Daniela Cohen

Articoli di Daniela Cohen

 

Lunedì, 24 Luglio 2017 20:22

Milano Blues - Teatro Libero (Milano)

Come ormai di consueto, il Teatro Libero di Milano resta aperto anche d'estate e in questo luglio infuocato ha presentato una rassegna dedicata alle opere prime degli under 35, 'Liberi d'Estate', con serate dedicate ogni volta a differenti spettacoli. Domenica 2 luglio è stata la volta di “Milano Blues”, spettacolo inserito nella sezione Banco di Prova, una settimana dedicata ai giovani autori che non solo hanno messo in scena per la prima volta le loro opere in forma di reading presso Isolacasateatro, ma le hanno poi elaborate e perfezionate dopo un confronto con critica e pubblico fino all'approdo attuale. I sei testi scelti sono stati vagliati e diretti da Manuel Renga, co-direttore artistico del Teatro Libero, grazie anche a Susanna Verri che ne ha seguito la creazione.

Al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano è andato in scena per la prima volta “Dialogo - Concerto dialogato”: sul palco sale Luca Tudisca, cantautore siciliano uscito dalla scuola di Amici che lavora sotto la direzione di Mauro Simone. I due sono amici e se il giovane Luca desidera affrontare una nuova carriera, Mauro si impegna a seguirlo per realizzare i sogni da trasformare in una storia, che prende spunto dalle canzoni scritte da Tudisca e allestite per il teatro grazie al testo di Elisabetta Tulli e ai movimenti coreografici di Nadia Scherani. Questo spettacolo si lega a un'iniziativa benefica intitolata 'Porta in scena il tuo cappotto' e il teatro ha annunciato con un certo anticipo che se il pubblico avesse portato cappotti, giubbotti o altri indumenti, questi avrebbero fatto parte della messa in scena per poi essere donati ai bisognosi tramite un'associazione no profit, oltre a offrire ai donatori uno sconto del 20% sul prezzo del biglietto di questo spettacolo.

Sabato, 13 Maggio 2017 15:05

Cancun - Teatro San Babila (Milano)

Il Teatro San Babila ha portato in scena un magnifico esempio di commedia dedicata a quanti sbagli si possono fare tra coppie e amici, dal titolo “Cancun”, lussureggiante cittadina tropicale dove quattro amici di lunga data decidono di trascorrere una vacanza assieme. Il sipario si apre mostrando il palco trasformato in un locale del resort vacanziero e sembra davvero di essere in un posto incantevole vicino all'oceano. Lo spettacolo porta la firma dello spagnolo Jordi Galceràn, autore sia di racconti e romanzi, che di sceneggiature per il teatro, il cinema e la televisione; è anche traduttore e adattatore di testi stranieri e in questa circostanza ha saputo mostrare una volta di più una rara sensibilità per i dialoghi incalzanti e le avventure complicate da rocamboleschi colpi di scena.

Il palco scuro del Teatro Libero, piccolo ma sempre denso di passione, mette in evidenza una frase di Sigmund Freud: “Nell'impossibilità di poterci vedere chiaro, almeno vediamo chiaramente l'oscurità”. Prendendo le mosse dall’omonimo videogioco che ha incollato milioni di ragazzi, armati del classico joystick, a scene di sanguinosi combattimenti, “Call of Duty” si trasforma poco per volta, grazie a scansioni temporali delineate dai quattro bravissimi protagonisti, in un autentico, reale esperimento di guerra e follia.

Il Teatro Litta ha ospitato dal 9 al 19 marzo in prima nazionale uno spettacolo diretto da Antonio Syxty e tratto dal poema di un suo vecchio amico, Nanni Balestrini, intitolato “Blackout”. Avevo creduto di scovarvi una parte attuale invece lo spettacolo è essenzialmente un inno al passato, curioso e appassionante ma forse eccessivamente retorico. Ci si chiede se ‘lo spirito del ’68 sia tornato’ e questa dozzina di giovani, di età compresa tra i 20 e i 27 anni, tenta di rispondere. Il regista li ha scelti su internet tra centinaia di candidati per poi sottoporli a dei provini; sconosciuti, sorridenti, entusiasti, hanno dato colore e allegria allo spettacolo, il cui testo però appare poco convincente e troppo ancorato ad una celebrazione enfatica del passato.

