Franco Branciaroli è di nuovo protagonista della storica edizione di “Medea” diretta da Luca Ronconi nel 1996, riallestita da Daniele Salvo. Un doveroso omaggio al grande Maestro scomparso nel 2015 da uno degli artisti che ha lavorato con lui più a lungo e in maggiore vicinanza (basti ricordare spettacoli impressi nella memoria collettiva come La vita è sogno, Prometeo incatenato, Lolita), e un’occasione imperdibile di rivedere una delle pietre miliari della storia registica ed interpretativa del secondo Novecento. E lo spettacolo, che vide Branciaroli nei panni femminili di Medea, è una pietra miliare della storia del teatro nazionale.

In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di quattromila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. È il luglio del 1878. L’inizio di una rivoluzione possibile, che avrebbe potuto cambiare il corso della Storia. Simone Cristicchi presenta “Il secondo figlio di Dio”, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il Cristo dell’Amiata.

Lunedì, 28 Novembre 2016 20:30

Il Misantropo - Teatro Sala Fontana (Milano)

Dal 15 al 27 novembre, al Teatro Sala Fontana di Milano, è andato in scena “Il Misantropo” di Molière, per la regia e adattamento di Monica Conti, indagine scrupolosa e sottile sui vizi di una società servile e falsa, pronta a lusingare per poi criticare alle spalle. É una produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale.

Un gruppo di artisti accoglie la sfida di raccontare il territorio bresciano a partire dalle storie delle persone che lo abitano. Sulle tracce di un viaggio disegnato dalla Provincia di Brescia insieme a Paolo Dalla Sega, alla scoperta dei paesaggi bresciani, sette attori-drammaturghi hanno intervistato 44 persone, dando inizio ad una raccolta di storie legate al territorio di cui lo spettacolo non può né vuole essere punto conclusivo, ma solo prima tappa di restituzione. Le storie personali, attraverso un processo di elaborazione drammaturgica, sono state trasformate in monologhi, divisi per aree geografiche. Sette sale di Palazzo Martinengo Colleoni ospiteranno altrettanti spazi scenici dedicati ciascuno a una zona del territorio bresciano, con le sue storie e il suo attore-narratore.

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