Sabato, 16 Febbraio 2019 11:58

D’Annunzio Mondano - Spazio 18B (Roma)

Dal 5 al 17 febbraio. Un elegante salotto borghese fa da trait d’union per un piacevole, divertente e grottesco susseguirsi di avventure mondane tra nobili e antiche casate, giovani autori teatrali e donne misteriose. A questo “teatrino” assiste e collabora un divertito Gabriele D’Annunzio, rievocando le sue giovanili avventure mondane in un caleidoscopico tableau vivant, fatto di costumi, strass e damaschi, poesie e lettere grondanti passioni epistolari. Un grammofono scandisce il tempo delle scene regalandoci musiche, canzoni e ricordi di un tempo che ormai sembra appartenere a nostalgici ricordi, ma che, nella sua ironia e verità, ci appare oggi più attuale che mai.

"Il mistero della camera gialla", tratto dal romanzo del 1908 di Gaston Leraux, possiede il senso dell'imprevisto, delle personalità doppie e di tutte quelle coincidenze che risultano quasi incredibili; rappresenta il più brillante e insuperato enigma della camera chiusa (cioè un romanzo poliziesco la cui trama è imperniata su una stanza chiusa), dove le sorprese che attendono il lettore e/o spettatore creano una vera sfida alla logica: è il caso in cui la detection viene superata dal mistero.

Jacopo Venturiero è artista eclettico, attore, regista e doppiatore capace di destreggiarsi con abilità tanto sul palcoscenico quanto davanti ad una macchina da presa. Menzione speciale al premio "Hystrio alla vocazione" 2006, negli ultimi anni ha indossato innumerevoli ruoli spaziando dalla commedia brillante francese di Honoré de Balzac ai tormentosi labirinti interiori di Henrik Ibsen, dalla drammaturgia contemporanea anglosassone più tagliente sino alla tradizione medievale delle Sacre Rappresentazioni, distillate nel più recente spettacolo, "Passio Hominis", che l'ha visto protagonista nel ruolo di Cristo, diretto da Antonio Calenda e al fianco di Lina Sastri. Un giovane interprete con un vivace talento naturale ed una spiccata sensibilità attoriale, coltivati attraverso gli studi accademici, ed impreziositi da una lucidissima visione dello status quo del panorama teatrale italiano.

E' andato in scena presso il romano Teatro Stanze Segrete - avvolgente spazio performativo incastonato nel cuore di Trastevere, per l'occasione reso opportunamente claustrofobico ed inquietante - il nuovo lavoro teatrale della Compagnia dei Masnadieri. Dopo i recenti "Coco Chanel. Il Profumo del Mistero" e "Il Castello di K." (adattamento del celebre romanzo di Kafka con il quale la compagnia si è aggiudicata il Premio Cerami 2014 per la migliore regia ed i migliori costumi), Massimo Roberto Beato firma un'intrigante e suggestiva rilettura dell'iconografia dell'incontrastato principe oscuro della letteratura gotica, quel Dracula definitivamente consacrato da Bram Stoker sul crepuscolo dell'Ottocento e poi sul grande schermo dalla magistrale trasposizione cinematografica di Francis Ford Coppola. Protagonisti in scena lo stesso Beato, Jacopo Venturiero, Nicoletta La Terra e Maria Teresa Pintus, con la direzione registica di Jacopo Bezzi.

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