Daniela Cohen

Articoli di Daniela Cohen

 

Nella piccola e suggestiva Sala della Cavallerizza delle Manifatture Teatrali Milanesi, luogo una volta noto come Teatro Litta, ha inizio con una musica intrigante lo spettacolo intitolato semplicemente ‘Albert’. Prodotto e creato da una compagnia indipendente che di solito non trova spazi ufficiali in cui presentare i propri progetti, lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di “Hors” (House of the Rising Sun), l’alveo protetto che MTM dedica esclusivamente a queste realtà, una sorta di ‘zona franca’ a loro riservata in principio di stagione teatrale. Hors non vuole essere una rassegna né tantomeno un festival, è semplicemente una “casa”, sicuramente temporanea, ma utile se al suo interno ci si può conoscere e parlare, vedere spettacoli e scambiare esperienze, condividere sogni e aspirazioni per il futuro della scena teatrale italiana. Grande idea, specialmente considerando il valore di questa pièce scritta da Cecilia Campani e diretta da Marco Monzini.

La Triennale di Milano ha presentato alla stampa e alla città la sua nuova organizzazione. Come molti hanno potuto verificare di persona o per sentito dire, a partire dal 2 aprile di questo anno e fino al 12 settembre, per una durata straordinaria di oltre sei mesi, si sono tenuti in tutta Milano eventi, mostre, letture e speciali esposizioni dedicate alla XXI Triennale, ovvero al Design. Solitamente questa grande mostra si svolgeva ogni tre anni, come dice bene il nome della struttura in cui avvengono da decenni tutti gli eventi ma, per motivi di vario genere, non se ne organizzavano da più di venti anni. Fino ad ora, grazie a una Milano completamente vivacizzata dall’enorme eco dell’Expo dello scorso anno che ha reso la metropoli lombarda accogliente e piena di turisti come non se n’erano mai visti prima.

La quarta serata della sedicesima edizione del Festival Tramedautore è dedicata a “Il Colore del Sole”, prima assoluta di uno spettacolo scaturito da una ricerca di novità in campo drammaturgico tradottasi nel desiderio di unire l’Europa lavorando in sinergia fra autori teatrali di più Paesi, utilizzando e amalgamando linguaggi, dialetti e perfino epoche differenti nello stesso progetto, creando così una cifra espressiva e uno stile tutti da esplorare. “Il Colore del Sole” è firmato da Gian Maria Cervo, primo drammaturgo italiano, dopo Goldoni, Pirandello e Dario Fo, ad essere messo in scena dalla Shanghai Theatre Academy in Cina e che gode di un grande prestigio internazionale.

Nonostante il caldo asfissiante, stasera c’è tanta gente e un po’ di aria condizionata per non soffocare. Siamo al Teatro Franco Parenti, un gioiello che si è da poco arricchito di una piscina grandiosa dove si può fare il bagno anche di sera, talvolta, grazie all’intuizione e alla perseveranza di Andrée Ruth Shammah, che da decenni ha saputo conservare e migliorare il suo teatro multisala. Stasera in Sala Grande e solo per il 19 e 20 luglio è presentato al pubblico un one-woman-show interpretato da Maddalena Crippa che si esibisce in “L’allegra vedova, Cafè Chantant”, ovvero la riproposizione in chiave di monologo di un’ operetta senza la classica grande compagnia di attori, cantanti e ballerini in colorati costumi e imponenti scenografie ad evocare la Mitteleuropa di inizio Ottocento. In compenso però ci sono quattro bravissimi musicisti dal vivo.

Ecco una novità e capita in luglio, quando piace l’idea di andare a vedere uno spettacolo all’aperto dedicato al grande Shakespeare di cui si celebrano i quattro secoli dalla scomparsa. Considerandolo ancora oggi uno dei più geniali e talentuosi drammaturghi di tutti i tempi, la Produzione LinguaggiCreativi e la Asylum Orchestra propongono “Shakespeare in Love Pop” all’interno del Giardino Nascosto situato vicino a uno dei Navigli, in via Bussola, angolo via Malaga. L’evento è organizzato dal Comitato Ponti che ha ricevuto in donazione questo spazio aperto circa quattro o cinque anni fa dal Comune di Milano, quando era ancora una discarica e da decenni uno spazio per demolitori. Dopo molto lavoro, il Comitato è riuscito a risistemarlo e a sfruttare poco per volta i giardini abbandonati. Negli ultimi due anni ci sono stati concerti di musica classica per Piano City, poi eventi artistici con Green City oltre alla condivisione con associazioni di zona, per gruppi di yoga all’aperto o per portare cani e gatti in un’area a loro dedicata. C’è pure l’orto per i bambini e ci saranno sempre più offerte, ma intanto c’è un tavolo colmo di frutta fresca per un aperitivo destinato al pubblico in arrivo. L’idea del teatro itinerante è venuta a Paolo Trotti, un regista che ha organizzato lo scorso anno qui un campo estivo e ora ha escogitato questa trovata, dove per ‘itinerante’ si intende che il pubblico deve muoversi per seguire le vicende narrate dallo spettacolo.

