Dal 18 al 28 febbraio, al Teatro Leonardo di Milano, Claudio Orlandini ha portato in scena “Teste tonde e teste a punta, ovvero ricco e ricco van d’accordo”, una produzione Comteatro. Iniziata da Bertolt Brecht nel 1931 e terminata nel 1934, durante l'esilio, la commedia è una parabola intrisa di amara consapevolezza: descrive, in un mondo mirabolante e surreale, l'avvento al potere di Hitler e i meccanismi da lui usati per mantenerlo, primo fra tutti quello della razza. Sullo sfondo restano granitiche la differenza tra ricco e povero e l'inutilità delle rivolte da parte dei poveri.

Una stagione difficile si apre per uno spazio privato, “piccolo”, che ha scelto la via del teatro per professionisti, in un ex capannone industriale della periferia di Milano. Sesta stagione orientata decisamente al contemporaneo per lo Spazio Tertulliano, con venti titoli in cartellone e proposte originali, ispirate a lavori noti ri-scritti e rivisitati.

Dall’11 al 20 marzo (poi dal 15 al 17 maggio al Teatro Franco Parenti). Usare testi classici per reinventare uno spettacolo moderno è cosa che molti osano fare da tempo, spesso con ottimi risultati; più inusuale è l’aggancio ad un’opera lirica celebre come “Il Barbiere di Siviglia”, scritta dal nostro allegro Gioacchino Rossini nel 1815. Se a farlo però sono Quelli di Grock e la prima nazionale è al Teatro Leonardo, è bene prepararsi a qualsiasi sorpresa, specie quando il nuovo titolo è Il Barbiere di Siviglia - Opera Rock. Hanno osato e hanno vinto, tanto vale dirlo subito, al punto che il grande attore, autore e regista Filippo Timi ha pescato da questo cast alcuni artisti per creare il suo ultimo Don Giovanni.

Giovedì, 14 Novembre 2013 21:28

Tre sorelle - Teatro Leonardo (Milano)

Comteatro porta al Teatro Leonardo di Milano, dal 12 al 24 novembre, le "Tre sorelle" di Anton Cechov, una pièce senza eroi, dove un gruppo di personaggi che sembra mal assortito ed impotente di fronte alla vita, parla non per comunicare ma per esprimere monologhi cui gli altri non sono interessati. La coralità sempre presente, infatti, fa da contrasto alla solitudine e alla inazione dei singoli ed al vuoto che le loro parole creano.

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