Daniela Cohen

Articoli di Daniela Cohen

 

Torna il Festival della Magia voluto da Raul Cremona! Ecco un modo fantastico per iniziare l’anno nuovo e io l’ho scelto: assistere a una girandola di illusioni e divertimento al Teatro Manzoni di Milano che, in principio d’anno, propone il modo migliore per trascorrere una serata in serenità e allegria. Non appena il pubblico ha riempito il teatro fino a renderlo tutto esaurito, si spengono le luci e si accende un riflettore che punta verso il fondo della platea, dove vediamo caracollare lungo il corridoio che porta al palcoscenico un omone in frac e cilindro neri che ‘cavalca’ una specie di cammello con un fiore in bocca, il tutto ergendosi su trampoli che rendono la sua andatura assai problematica. E’ il primo momento di surrealismo, spazzato via dall’ingresso scalpitante di Raul Cremona che attacca subito a coinvolgere gli spettatori: “Ci sono tanti bambini, che bello, a me piacciono molto… ne ho tre nel frigorifero… sono le sue prime parole.

Nel piccolo spazio bohémien de La Cavallerizza, all’interno del cortile del Teatro Litta, oggi MTM, si è radunato il pubblico desideroso di assistere a una nuova proposta testoriana, offerta da una brava Marta Ossoli in assolo con la regia di Mino Manni e l’assistenza di Serena Lietti. C’è il tutto esaurito e una luce rossa illumina i muri sbrecciati di mattoni a vista finché entra la protagonista, una giovane donna avvolta da un mantello rosso corallo che la ricopre tutta. Quando getta il mantello a terra, mostra un abbigliamento tipico delle donne da strada: calze malconce di nylon nero, reggicalze, poco altro, tanto trucco e un turbante colorato mal messo. Il vero contrasto è che lei sarebbe dovuta sembrare una finta regina egizia, ormai donna di strada, ma Marta Ossoli ha il difetto di essere troppo bella e di avere un contegno naturalmente elegante, il che fa a pugni col resto. Ma in effetti il pubblico pare apprezzare.

Venerdì, 06 Gennaio 2017 18:25

Nove - Teatro Litta (Milano)

Al Teatro Litta, oggi Manifatture Teatrali Milanesi, dal 22 novembre al 4 dicembre è andato in scena “Nove”, uno spettacolo scritto da Edoardo Erba e diretto da Mauro Avogadro. Inizia con le immortali note musicali di ‘2001 Odissea nello spazio’ e il palco, solcato da pannelli che fungono pure da schermo, si illumina con la proiezione di un video: un uomo è alla macchina da scrivere ma è in piena crisi creativa finché, dopo aver gettato innumerevoli fogli nel cestino o a terra, scrive “nove”. Le immagini del video cambiano, c’è l’apertura di un tg di Sky e si spalanca la scena a mostrare una giornalista che fa interviste: si parla dei successi di un imprenditore dovuti all’uso dei bambini, grazie alla rivoluzione della distribuzione. Sul palcoscenico Claudia Crisafio e Massimiliano Franciosa interpretano i loro ruoli con leggerezza, favoriti da altre immagini che si proiettano sui teli con immagini tratte da ‘Gli uccelli’ di Hitchcock e i bambini che fuggono inseguiti dagli artigli dei volatili inferociti.

Al Teatro Menotti di Milano è andato in scena uno spettacolo molto insolito, un monologo costruito sulla ricerca dettagliata dedicata ad un evento storico sportivo di importanza unica, le Olimpiadi tenutesi in Germania, per di più a Berlino, nel 1936, nel pieno del regime del Terzo Reich del Fürher Adolf Hitler, a un passo dalla seconda guerra mondiale. La platea è colma di ragazzi e giovani, forse incitati dalle scuole ad assistere o forse per curiosità personale, chissà, ma è un bel pubblico che resterà ammutolito per tutto il tempo, in un teatro pieno e in attesa. Si apre il sipario e vediamo un grande pianoforte a coda. Un uomo, sull’altro lato del palco, seduto a un tavolino, parla di Berlino e beve un goccio: è Federico Buffa nei panni di Wolfgang Fürstner, comandante del villaggio olimpico. “Risento i suoni di un luogo che mi appartiene, anche se lo osservo da lontano” dice. Arriva il pianista e attacca a suonare una melodia lontana, anni ’40, struggente.

