ZOAS - Mexina (Autoproduzione, 2015)

Scritto da  Giovedì, 17 Settembre 2015 

Gli Zoas tornano con "Mexina", un disco pungente e pregno di carattere

Genere: Alternative rock
Voto: 7,5/10


Dalla Sicilia con furore. Gli Zoas tornano con un disco pungente e pregno di carattere, nel quale dimostrano sicurezza nel gestire un sound che calzerebbe largo a molti gruppi della penisola e delineano il loro carattere, ancora oscuro ai tempi di "Toilette", quando la base era sconnessa da un testo eccessivamente pesante.

Fra i caratteri determinanti che rendono "Mexina" un buon disco vi è innanzitutto l’equilibrio fra ritmiche serrate e atmosfere più distese, che descrivono alla perfezione sia le tensioni violente e opprimenti che pervadono il piccolo universo provinciale, sia la forza del singolo che lotta contro la grande macchina del potere. "Mexina" non è un opera statica da contemplare, è una realtà dinamica e ben definita, che si presenta a chi l’ascolta in modo spontaneo e senza fronzoli: è la frontiera fra la serenità del messinese (presentata in copertina) e la realtà contemporanea che tenta di deturparla.

Le tracce strumentali d’apertura e chiusura riportano a tale conflitto, giocano attorno al medesimo tema delimitando con una ringkomposition estremamente efficace un luogo spirituale quanto fisico. Con “Sicilia Mon Amour” sale la tensione e si fanno strada fra potenti riff di chitarra le parole graffianti di una delle track simboliche dell’album, per poi lasciar spazio alle basi elettroniche di “Bullish Cyborg”, che trasporta l’ascoltatore su un piano ipermoderno simile agli anfratti oscuri presentati in "Toilette".

La title track si rivela a questo punto in tutta la sua completezza, dall’incipit acustico e desolato, al corpo synth ed elettrico che tanto ricorda gli Interpol in una veste più decadente. Il disco procede dunque fra la malinconia introspettiva di “Come una piuma” e prende posizione rispetto ad un repertorio di immagini fin troppo abusato in “La preghiera del sabato sera”, rimarcando la freschezza e la genuinità della band messinese.

Tutto il peso dei brani precedenti è controbilanciato dai toni più rilassati e lineari di “Quello che vuoi” per poi abbandonarsi alla pausa strumentale di “Mexina part 2”, ennesima dimostrazione dell’abilità di Mattia Cominotto (Meganoidi) nella delicata fase di registrazione e mixaggio. Le ispirazioni electro pop sono riprese da “Webstar”, dai toni nettamente più internazionali, e mediate dai giochi di chitarre di “Qualunquismo bipolare”, nella quale si nota l’abbandono dei testi criptici e autoreferenziali dei lavori precedenti.

Nel complesso, "Mexina" risulta un disco piacevole e ben strutturato ad un primo ascolto e apprezzabile anche dopo un’analisi più profonda, capace di smuovere e di far pensare, dotato di colori e atmosfere originali e sincere, sebbene in alcuni punti ricordino umori caratteristici dei Pan del Diavolo o dei Management del Dolore Post Operatorio.


TRACKLIST:
1. Intro
2. Sicilia Mon Amour
3. Bullish Cyborg
4. Mexina
5. Come Una Piuma
6. La Preghiera del Sabato Sera
7. Quello Che Vuoi
8. Mexina part. 2
9. Webstar
10. Qualunquismo Bipolare
11. Outro


ZOAS sono:
- Tommaso Trio: basso
- Fausto Ruggeri: chitarra/synth
- Saverio Curcio: batteria
- Giuseppe Lizio: voce
- Filippo La Marca: synth/tastiere


Articolo di: Alessandro Rigo
Grazie a: Zoas
Sul web: facebook.com/ZoaSound

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