Daniela Cohen

Articoli di Daniela Cohen

 

Quando sulla scena entra in modo prepotente la poesia, il risultato è sempre quello: empatia, commozione, una timida felicità. E’ questo che Beppe Fiorello sta regalando dal vivo nei teatri di mezza Italia, dopo che la fiction televisiva dedicata a Domenico Modugno gli ha offerto un successo nazionale sbalordendo tutti gli increduli di scoprire un magnifico cantante nell’attore, bravo, ma che certo non aveva mai usato la sua voce con le tante fioriture sonore di un innovatore musicale come il Mimmo Modugno tanto amato dagli italiani pure all’estero. Comunque Giuseppe Fiorello compie l’impresa e ringrazia al termine dello show il suo regista e amico Giampiero Solari che lo ha invitato e spronato a mettersi in gioco a teatro, permettendogli di dimostrarsi in possesso di caratteristiche decisamente speciali e potenti. Non di questo si vanta Beppe, però, bensì del fatto che in questo modo ha potuto parlare di suo padre e della sua infanzia felice. A Milano è al Teatro Manzoni dal 13 al 30 novembre con le musiche eseguite dal vivo da due chitarristi straordinari, Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma.

Sono al Teatro Libero dopo una lunga coda in strada per il biglietto. Tutti vogliono vedere uno spettacolo insolito e particolare, "Il Principio dell’Incertezza", in scena dal 4 all’11 novembre, scritto, diretto e interpretato da Andrea Brunello, un uomo alto, dinoccolato vestito di scuro, con occhiali da sole in platea a passeggiare timidamente e sul palco Enrico Merlin, chitarrista e amico, che intrattiene il pubblico con musica elettrica molto soft muovendosi piano tra due pannelli su cui si spande un blu cobalto assai piacevole a vedersi. Andrea Brunello continua a camminare facendo rumore con le monetine che si comprende tiene in tasca in gran quantità e si fermerà solo a teatro esaurito, porte chiuse e luci che s’abbassano. Ora è certo che giocherellava con delle monetine, ne ha una in mano e la lancia in alto, lasciandola cadere, lo fa ancora e ancora, tante monetine a terra. E comincia a chiedere “Testa o croce?”. Poi si avvicina a un scatola colorata poggiata su un sedile e ne tira fuori un nastro giallo che mette attorno al collo ed emerge la risata di un bimbo, mentre cambiano i colori sui fondali.

Terza e ultima produzione Tam Teatromusica con la collaborazione del Comitato Mura di Padova, Bel-Vedere/Progetto, partecipato tra artistioperatori-cittadini, a cura dell’associazione culturale Echina e del Comune di Mirano, insieme all’Associazione Nuova Scena di Piove di Sacco. Lo spettacolo vero e proprio nasce grazie all’ideazione e alla scrittura di Pierangela Allegro e alla regia di Michele Sambin. Tutto ciò per realizzare una trilogia dedicata a Marc Chagall, Pablo Picasso e Paul Klee in cui mettere in scena l’arte in tante sue declinazioni: dalla pittura alla musica al teatro e ai costumi come alle scenografie, che diventano parte integrante del tutto assieme ad interventi più moderni e tecnologici come le animazioni computerizzate e i suoni elettronici. Questa volta il palco presenta dei giganteschi pannelli intelaiati in legno con tele sulle quali andranno a proiettarsi le immagini, animate da Raffaella Rivi e Alessandro Martinello, che tutti vogliono vedere: "Verso Klee, un occhio vede, l’altro sente" è il titolo dell’opera andata in scena al Teatro dell’Arte-Triennale dal 7 al 9 novembre.

Nato a Malaga una sera di fine ottobre del 1881 da un padre professore delle Arti e dei Mestieri e conservatore del museo della città, Pablo Picasso fin da piccolo ama disegnare come tanti altri bambini, ma lui è così bravo che il padre gli permetterà di mettere mano ad alcuni suoi lavori per ultimarli nei dettagli, in cui eccelle. Mentre il padre si trasferisce per insegnare a La Coruna all’Istituto d’Arte, a soli 11 anni Pablo è iscritto alla Scuola di Belle Arti locale dove frequenta i corsi di disegno. Da allora, per sette lunghi decenni, attraversando la storia d’Europa ma specialmente di Spagna e Francia, dove si trasferisce a 19 anni per rimanervi fino alla morte, Pablo Picasso si trasforma in un artista capace di incidere nella storia dell’arte e della cultura del Novecento. Il Teatro dell’Arte alla Triennale ha presentato dal 4 al 6 novembre il secondo esperimento di commistione tra teatro, arte, musica ed animazione computerizzata, nell'ambito della rassegna "Ritratti in palcoscenico", con risultati davvero sensazionali e coinvolgenti.

C’è pochissimo pubblico purtroppo al Teatro dell’Arte; stasera c’è il campionato e a San Siro gioca l’Inter contro la Samp: salotti e bar pieni, platee semi-deserte. Il tifo vince sulla cultura, ma la piccola e coraggiosa Compagnia regge all’impatto andando comunque in scena. Chi c’è non se ne pentirà! Il palco, tutto nero, sembra offrire solo una scala di legno grezzo poggiata a terra con accanto un ciocco anch’esso di legno con su un tronchetto in verticale. Nient’altro. Solo un grande oggetto piatto e nero, trapezoidale, si confonde col buio del fondale. Un uomo curvo esce dal buio e cammina fino al bordo del palco, si muove in modo strano e quando, con un improvviso sonoro ritmato, alza le mani fingendo di avere un’ascia in mano, il gesto di caduta verso il tronchetto di legno è velocissimo e il legno si spezza in due per davvero, cadendo fragorosamente a terra! E’ iniziata la grande magia a sorpresa e la donna magra e alta che sbuca fuori e interagisce con l’uomo sembra avere molto da dire e fare.