Lunedì, 26 Dicembre 2016 09:46

Assassine - Teatro Libero (Milano)

Grande ritorno in scena per “Assassine” al Teatro Libero di Milano, spettacolo prodotto da Chronos3 per Residenza Urbana Progetto TLLT, ideato da Tobia Rossi con la regia di Manuel Renga e la presenza in scena di eccellenti attrici come Monica Faggiani, Paola Giacomelli, Elena Ferrari, Silvia Soncini e Arianna Aragno. Si tratta di un lavoro corale impreziosito dai costumi di DassùYAmoroso, nuovo fashion brand indipendente nato dall’incontro di due menti creative, dalle scene di Brein, Martina Lazzarini e Linda Riccardi e dalle musiche di Francesco Lori e che si avvale della collaborazione di Alessandro Sgamma come assistente alla regia.

Per presentare al Teatro Nazionale CheBanca! il nuovo spettacolo "I Colombo Viaggiatori", già in tour nei teatri di provincia e pronto al debutto nella grande Milano il prossimo 4 gennaio 2017, I Legnanesi hanno voluto invitare tecnici, amici e stampa a una grande tavolata dove, dopo gli antipasti con formaggi, verdure e insaccati vari al taglio, è stato servito un buon risotto allo zafferano con l’ossobuco. Tutti seduti, serviti da un catering tipico milanese, con al centro i protagonisti della celebre compagnia legnanese pronti a parlare del loro ultimo lavoro, felici di rispondere alle domande dei giornalisti e comunicare pure in diretta tramite Facebook coi loro fans. I provinciali per eccellenza, pure strani nell’abbigliamento e un po’ avanti con gli anni, si rivelano social, sorridenti e felici.

Domenica, 30 Ottobre 2016 21:39

RossinTesta - Teatro Menotti (Milano)

Nel buio del Teatro Menotti allaga la sala la voce autentica di Gianmaria Testa, cantautore dolce e schivo eppure amatissimo da chiunque lo abbia anche solo sfiorato; siamo tutti ancora dolenti per la sua precoce scomparsa lo scorso 30 marzo, a soli 58 anni. Dal 19 al 22 ottobre si è esibito in uno show di teatro-musica Paolo Rossi, in forma smagliante nonostante l’apparente aspetto da clochard, accompagnato da un grandioso Emanuele Dell’Aquila alla chitarra e da un gruppo di musicisti che si paleseranno solo dopo un po’, gli straordinari Virtuosi del Carso.

Nella piccola e suggestiva Sala della Cavallerizza delle Manifatture Teatrali Milanesi, luogo una volta noto come Teatro Litta, ha inizio con una musica intrigante lo spettacolo intitolato semplicemente ‘Albert’. Prodotto e creato da una compagnia indipendente che di solito non trova spazi ufficiali in cui presentare i propri progetti, lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di “Hors” (House of the Rising Sun), l’alveo protetto che MTM dedica esclusivamente a queste realtà, una sorta di ‘zona franca’ a loro riservata in principio di stagione teatrale. Hors non vuole essere una rassegna né tantomeno un festival, è semplicemente una “casa”, sicuramente temporanea, ma utile se al suo interno ci si può conoscere e parlare, vedere spettacoli e scambiare esperienze, condividere sogni e aspirazioni per il futuro della scena teatrale italiana. Grande idea, specialmente considerando il valore di questa pièce scritta da Cecilia Campani e diretta da Marco Monzini.

La Triennale di Milano ha presentato alla stampa e alla città la sua nuova organizzazione. Come molti hanno potuto verificare di persona o per sentito dire, a partire dal 2 aprile di questo anno e fino al 12 settembre, per una durata straordinaria di oltre sei mesi, si sono tenuti in tutta Milano eventi, mostre, letture e speciali esposizioni dedicate alla XXI Triennale, ovvero al Design. Solitamente questa grande mostra si svolgeva ogni tre anni, come dice bene il nome della struttura in cui avvengono da decenni tutti gli eventi ma, per motivi di vario genere, non se ne organizzavano da più di venti anni. Fino ad ora, grazie a una Milano completamente vivacizzata dall’enorme eco dell’Expo dello scorso anno che ha reso la metropoli lombarda accogliente e piena di turisti come non se n’erano mai visti prima.

La quarta serata della sedicesima edizione del Festival Tramedautore è dedicata a “Il Colore del Sole”, prima assoluta di uno spettacolo scaturito da una ricerca di novità in campo drammaturgico tradottasi nel desiderio di unire l’Europa lavorando in sinergia fra autori teatrali di più Paesi, utilizzando e amalgamando linguaggi, dialetti e perfino epoche differenti nello stesso progetto, creando così una cifra espressiva e uno stile tutti da esplorare. “Il Colore del Sole” è firmato da Gian Maria Cervo, primo drammaturgo italiano, dopo Goldoni, Pirandello e Dario Fo, ad essere messo in scena dalla Shanghai Theatre Academy in Cina e che gode di un grande prestigio internazionale.

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