Finalmente restituito alla cittadinanza romana, il Teatro India, luogo di accoglienza e di irradiazione di un sistema dedicato alla creazione contemporanea, propone una ricchissima stagione 2014/2015. Scopriamone tutti i dettagli...

Martedì, 06 Maggio 2014 17:29

Viva l'Italia - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Come si fa a morire a diciott'anni? Questa è la domanda di fondo, lancinante, che ci si pone durante e dopo la visione di Viva l'Italia, in scena all'Elfo dal 25 aprile al 4 maggio e dal 20 al 25 maggio. Possibile accettare che Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, due ragazzi da poco usciti dall'adolescenza, abbiano perduto la vita da innocenti, vittime di un gioco crudele del quale non erano minimamente responsabili? La risposta, purtroppo, è sì. Per andare avanti bisogna armarsi di pelo sullo stomaco e prendere atto di una realtà difficile da digerire: Fausto e Lorenzo non potranno mai raccontarci come trascorrevano le loro giornate; con le barbe bianche, i capelli brizzolati, oggi ricorderebbero con nostalgia una stagione in cui probabilmente sognavano la rivoluzione, ma prima di tutto desideravano condividere la propria vitalità straripante coi coetanei.

Da giovedì 17 a domenica 27 ottobre, al Teatro della Cooperativa di Milano va in scena, in prima milanese, “In fondo agli occhi”, produzione Compagnia Berardi-Casolari, con il sostegno del Teatro Stabile di Calabria. La regia è di César Brie. Tutto lo spettacolo percorre la linea rarefatta della percezione di chi vede e di chi non vede. La cecità fisica diventa metafora per descrivere la cecità dell’animo. La rappresentazione della notte dell’etica in cui la nostra società e il nostro paese in particolare sono sprofondati, è filtrata infatti dalla cecità reale di Gianfranco Berardi.

Viva l'ItaliaDal 18 marzo al 14 aprile. L’omicidio di Fausto e Iaio è un evento di cronaca che richiama uno dei periodi più cupi del nostro paese. César Brie mette in scena il testo inedito di Roberto Scarpetti, menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione, per rivivere le emozioni e i pensieri delle persone coinvolte, dai familiari agli investigatori, dai giornalisti ai presunti assassini.

Chino per accendere candele, quando si alza vediamo che indossa solo boxer e maglietta lunga, color carta da zucchero, come si fosse appena svegliato. I suoi lunghi capelli grigi sono trattenuti dietro da una stringa, si rialza e canticchia in spagnolo, parla come se si rivolgesse a se stesso. César Brie, attore argentino amatissimo a Milano, avendovi fondato con una coppia amici, nel ’72 e partecipandovi fino al ‘75, la Comuna Baires, un progetto di teatro impegnato che ha lasciato a lungo il segno sui milanesi anche per le implicazioni politiche di quegli anni. Brie, che in Argentina aveva studiato al Centro Drammatico di Buenos Aires, qui da noi fonda un altro collettivo e si avvicina alle migliori menti creative, drammaturgiche e attoriali di un paio di generazioni, passando da Renzo Casali a Danio Manfredini, da Pepe Robledo a Eugenio Barba, girando l’Europa finché torna in Sud America e, in Bolivia, fonda il Teatro de Los Andes, per ritrovare memorie andine mitiche. Ma riceve minacce pure laggiù e torna in Italia, dove vive da quattro-cinque anni e ci regala perle di proposte suggestive sia in grandi compagnie sia da solo, con monologhi sempre speciali. Come questa proposta intitolata ‘Solo gli ingenui muoiono d’amore’ che ci regala il Teatro dei Filodrammatici, in scena soltanto il 7, 8 e 9 febbraio con un testo di cui Brie è autore, regista e unico interprete.

Mercoledì, 31 Ottobre 2012 17:06

120 chili di jazz - Campo Teatrale (Milano)

120 chili di jazz

Dal 25 al 27 ottobre e dal 2 al 4 novembre. In scena al Campo Teatrale il nuovo monologo dell’attore e regista teatrale argentino César Brie. Si tratta del racconto di come Ciccio Méndez voglia a tutti i costi entrare ad una festa per vedere la sua innamorata, ignara di esserlo; sullo sfondo di questa vicenda si delineano tre passioni: l’amore sconfinato ma non corrisposto per la donna, l’amore per il jazz che lo aiuta a tollerare lo solitudine, l’amore per il cibo fonte di appaganti rifugi e illusorie consolazioni.

Giovedì, 12 Aprile 2012 20:03

Karamazov - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Alice nel paese delle meraviglie

Dal 10 al 22 aprile. Il nuovo spettacolo di César Brie, liberamente tratto da “I Fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij. Un colosso della letteratura mondiale sintetizzato in sessantacinque pagine di copione. Una percorso inedito all’interno delle pagine dostoevskijane che ha suscitato opinioni discordanti.

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