La scrittura di Edoardo Erba e la regia di Serena Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia “Le allegre comari di Windsor*”, la commedia più divertente di Shakespeare*, innestando brani suonati e cantati dal vivo dal “Falstaff” di Verdi.

Variazioni di bianco fino al nero per raccontare una realtà tutta al femminile, simbolo del mondo arabo, lo hammam, luogo di protezione, fuga, confessione, trasgressione, per uomini e donne, evasione, dove l’eco della politica e del terrorismo islamista della décennie noire in Algeria, sessuofobo, si mescola a storie private. Crudo, ironico, soprattutto solidale, con quell’allegria sfrenata che nasconde il dolore e stordisce, propria della danza araba. Lo spettacolo è assolutamente realista pur se sembra folle, grazie anche a interpretazioni molto spontanee. Al centro la dialettica in chiaroscuro tra pubblico e privato, in mezzo il corpo delle donne, raccontato dall’algerina Rayhana per la regia di Serena Sinigaglia.

Dall'8 al 13 marzo, è tornato in scena al Teatro Ringhiera, dopo aver debuttato in Italia nel 2014, lo spettacolo “Alla mia età mi nascondo ancora per fumare” della scrittrice Rayhana. Rayhana è lo pseudonimo di una scrittrice algerina che vive attualmente in Francia: la necessità di non utilizzare il suo vero nome deriva dal fatto che, dopo aver portato in scena questo lavoro a Parigi, è stata aggredita e picchiata a sangue da un gruppo di integralisti. "Alla mia età mi nascondo ancora per fumare" è una tragicommedia ed ha come protagoniste nove donne, nove personaggi, nove donne algerine, che si trovano, malgrado loro, a barricarsi dentro l’hammam, per sfuggire all’ira di parenti e uomini che reclamano il diritto di punire una di loro, ritrovata incinta senza il consenso dei genitori.

Tre serate di teatro al femminile, dall’11 al 13 dicembre, all’Atir Teatro Ringhiera, nella minirassegna “Tre donne per Atir” concepita a sostegno della sala del Gratosoglio, dimora della compagnia, che ha visto in scena tre sue attrici storiche con i loro lavori teatrali più importanti. Tre sguardi femminili, accompagnati da tre madrine d’eccezione. Si tratta di Irene Serini, Chiara Stoppa e Valentina Picello in scena con Moana Porno - Revolution; Il ritratto della salute; Alice, Cara Grazia con le presenze autorevoli in sala di Isabella Santacroce, Franca Valeri e Lella Costa.

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