini con la collaborazione di Teatro Alkaest, grafica e web di Jaya Cozzani, per sviluppare una diffusione del teatro verso situazioni di massima vicinanza tra chi recita e chi assiste. Al suo quinto anno, Stanze, esperienze di teatro d’appartamento finora svoltasi solo in case private e talvolta in alcune case-museo, ora cambia ed esplora altri spazi per realizzare nuovi incontri. Oltre alla qualità abitativa, questa volta i ‘luoghi non teatrali’ si arricchiscono, come accade con la proposta del 2 maggio che vede il progetto di Anagor alla Casa della Memoria: una appassionata indagine su un complesso ambito della poesia pasoliniana, ovvero L’italiano è ladro. Testo poco noto di Pier Paolo Pasolini che ha avuto un lungo periodo di gestazione fra il 1947 e la seconda metà degli anni Cinquanta, è un poema scritto in diverse lingue o meglio dialetti, dalla forte connotazione politica, testimone significativo sia del clima culturale degli anni ‘50 che si apriva alla rappresentazione delle classi popolari, sia del particolare contesto dell’opera di Pasolini.

Anagoor
L’italiano è ladro
di Pier Paolo Pasolini
una transizione imperfetta
con Luca Altavilla, Marco Menegoni
commento critico Lisa Gasparotto
regia Simone Derai
prima assoluta

La Casa della Memoria, situata ai piedi del celebre Bosco Verticale in uno degli edifici più rappresentativi della zona di Porta Nuova, è stata restaurata e adibita a spazio pubblico lo scorso 25 aprile: l’edificio, progettato dallo studio Baukuh e vincitore di un concorso internazionale di architettura, è interamente rivestito di mattoni che compongono quadri rappresentativi della storia di Milano del dopoguerra. Il quartiere del fashion e della Milano che ripopola quartieri come questo, noto come ‘L’Isola’, è situato nei pressi della stazione Garibaldi e nella Casa della Memoria vi ha sede un gruppo di associazioni che dedicano la loro attività a mantenere viva la memoria delle vittime di tutte le violenze di cui Milano è stata a sua volta vittima: dalle persecuzioni razziali naziste e fasciste, alle stragi politiche degli anni ’70. Un fulcro per le attività culturali di ricerca e formazione sui temi legati alla storia più recente e spesso dolorosa della città. Ecco perché si è così fortemente voluto mettere in scena qui la prima.

La compagnia Anagoor che oggi presenta Pasolini nasce nel 2000 a Castelfranco Veneto su iniziativa di Simone Derai e Paola Dallan ai quali si aggiungeranno successivamente molti altri, creando un progetto di collettività. Danno voce ai versi di Pasolini Luca Altavilla e Marco Menegoni mentre a Lisa Gasparotto, ricercatrice in Scienze Linguistiche e Letterarie presso le Università di Udine e di Milano-Bicocca, è affidato, oltre a un’intensa lettura poetica, anche un importante intervento critico col racconto dell’evoluzione del laboratorio pasoliniano. La regia è curata da Simone Derai. I tre giovani e dall’aspetto forse poco pasoliniano, ovvero belli e puliti, ottengono invece un effetto direi catartico leggendo e interpretando molto intensamente e con perfetta dizione anche nei dialetti il senso desolante, urlato o sussurrato della poetica pasoliniana.

“Così ho aperto le imposte… ma cos’è il mondo? Il mio demone” scriveva nei ‘Ragazzi di vita’ del ’55 e nel diario, perché di un diario si tratta, ‘L’italiano è ladro’ che serve al ‘Canzoniere popolare’ come esperimento per dimostrare quella che Pasolini chiamava ‘pratica regressiva’ ovvero un modo per usare il dialetto e far sì che il borghese trasferisse alla classe più povera e inespressa un linguaggio di narrazione in versi per raccontare il conflitto tra i proletari e i borghesi, cioè il conflitto di classe. Tutto il testo infatti è in terzine e in novenario, come i cori delle madri o i discorsi tra il figlio del padrone e il figlio del contadino, che ritroviamo in altri eccelsi poeti come Dante e Pascoli. Impariamo che il patrimonio lessicale con multilinguismo che include vari dialetti ed epoche storiche, comprese bestemmie spesso censurate ma importanti per via del valore ideologico, come polemica sociale che considera una intera classe sociale capace di bestemmia come si faceva tra figli e madri nei loro dialetti che però, proprio grazie a Pasolini, qui usano invece un linguaggio dei padri, con miscela di stili e mescolanza di versi e lingue. E’ il “meraviglioso fallimento che porta al romanzo…”.

Il pubblico che ha affollato la piccola aula a disposizione ha applaudito molto a lungo, totalmente affascinato da questo esperimento che ci ha tenuti a poche decine di centimetri dai giovani monologhisti, straordinari e struggenti nel testo scelto, quasi mai sentito prima e davvero potente.

lunedì 2 maggio 2016 – ore 20.00
presso Casa della Memoria
via Confalonieri, 14 - Milano
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www.lestanze.eu 331 4129098

Siete venuti qui per fare del teatro, ma ora dovete dirci: a che cosa serve? Bertolt Brecht, Discorso agli attori-operai danesi sull’arte dell’osservazione

Articolo di Daniela Cohen

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