Lunedì, 28 Marzo 2016 17:43

Modigliani - Teatro Quirino (Roma)

Il travagliato, sensuale, audace ed inconfondibilmente personale universo artistico di Amedeo Modigliani si annoda inestricabilmente con la dimensione esistenziale di un uomo incapace di dominare con la razionalità i demoni delle passioni che lo condurranno inesorabilmente verso la rovina, sullo sfondo della dissolutezza bohémien della Parigi primo-novecentesca. Angelo Longoni costruisce un ritratto affascinante del pittore livornese, evitando con destrezza le sabbie mobili del biografismo documentario, per procedere piuttosto attraverso suggestioni ineffabili ed un costante parallelismo tra la sua sofferta ricerca estetica e gli amori travolgenti che ne costellarono gli ultimi quindici anni del percorso di vita. Ad incarnare il tormentato, impulsivo, carnale Modì, un convincentemente solido ed impetuoso Marco Bocci, attorniato da un affascinante gineceo di talentuose interpreti - Romina Mondello, Claudia Potenza, Vera Dragone e Giulia Carpaneto - nei panni delle quatto donne che più influenzarono la parabola del maestro, muse ispiratrici, voluttuose tentatrici, testimoni dei suoi istanti di fervida creatività così come del suo progressivo sprofondare in un abisso di perdizione e malattia.

È stata presentata, in anticipo rispetto a tutti gli altri teatri di Roma, la stagione 2015/2016 del Teatro Quirino Vittorio Gassman. Geppy Gleijeses, co-direttore artistico e presidente della società che gestisce il Teatro, accoglie i suoi ospiti - giornalisti, attori, registi, e addetti ai lavori presenti in sala -  vestito in abito completamente bianco, a voler far risaltare all’occhiello, in contrasto, una rosa vermiglia: il simbolo scelto per la stagione che sta per presentare.

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