Se "Dio arriverà all'alba" non vi emoziona, non vuol dire solamente che non apprezzate la poesia, ma che probabilmente non siete neppure umani. Questo spettacolo è a tutti gli effetti un percorso storico ed esistenziale, ironico e struggente allo stesso tempo, che procede lungo due binari paralleli.

Sarà in scena fino al 16 ottobre la colossale ed appassionate rilettura di “Catilina”, personaggio storico controverso infangato da due millenni di tradizione storiografica, firmata da Claudio Romano Politi e Carlo Oldani i quali, oltre che rispettivamente autore e regista di questo ambizioso progetto teatrale, sono anche gli avventurosi artefici del nuovo corso del Teatro Orione, che torna grazie allo loro direzione artistica a spalancare le proprie porte con un chiaro principio ispiratore: “L’inedito come scelta: essere un punto di riferimento per quelle valide realtà che non trovano spazio”. Abbiamo incontrato Marco Rossetti, protagonista impetuoso ed emozionante nei panni di un Catilina onesto, rigoroso, temerario.

Il Teatro dell’Angelo torna a dar vita al Festival dei Corti Teatrali che vide la luce nel 1997, partorito dalla mente di Massimiliano Caprara. Organizzato e prodotto per due anni consecutivi presso il Teatro Vittoria torna, a 18 anni di distanza, in un’edizione che vuole riprendere l’assetto originario e adattarlo a successive repliche, considerato che ormai si tratta di un genere teatrale consolidato, come lo stesso Caprara ha evidenziato presentando la serata, apprezzato anche all’estero. Il Festival, in programma da lunedì 20 aprile a domenica 26 con la premiazione del corto vincitore al Teatro dell’Angelo in Prati, cerca di stabilire un dialogo immediato con il pubblico chiamato a votare il miglior spettacolo di ogni serata, scegliendo di dare la preferenza al testo, alla regia o agli attori.

I Demoni del paese delle meraviglie

10, 11 e 12 luglio. Surreale, la categoria paradossale con la quale descrivere la vita nella sua essenza più profonda, oltre le apparenze dove i ruoli possono spesso scambiarsi, come tra Alice (una bambina ingenua?) e il suo Demone (davvero un mostro?) in uno spettacolo ben costruito, impegnativo nell’interpretazione armonica. Ben fatto. Interessante probabilmente leggere la scrittura drammaturgica per cogliere le molte sfumature e spunti che non si possono trattenere guardando la scena, presi dal disorientamento dal quale si è investiti.

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