Domenica, 26 Febbraio 2017 16:47

“Finalmente” la mostra di Jan Blanchaert

16 febbraio - 5 marzo 2017

Titolo azzeccato per una mostra che molti attendevano e che ha fatto accorrere una grossa folla di milanesi alle 18 del 16 febbraio 2017 ai Bagni Misteriosi di via Carlo Botta 18. Il nome accattivante del luogo si riferisce alla scomparsa piscina Botta, riaperta dopo decenni di abbandono all’interno del grosso complesso che comprende il Teatro Franco Parenti di via Pier Lombardo. Le opere esposte, che resteranno a disposizione degli appassionati e dei curiosi fino al 5 marzo 2017, sono tutte inedite e la loro vendita intende contribuire alla riqualificazione della Palazzina dei Bagni Misteriosi. Qui a dicembre era stata creata sull’acqua una pista di pattinaggio sul ghiaccio e ora gli spogliatoi della piscina, d’inverno non agibile ma illuminata a festa, sono stati trasformati in un’area per l’esposizione di opere d’’arte: e Jean Blanchaert con generosità ne ha messe a disposizione 790, tutte incantevoli.

Due i motivi per assistere a questo spettacolo: il primo è conoscere Alessandro Albertin, un giovane monologhista che si prende la responsabilità di rappresentare, da solo, in teatro, un personaggio che l’Italia ha conosciuto molti anni fa attraverso una fiction televisiva interpretata da un Luca Zingaretti al culmine del successo con l’amatissimo commissario Montalbano. Però qui si parla di ben altro, si parla di tragedie e di eroi perchè l’italiano Giorgio Perlasca, inizialmente camicia nera e fascista, lavorando in Ungheria e facendo la bella vita, scopre gli orrori di quanto realmente avviene oltre la facciata del bel mondo e si ribella. Con una creatività incosciente tutta italiana, diventa l’uomo capace di salvare molte centinaia di vite umane a rischio della propria.

Domenica, 22 Gennaio 2017 21:41

Schegge - Teatro Franco Parenti (Milano)

La piccola Sala AcomeA del Teatro Franco Parenti di Milano accoglie con entusiasmo il nuovo spettacolo di Maria Cassi, artista che questo pubblico comincia a considerare di casa. Maria Cassi si presenta da sola sul palco a monologare ma gode della compagnia di Marco Poggiolesi, un chitarrista che, seduto un po’ a distanza, l’accompagnerà gradevolmente con belle armonie di note acustiche. E’ lui il primo a entrare in scena quando si spengono le luci e suona con un ritmo spagnoleggiante. Poi entra lei, vestita di nero con stivaletti rossi a disegni bianchi, un fiore rosso all’occhiello e il suo modo buffo di sorridere, quasi fosse uno di quei pupazzi che vediamo muoversi facendo smorfie di ogni genere. Spesso anche il linguaggio con cui si esprime è del tutto inventato, ma riesce ad andare avanti per un bel po’. Ci fosse qui Dario Fo andrebbe in sollucchero.

Dal 4 gennaio al 19 febbraio. Ne sfornano si direbbe all’infinito di commedie gustose ed esilaranti eppure non sembrano mai sazi, mai giunti al capolinea. La Compagnia de I Legnanesi nacque in origine nel 1949 dal coraggio e dalla passione di Felice Musazzi che, all’oratorio del paese, inventò un teatrino fatto con gli amici in cui pure le figure femminili erano interpretate dai maschi, poiché all’epoca le ragazze non potevano partecipare a simili esperimenti. Ne scaturì così uno spettacolo con travestiti per pura necessità che, strappando risate fin da subito per l’atteggiamento buffo ed esagerato, ha saputo conquistare i teatri di mezza Italia. Pure oggi il Teatro Nazionale CheBanca! si riempie lentamente e il pubblico, deliziato dal gorgonzola con pane casereccio che lo ha accolto nel foyer assieme a vino bianco, prende posto allegramente.

Giovedì, 12 Gennaio 2017 21:23

Strange Games - Pacta Salone (Milano)

Una luna sul fondale, una scala alta e messa male sul palco, una tenda di plastica, come i tanti fogli a terra, ovunque, anche su pannelli attorno al fondale: pare di stare in un posto dove ci siano lavori in corso, tutto lasciato come in attesa di imbianchini e operai. Siamo al Pacta Salone, rinnovato teatro della periferia milanese molto amato per il proprio autentico ed appassionato impegno. Ma arrivano due personaggi e sta per iniziare lo spettacolo ideato da Vladimir Olshansky, attore e regista laureato al celebre Circo di Mosca e che in Italia è divenuto notissimo come protagonista dell’indimenticabile “Slava Snowshow” di Slava Polunin, grande clown russo che ha fatto ridere generazioni di spettatori di tutto il mondo. I due arrivati, in tute bianche, raccolgono le cartacce disseminate ovunque, anche tra il pubblico in mezzo al quale i due finiscono per intrufolarsi.

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