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Nato a Roma il 7 Marzo 1979. Laureato con lode in D.A.M.S. presso l’”Università degli Studi di Roma Tor Vergata” e diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Musica di Perugia. Ho suonato in diversi gruppi cover come tastierista e chitarrista. Attualmente sono attivo in diversi progetti musicali e nel campo dell’insegnamento.
Mi ritengo principalmente un appassionato di musica. Ma non la musica in senso stretto: intendo soprattutto l'attesa a un concerto, le file interminabili per il biglietto, i palchi giganteschi, il volume delle chitarre che ti attraversa le ossa, il sudore, l'euforia, l'eccitazione e persino la delusione per una serata andata storta. E' soprattutto questo che ti fa "girare" ed emozionare, che ti fa veramente innamorare della musica che sta sempre lì, nella testa e nelle cuffie, nelle dita che suonano, nei locali o nei tuoi sogni. Hanno accompagnato la mia infanzia gruppi come i Beatles e i miti dell’R&B classico come Otis Redding e Wilson Pickett. Ho consumato poi per anni i nastri di album come “A night at the opera”, “A day at the races” o “News of the world” dei Queen; ho superato il grunge senza subire danni permanenti; ho ascoltato, amato e poi furiosamente sotterrato il jazz; non ho mai amato la classica; a vent’anni ho cominciato ad ascoltare la musica vera: dalla psichedelia alla prog, dall’hard rock all’heavy metal, dal punk alla new wave, dall’hardcore al post-hardcore, dal post-rock al noise, dal trash all’electronica fino a ricongiungermi con le Bananarama, ossia con gli anni ottanta - quelli veri insomma! - che insieme ai Bee Gees sono la mia reale ossessione. La mia vera droga, comunque, rimane il cinema: tra i miei preferiti Cronenberg, Lynch, Soderbergh – “Sesso, bugie & videotape” è in cima alla classifica – e Nichols; ma non posso non citare capolavori come le trilogie di “Karate Kid” e “Ritorno al futuro” o tutta l’opera di John Hughes, vero caposaldo della commedia giovanile statunitense degli ultimi trent’anni. Mi piace leggere ma non ho gusti particolari: Schnitzler, Camus e Roth tra i miei autori preferiti. Mi è sempre piaciuto scrivere e sono contento che SaltinAria mi abbia dato l’opportunità di farlo occupandomi di musica. Il mio sogno nel cassetto? Intanto riuscire ad aprire il cassetto e poi, comunque, far parte un giorno di una boy band, che canti possibilmente in lingua inglese, piantarla dopo qualche tempo, mettermi in proprio, iniziare a cantare cose tipo “I don’t wanna rock, DJ – But you’re making me feel so nice”, fare un sacco di soldi e poi passare il resto della vita a disintossicarmi. Potrei scherzare ma sono serissimo. O forse no. Per contatti:
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