"It's a world of pure immagination!", così recitava la celebre canzone cantata da Gene Wilder in “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”, il film che rende omaggio al celebre libro di Roald Dahl che intere generazioni hanno amato; e proprio un fantastico mondo d'immaginazione e di colori è quello che vivrete con “Charlie e la fabbrica di cioccolato”, il musical italiano che omaggia libro e film e che nasce sulla scia del musical che debuttò a Broadway nel 2013 con musiche di Marc Shaiman e libretto di David Craig e che in questa versione esclusivamente milanese vede la regia di Federico Bellone. Siamo il primo paese non anglosassone ad avere i diritti per portare in scena questo delizioso musical ma con la clausola che vieta di replicare la versione USA: non preoccupatevi, questa versione italiana è anche molto più spettacolare di quella di Broadway!

C'è tempo fino al 19 giugno per godere dell'Opera da tre soldi che porta la firma di Damiano Michieletto al Piccolo Teatro Strehler di Milano. Il regista più ricercato del momento porta in scena un interessante esperimento che, a più di quarant'anni dall'ultima regia messa in scena al Piccolo, si muove tra fedeltà e trasgressione, tra il recupero di alcuni aspetti originari della partitura e dello spirito brechtiano e interessanti novità rispetto all' "ingombrante" e fondamentale messa in scena streheleriana del '73. Sul palco si muovono con totale sicurezza attori di punta delle precedenti stagioni del Piccolo (Marco Foschi, Peppe Servillo, Margherita di Rauso, Rossy De Palma) restituendo un Brecht che, proprio perché rivisto nella forma, parla agli spettatori in maniera efficace, con il linguaggio di oggi.

Dal 19 aprile in prima assoluta approda al Piccolo di Milano L’opera da tre soldi di Brecht/Weill, una nuova produzione per la regia di Damiano Michieletto che arriva in scena dopo sessant’anni dalla morte del drammaturgo, non come una sfida né un omaggio alla memoria ma per festeggiare la continuità e la diversità di abitare il tempo.

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