Domenica, 26 Ottobre 2014 16:36

Enrico IV - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Uno degli attori più osannati del nostro teatro, Franco Branciaroli, da giovanissimo fu il preferito di Giovanni Testori, che scrisse per lui e recitò con lui dal vivo sulla scalinata est della Stazione Centrale di Milano una propria commedia assolutamente indimenticabile. Oggi Branciaroli, che in teatro è ormai un classico, sceglie di interpretare e dirigere per la prima volta una commedia di Luigi Pirandello, che il grande drammaturgo siciliano scrisse nel 1921 appositamente per un attore così grande e celebre che ancora oggi si parla di lui, Ruggero Ruggeri. L’opera, "Enrico IV", andò in scena a Milano nel 1922, mentre Ruggeri entrò a far parte della Compagnia d’Arte fondata due anni dopo proprio da Pirandello per poi diventare, molti anni dopo e assieme a Giorgio Strehler, il più celebre Arlecchino che da Milano girò il mondo intero. Ma tutto questo che c’entra? Nulla forse, salvo che il teatro è creato da gente che ama il teatro, sia che lo scriva, reciti o diriga e così tutto torna. Branciaroli è al Piccolo Teatro Strehler dal 21 ottobre al 2 novembre e offre una messa in scena straordinaria della lucida follia che Pirandello ha sempre cercato di descrivere in tutti i suoi grandi capolavori del malinteso e dell’ironia.

Il Teatro Out Off propone in prima nazionale dal 16 ottobre al 2 novembre uno spettacolo molto interessante, "Antigone nella città", scritto da Gigi Gherzi e da lui portato in scena assieme a Lorenzo Loris che ne è pure il regista; lo spettacolo è accompagnato da alcuni incontri con docenti in grado di proporre letture insolite e avvincenti del testo e delle possibili interpretazioni. Per quanto il primo a parlare dal palco sia uno psicanalista e sociologo, il timido e longilineo Luigi Zoja, autore di testi tra cui proprio quel ‘Contro Ismene’ che ha ispirato Gherzi e Loris a lanciarsi nell’avventura di stasera, non c’è da farsi venire il mal di testa dal peso intellettualistico. Anzi, direi che il tutto riesce a visualizzare l’incontro con la realtà odierna, la possibilità di usare alcune mitologie antiche per comprendere meglio difetti sociali ancora incrostati nella vita di tutti i giorni ed instaurare paragoni che stimolano scoperte sbalorditive. Venite a vederlo e all’uscita sarete concordi.

Giovedì, 02 Ottobre 2014 20:21

Novecento - Teatro Libero (Milano)

Appena poche settimane di riposo e l’inarrestabile Teatro Libero di Milano inaugura la sua nuova stagione con uno spettacolo delizioso, "Novecento". Scritto da Alessandro Baricco e pubblicato nel 1994 da Feltrinelli, proprio venti anni fa, è il racconto fatto in prima persona da un trombettista jazz, Max Tooney, che possiede una storia unica e vuole dimostrare che parlare con la gente del più bravo pianista del mondo intero lui può farlo perché era il suo migliore amico. Forse l’unico.

Ultimissimo evento estivo al Teatro Libero con un’opera poetica classica, La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, interpretata e diretta da un personaggio molto particolare e di notevole rilievo: Roberto Zibetti, che ha mosso i suoi primi passi in carriera col grande Giorgio Strehler, passando poi a Luca Ronconi, Gabriele Vacis ed Elio De Capitani, solo per citare alcuni tra i registi teatrali coi quali ha lavorato. Ha inoltre attraversato l’esperienza del cinema con altrettanti grandi nomi, tra cui Bernardo Bertolucci e Marco Tullio Giordana fino a lavorare con Luciano Ligabue per Radiofreccia e arrivando a diventare protagonista di numerose fiction televisive. Nel frattempo a Torino ha creato una compagnia teatrale, ‘O Zoo Nõ e infine si è aggregato al Gruppo Danny Rose di Roma affiancando Pier Francesco Favino, mentre in autunno lo vedremo nel prossimo film di Abel Ferrara, Pier Paolo Pasolini.

Quando ho letto di un “volume dedicato alla Bibbia enigmistica”, chissà perché mi ero fissata che fosse un magnifico libro dedicato agli enigmi biblici di cui spesso alcuni discutono. Invece no, ma mi sono impegnata a recensirlo: a quanto pare era già uscito un primo titolo identico realizzato da Claudio Monetti, un insegnante di religione laureato però in scienze politiche, sposato e con due figli adolescenti. E’ riuscito a costruire un libro-giornale, ovvero un pamphlet formato “settimana enigmistica”, stessa consistenza, comprendente quelle che l’autore definisce “schede”. All’interno i contenuti con le modalità di svolgimento dei giochi stessi: parole crociate, reticolati, lega i logici, indovinelli, anagrammi e altro ancora.

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