A Eugenio Monti Colla è stato conferito il titolo di Maestro d’Arte e Mestiere per il lungo mestiere di Marionette nel Teatro Italiano.

Un simpatico libro di 347 pagine scritte da uno che le parole le ama così tanto da usarne perfino troppe, come si legge fin dalla prefazione in cui per quasi due pagine troviamo varianti sul significato della bellezza autunnale, anche un po’ malinconica, ma traboccante di colori e luci fino a che la nebbia non sommerge ogni cosa. L’idea è di offrire un sequel al giornalista Dante Ferretti che in precedente noir si è dedicato con amici e la ragazza a fare il detective, ottenendone pericoli adrenalinici e il risultato di avere fiuto anche più dei poliziotti locali. Questa volta anche e i lettori fidelizzati ne saranno felici, come anche i nuovi che leggono allo scopo di passare il tempo in modo diverso di chi guarda la televisione.

Dario Fo si esibisce dal vivo assieme al celebre pianista Enrico Intra, vecchio amico che potrà offrirgli una base musicale su cui poggiare i suoi discorsi o le sue canzoni. Si presenta come ‘Dario Fo ed Enrico Intra raccontano, suonano e cantano Milano: ‘Dai bombardamenti all’Expo: noi ci siamo sempre stati’. Il tutto avviene al Pavilion UniCredit di piazza Gae Aulenti dove si chiude il MILANO IN ISOLA FESTIVAL, ovvero i tre giorni di incoraggiamento per spingere verso il successo un nuovo esperimento, il MILANO OFF ISOLA FESTIVAL che viene presentato come prima cosa dal suo organizzatore, Renato Lombardo, il quale prende la parola davanti a un folto pubblico. “Ci siamo ispirati al Festival di Avignone che è nato nel 1965 e ha avuto 1300 spettatori al giorno su un palcoscenico a cielo aperto per tre settimane” racconta, come ha già fatto nelle due serate scorse. Si cita lo scopo fondamentale di portare più felicità e qualità della vita grazia alla gioia aumentata dei cittadini. Cita anche tutti i partners, i tanti funzionari del comune di Milano che hanno aiutato a scegliere il quartiere e le associazioni, i teatri e le radio, una tv come Worldnet Channel e tanti altri, tutti visibili sul sito www.mianooff.com.

E’ la prima volta che mi avventuro fino allo Spazio Tertulliano, un teatro milanese leggermente periferico, insediato in una specie di capannone industriale che, una volta entrati, svela un piccolo interno laterale trasformato in sala. Ha circa un centinaio di comode poltrone rosse e in fondo alla saletta c’è un basso palco. Qui già da fuori si sente musica, che precede l’inizio e accoglie gli spettatori bagnati dalla pioggia insistente che ha reso uggiose molte serate quasi estive. Stasera però c’è un tributo a uno dei personaggi musicali più amati e rimpianti del rock, l’indimenticabile e affascinante Jim Morrison cantante dei Doors, portato in scena dalla Compagnia Artistica Tertulliano con la regia di Giuseppe Scordio.

Giovedì, 30 Giugno 2016 19:52

Je me fut - Teatro Franco Parenti (Milano)

"Je me fut - Memorie false di una vita vera", il nuovo spettacolo di Rosalina Neri, grande attrice tra le poche ancora in scena con alle spalle una carriera realmente storica, è stato presentato con la drammaturgia e regia di Cristina Pezzoli alla Sala AcomeA del Teatro Franco Parenti di Milano dal 23 al 26 giugno. Il piccolo palco della sala che fiancheggia la Sala Grande ospita una panchina verde, come quelle dei parchi pubblici, con un palloncino rosso attaccato a un legno e, sul lato sinistro, un piccolo pianoforte in attesa di qualcuno che vi si sieda davanti. Al giusto momento entra Rosalina, indossando un lungo abito trasandato di satin verde pallido e un soprabito stropicciato. Ha un sacco della spesa tra le mani, una borsa e altri oggetti che poggia, prima di sedersi stancamente sulla panchina.

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